pronti soccorsi liguri per le donne vittime di violenza e stalking

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Team nei pronti soccorsi liguri per le donne vittime di violenza e stalking

Oltre ai medici e agli infermieri, assistenti sociali e psicologi comporranno il team dedicato alle vittime di violenze e di stalking per supportare le donne che vogliano denunciare i loro aguzzini

Il Vicepresidente nonché assessore alla salute Claudio Montaldo ha dichiarato che non si devono tagliare le risorse su questo tema e presenta la sua iniziativa antiviolenza.

La proposta, che comprende anche l’assegnazione di un colore apposito del triage per identificare chi subisce violenze, senza particolari segni evidenti, è stata presentata dall’assessore Montaldo in occasione del convegno sullo stalking promosso dalla Prefettura di Genova, dalla Regione Liguria e dalla Procura Generale presso la Corte di Appello a cui hanno preso parte associazioni e soggetti impegnati nell’attività di contrasto alla violenza di genere.
Una proposta accolta positivamente sia dai responsabili dei consultori che dai responsabili dei pronto soccorso genovesi i quali stanno già lavorando per metterla in pratica.

L’emergenza esiste e non accenna a diminuire: infatti i dati sulle denunce presentate a Genova, secondo quanto riportato dalla Prefettura, non indicano certo un miglioramento anzi il contrario. Se nel 2011 si sono registrate 67 denunce da parte di donne che hanno subito violenza, nel 2012 esse sono quasi triplicate e le denunce sono salite a 198. 

Secondo i dati Istat in Italia ammontano a 6.743.000 le donne tra i 16 e i 70 anni vittime di violenze fisiche nel corso della loro vita, di cui 1 milione vittime di stupri. Il 14,3 % ha subito almeno una violenza fisica o sessuale da parte del partner. Ma dai dati emerge anche che solo il 7% delle vittime delle violenze da parte dei compagni arriva alla denuncia. Il 33,9% di chi subisce violenze dal partner e il 24% di coloro che le subiscono da parte di conoscenti preferisce non parlarne. Un fenomeno, quello della reticenza, su cui incide la speranza di recuperare un rapporto familiare, ma anche la vergogna e la volontà di difendere la sfera privata per evitare traumi ai figli.

Di fronte a maschi insicuri che perseguitano il simbolo di ciò che non riescono a comprendere “si devono mettere in moto azioni” ha spiegato Montaldo “sia sul fronte dei pronto soccorso, sia dei consultori per poter intervenire, anche senza una denuncia da parte della vittima, garantendo un flusso di notizie che dal pronto si deve estendere anche ai servizi territoriali dei consultori e dei centri anti-violenza che devono supportare le vittime, richiamandole. E poi bisogna affrontare anche il tema dell’autore della violenza o delle torture psicologiche che va preso in carico con un sostegno in grado di generare un cambiamento”. 

Per tutto questo però servono risorse, ancora meglio se dedicate, per prevenire un fenomeno che risulta sempre più dirompente e al quale si deve dedicare attenzione. L’assessore lo ha ammesso apertamente dichiarando la sua intenzione di non tagliare risorse destinate a questo scottante tema.

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