Quanto Basta Festival – Economia ecologica

Quanto Basta Festival

Il festival dell’Economia ecologica

Torna in Toscana il “Quanto Basta Festival”, la tre giorni dell’economia ecologica. L’edizione 2013 dedicata al tema del lavoro, allo sviluppo e alla formaziona

Una tre giorni per discutere di lavoro, formazione ed economia green ed ecologica. È il “Quanto Basta Festival” organizzato in Toscana, tra Livorno e Piombino, che tra il 30 maggio e il 1° giugno 2013 giunge alla sua quarta edizione.

 

Si tratta di un festival che, a partire da temi ecologici e green come la gestione dei rifiuti o la tutela dei beni paesaggistici, arriva ad affrontare temi quali “Dal vecchio conflitto tra capitale e lavoro al nuovo conflitto tra lavoro e rendite parassitarie”, titolo della lectio magistralis di Luciano Violante.


Ascolta qui l’intervista audio
Anna Loretoni, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa


Altri appuntamenti di rilevo sono stati il 31 maggio, l’appuntamento su “Parchi e aree protette in Toscana: tra tutela della biodiversità, identità e nuovo modello di sviluppo”; il confronto su “Bambini e città: quale autonomia negli spostamenti quotidiani”, tema caro anche alle mamme e alle donne di oggi, e la tavola rotonda su “Il lavoro e la salvaguardia dei territori: due presupposti della democrazia” con il sociologo Aldo Bonomi e il Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Marco Frey.

Quando Basta

La giornata di sabato 1° giugno prevede l’incontro a cura di Green Report su “Misurare il progresso, muoversi verso la sostenibilità”, la lectio magistralis dell’economista Loretta Napoleoni “Democrazia, economia, finanza” e la tavola rotonda su “Formazione e ricerca. Quale futuro?” con un intervento del  Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Maria Chiara Carrozza. Attenzione anche al tema dei migranti, con un mini-festival cinematografico che ha portato in scena i film “Oltremare. Non è l’America”, “La stella che non c’è di Gianni Amelio” e “Io sono Li”.

Agnese Fedeli

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