Consultazioni pubbliche insolvenza delle imprese

Viviane Reding

Consultazioni pubbliche sull’insolvenza delle imprese

La Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica allo scopo di formulare una proposta sovranazionale riguardante i casi di fallimento e insolvenza delle imprese

Per dare una seconda opportunità alle imprenditrici e agli imprenditori onesti e al contempo tutelare il diritto dei creditori a recuperare il proprio denaro, la CE intende procedere alla stesura di un piano che superi le divergenze tra i diritti fallimentari nazionali.

Scopo della consultazione pubblica è quello di aiutare le imprese sane a sopravvivere mantenendo i posti di lavoro e aiutando i fornitori a conservare la clientela.
Secondo la CE, le procedure fallimentari dovrebbero essere rapide ed efficienti riuscendo però a contemplare si gli interessi dei debitori che quelle dei creditori. Le divergenze esistenti tra i vari diritti fallimentari nazionali invece originano incertezza giuridica e un clima ormai apertamente ostile alle imprese.
Tra i nodi che occorre far venire al pettine troviamo:
 il tempo necessario per la remissione del debito,
le condizioni per l’apertura della procedura d’insolvenza,
l’insinuazione al passivo,
le norme sui piani di ristrutturazione.
Una situazione può pregiudicare anche gli investimenti transfrontalieri e la consultazione appena avviata invita tutte le parti interessate ad esprimere il proprio parere sul modo migliore per risolvere tali problemi.

la Vicepresidente Viviane Reding, Commissaria europea per la Giustizia, ha dichiarato: “l’Europa ha bisogno di una ‘cultura del risanamento e della ripresa’ per le imprese e i privati solvibili che si trovano in difficoltà finanziarie. Gli imprenditori onesti dovrebbero ricevere una seconda possibilità, per evitare che, se gli affari vanno male, l’insolvenza si trasformi in una ‘sentenza di condanna a vita’. Le PMI, che costituiscono il pilastro della nostra economia, sono particolarmente importanti. Confido che tutti gli interessati partecipino attivamente a questa consultazione, cosicché si possano raccogliere le idee migliori per far fronte al problema delle situazioni di insolvenza delle imprese”.

La proposta di modernizzare il regolamento dell’UE sulle procedure d’insolvenza risale al 2000 e rappresenta un primo passo fondamentale per conformare il diritto fallimentare dell’UE alle esigenze del XXI secolo. È evidente però che una revisione del regolamento non può di per sé risolvere le problematiche di fondo dei casi di insolvenza transfrontalieri, come le differenze talvolta notevoli nei diritti fallimentari nazionali. Per questo motivo la comunicazione adottata dalla Commissione nel dicembre 2012, in parallelo alla proposta relativa al regolamento sulle procedure di insolvenza, ha avviato un processo di riflessione su un nuovo approccio dell’UE al fallimento delle imprese, alla luce delle diverse normative fallimentari nazionali.

Uno dei punti oggetto della consultazione che ne è seguita – quella appena aperta – è la necessità di armonizzare i “tempi di riabilitazione” (ossia il periodo necessario per chiudere un’impresa fallita), spesso considerati essenziali per l’opportunità di riavviare un’attività.
Attualmente, i tempi necessari per chiudere un’impresa fallita variano notevolmente all’interno dell’UE, andando da quattro mesi in Irlanda a oltre sei anni nella Repubblica ceca; in alcuni Paesi, poi, gli imprenditori falliti non possono ottenere la riabilitazione, mai più.

La consultazione abbraccia anche le norme che disciplinano l’esercizio della professione di curatore.
Le parti interessate sono invitate anche a precisare se le norme vigenti sulle funzioni e sulla responsabilità degli amministratori in caso di insolvenza comportino problemi pratici e se sia necessario introdurre a livello dell’UE norme per garantire che ai gestori che hanno agito con frode e che sono stati oggetto di interdizione in un Paese, sia impedito di gestire una società in un altro Paese.
Infine, nella consultazione si chiede se nella pratica siano sorti problemi a causa dell’incertezza giuridica derivante dalle diverse condizioni di annullabilità dinanzi ai giudici nazionali di un atto di un debitore insolvente pregiudizievole per i creditori.

La consultazione resterà aperta fino all’11 ottobre 2013 ed è accessibile dal seguente indirizzo

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