Ancora poche le donne nella ricerca

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Ancora poche le donne nella ricerca

Una presenza minoritaria, quella delle ricercatrici in Europa, nonostante la percentuale sia in aumento. Lo rivela l’ultima edizione dell’indagine “She figures” della Commissione Europea

È donna solo il 33% dei ricercatori europei, il 20% dei professori ordinari e il 15,5% dei direttori delle istituzioni del settore dell’istruzione superiore: una presenza ancora insufficiente dunque nelle discipline e carriere scientifiche.

She Figures 2012 è la quarta pubblicazione di una serie chiave di indicatori essenziali per comprendere la situazione delle donne nella scienza e nella ricerca. Nel corso del tempo l’elenco degli indicatori utilizzati per descrivere la partecipazione delle donne a tutti i livelli e in tutte le discipline scientifiche si è evoluto considerando l’istruzione superiore, il mercato del lavoro, comprendendo l’equilibrio lavoro/vita familiare; e questo non solo nei 27 paesi dell’UE, ma anche in Croazia, nell’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, in Islanda, Israele, Norvegia, Svizzera e Turchia.
She figures è prodotto dalla Commissione europea (Direzione generale per la ricerca e l’innovazione e Eurostat) in collaborazione con i corrispondenti statistici del gruppo di Helsinki “Donne e scienza”.

Secondo l’indagine appena pubblicata, le donne rappresentano circa il 40% dei ricercatori nel settore dell’istruzione superiore, il 40% nel settore delle amministrazioni pubbliche e il 19% nelle imprese. Mentre in tutti i settori il loro numero ha conosciuto una crescita più rapida rispetto ai loro colleghi maschi (un aumento del 5,1% all’anno per le donne contro un aumento del 3,3% per gli uomini dal 2002 al 2009), le ricercatrici incontrano ancora difficoltà nel raggiungere incarichi decisionali, con una media di una sola donna ogni due uomini nei comitati scientifici e di gestione in tutta l’UE.

Geoghegan-QuinnMáire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la ricerca, l’innovazione e la scienza, ha dichiarato: “nonostante alcuni progressi negli ultimi anni, le donne nel campo della ricerca rimangono una minoranza, ed è come se una barriera invisibile impedisse loro di raggiungere posizioni di alto livello. Questa situazione costituisce una grave ingiustizia ed uno scandaloso spreco di talenti. La Commissione si concentra sulla promozione della parità fra i generi nei nostri programmi di ricerca e si impegna per cambiare una cultura istituzionale profondamente radicata.”

Nel 2010 la percentuale di studentesse universitarie (55%) e laureate (59%) ha superato quella degli uomini, ma questi ultimi sono in numero superiore tra gli studenti di dottorato e i dottori di ricerca (le donne sono, rispettivamente, il 49% e il 46%). Inoltre, nella scala della carriera universitaria, le donne rappresentano il 44% dei ricercatori con un dottorato nei primi gradi della carriera e soltanto il 20% dei ricercatori nei gradi più alti. L’insufficiente rappresentanza delle donne è ancora più evidente in campi quali la scienza e l’ingegneria.
Si ricorda che la promozione della parità fra i sessi costituisce una delle principali priorità della Commissione per la realizzazione dello Spazio europeo della ricerca (SER) e pertanto ha già chiesto agli Stati membri di eliminare gli ostacoli all’assunzione, al mantenimento e all’avanzamento professionale delle ricercatrici. Una richiesta che, a giudicare dai dati, ancora non ha ottenuto il giusto riscontro.

Allegati

pdf she-figures-2012.PDF

 

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