Liguria: patto per il lavoro giovanile

giovani in strada

Liguria: patto per il lavoro giovanile

Stanziati 2 milioni di euro per i tirocinii, i contratti di apprendistato e gli incentivi alle imprese che assumono. Due nuovi interventi vanno ad aggiungersi a quelli previsti dal Piano Giovani approvato lo scorso agosto

Cinquecento tirocini per cinquecento giovani dai 15 ai 35 anni per trovare lavoro e una staffetta generazionale per fare in modo che le persone più anziane possano ridurre le loro ore di lavoro, mantenendo i contributi statali, in cambio dell’assunzione di giovani.

 

Questi i due provvedimenti approvati dalla Regione Liguria contro la disoccupazione giovanile presentati il 3 maggio 2013, congiuntamente all’accordo tra gli assessori regionali alla formazione e al lavoro, Pippo Rossetti e Enrico Vesco, e tutte le Associazioni datoriali della Liguria.

Le prime azioni verranno finanziate attraverso 2 milioni di euro messi a disposizione dal FSE (Fondo Sociale Europeo), per favorire l’assunzione attraverso contratti di lavoro di apprendistato e tirocini di sei mesi, in grado, al termine, di trasformarsi in un contratto di lavoro permanente.

I due assessori hanno spiegato: “ci premeva mettere a sistema un modello integrato a favore dell’occupabilità dei giovani, attraverso un accordo con tutte le associazioni di datori di lavoro: Confindustria, Unioncamere, Confartigianato, Confcommercio, Confersercenti, CNA, alleanza delle cooperative italiane e Ordine dei consulenti del lavoro di Genova e provincia, per avviare azioni di programmazione economica e applicare in modo coordinato tutti i possibili strumenti di politica attiva del lavoro quali tirocini, contratto di apprendistato, patti tra generazioni e incentivi alle imprese che assumono”.

In Liguria la disoccupazione è aumentata, nel 2012, di 13.000 unità, passando da 43.000 disoccupati nel 2011 a 56.000 nel 2012, facendo segnare un +30,2% e un tasso di disoccupazione pari all’8,1% +1,8% rispetto al 2011.
Un tasso di disoccupazione che nel 2012 risulta più elevato nella classe di età tra i 15 e i 24 anni, con un valore del 30,1%, rispetto all’anno precedente, (in Liguria rappresenta un + 6,3%).
Per quanto concerne la classe di età tra i 25 e i 34 anni, si passa dal tasso dell’8,1% del 2011 all’11,1% del 2012, pari a una crescita di 3 punti percentuali.

Nel 2012  è risultato maggiore il numero di coloro che hanno smesso di lavorare rispetto a chi ha iniziato: quasi 10.000 i rapporti di lavoro  cessati, il 46,8% dei quali (circa 75.000 unità) non sono certo pensionati bensì giovani tra i 15 e i 34 anni. Tra i 35 e i 49 anni di età hanno smesso di lavorare il 34,3% delle persone, degli ultracinquantenni il 18,8%.

Rispetto alle tipologie contrattuali sono sempre i giovani a risultare più penalizzati, dal momento che costituiscono la quota più consistente dei contrattualizzati nel lavoro flessibile e di quello a tempo determinato.
Infine, dai dati dei centri per l’impiego liguri risulta che a febbraio 2013 le persone in cerca di occupazione fossero 117.206 di cui 94.000 disoccupati e circa 24.000 inoccupati (che non hanno mai lavorato).
Tra i disoccupati, cioè chi cerca lavoro perché lo ha perso, sono concentrati soprattutto le classi adulte (35-49 anni) con il 41,4%, mentre il 33,8% è costituito da giovani tra i 15 e i 34 anni. Gli ultracinquantenni costituiscono il 24,7%.
Sul complesso di disoccupati e inoccupati i giovani tra i 15 e i 34 anni costituiscono il 36%, pari a 42.200 unità, mentre gli ultra 50enni sono il 24,8%, pari a 29.096 unità.

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