Accordo detassazione salari

Soldi, Detassazione Salari

Accordo detassazione salari

Firmato negli scorsi giorni l’accordo interconfederale tra CGIL, CISL, UIL e Confindustria per attuare il Decreto sulla detassazione del salario di produttività. L’agevolazione fiscale sarà al 10%

Grazie a un ampliamento della pratica contrattuale, si potranno attivare due modalità per l’applicazione della detassazione: mediante accordi a livello di singola impresa o mediante accordi territoriali.

Riguardo agli accordi tra lavoratori e singola impresa, essi si possono prendere anche laddove non esistano rappresentanze sindacali e si possono applicare a tutti i dipendenti. Tali accordi si possono anche prendere tra federazioni territoriali di categoria e aziende assistite dalle succursali territoriali di Confindustria.

Riguardo invece agli accordi territoriali, perché si possa applicare la detassazione ai lavoratori che effettueranno prestazioni di orario diverse da quelle abituali dell’azienda, essi non saranno di natura vincolante, ma ci si muoverà sul piano delle opportunità.

Secondo il segretario generale della CISL, Raffaele Bonanni, “si tratta di un accordo nel segno dell’innovazione. Rappresenta, infatti, un’evoluzione dell’accordo del 28 giugno 2011 e persegue l’obiettivo di portare più salario netto ai lavoratori e di favorire anche nelle piccole imprese, prive di rappresentanza sindacale, la pratica della contrattazione e la possibilità di introdurre elementi di innovazione organizzativa attraverso un uso più mirato del sistema degli orari. Un accordo che cerca di dare un percorso comune agli interessi dei lavoratori e delle imprese nel segno di una maggiore competitività del nostro sistema industriale e di maggiori opportunità salariali per i lavoratori”.

Dal proprio canto, il rappresentante di Confindustria Stefano Dolcetta, Vicepresidente per le Relazioni Industriali di Confindustria, dichiara: “si tratta di un accordo interconfederale che vuole facilitare l’applicazione, da parte delle imprese, delle norme sulla detassazione del salario di produttività, che conferma gli assetti della contrattazione collettiva delineati con l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011, i quali individuano nell’azienda la sede privilegiata per lo svolgimento della contrattazione di secondo livello. L’azienda resta, quindi, la sede principale per la definizione di premi di produttività ed altre forme di retribuzione incentivante”.
Dolcetta aggiunge che, vista l’attuale situazione di crisi, si è voluta facilitare la definizione di intese, di livello territoriale, che consentano anche alle imprese prive di rappresentanza aziendale di applicare ai propri dipendenti le agevolazioni fiscali previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 gennaio 2013, “a fronte di miglioramenti della produttività aziendale, intesa in senso lato, che conseguono ad una diversa gestione degli orari osservati in azienda’”.

Il Decreto emanato a gennaio fissa a 40mila euro (prima ne erano previsti 30mila) il tetto di reddito annuo cui viene applicata la tassazione agevolata al 10%. Scende invece a 2.500 euro lordi dai precedenti 6mila dello scorso anno, l’ammontare massimo detassabile per ogni lavoratore.
Il Decreto ha previsto uno stanziamento di 950 milioni di euro per il 2013, di 400 milioni di euro per il 2014 e di 200 milioni di euro per il 2015.

Dal momento che il primo modello di accordo si stipula a livello di singola impresa e il secondo a livello territoriale, si ribadisce che nel primo caso l’accordo è valido per tutti i dipendenti dell’azienda, nel secondo caso solo per quelli che faranno un orario particolare. In entrambi i casi ovviamente è prevista la detassazione.

Il segretario della CISL aggiunge al suo commento all’accordo firmato che “è importante sottolineare la firma unitaria di un accordo finalizzato a far crescere la contrattazione di secondo livello sia in termini quantitativi che qualitativi. Confidiamo che questo accordo possa dare un quadro di riferimento più certo e più sereno allo sviluppo della contrattazione nei prossimi mesi, confermando il ruolo delle parti sociali e della contrattazione stessa come elemento fondamentale di coesione sociale e fattore di competitività e di sviluppo”.

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