Rapporti Inps-imprese online

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Rapporti Inps-imprese? Sempre più online

Dal DURC alla regolarità contributiva, l’Inps permette alle imprese di utilizzare sempre più le procedure telematiche per evitare code e lungaggini burocratiche alle imprenditrici e agli imprenditori

Si chiama “semplificazione” ed è il grande obiettivo dell’Amministrazione pubblica per andare incontro alle necessità di chi è costretto a ricorrere a innumerevoli procedure per adempiere tutti gli obblighi che lo Stato prevede per i titolari di imprese.

L’Inps sta andando avanti su questa strada e uno dei passi in questa direzione è quello che permetterà alle imprenditrici e agli imprenditori, a partire dal prossimo 22 luglio, di verificare direttamente online la regolarità contributiva utilizzando una nuova procedura informatica che utilizza un’applicazione che permette di ridurre tempi e passaggi consentendo loro al contempo di controllare senza intermediari la posizione Inps.

L’Istituto ha già avviato, con il coinvolgimento di Inail e Casse edili, il progetto che porterà in breve tempo al rilascio del Durc online. Tale progetto è stato presentato dai Presidenti di Inps e Inail (Antonio Mastrapasqua e Massimo De Felice), dai Direttori generali dei due Istituti (Mauro Nori e Giuseppe Lucibello), dal Presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Sergio Santoro), dalla Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (Marina Calderone) e dal presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Paolo Buzzetti). La presentazione si è conclusa con l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, il quale ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa, che si colloca nel più ampio disegno di ammodernamento e informatizzazione della pubblica amministrazione.

Il mese di luglio ha visto inoltre un altro passo nel processo di semplificazione ma anche in quello verso un’amministrazione trasparente: infatti sono diventati maggiormente accessibili gli Open Data, ovvero i dati relativi alla propria situazione contributiva e non solo, grazie all’API (Application Programming Interface) che permette un accesso più semplice ai set di dati pubblicati sul sito Inps.it. Uno strumento innovativo che l’istituto è il primo nella Pubblica Ammministrazione a utilizzare.

computerRiguardo agli Open Data, dall’istituto fanno sapere che nel corso dell’ultimo anno, dal sito sono stati scaricati oltre 573mila dati in formato aperto, di cui il 10% eseguiti dall’estero.
Gli utenti possono anche lasciare un suggerimento ed esprimere la propria opinione su ogni singolo dataset, e lo hanno fatto in molti, mostrando un gradimento significativo dal momento che hanno attribuito un voto che supera il 7 (su un valore massimo di 10).

Lanciata nel marzo 2012, la sezione Open Data dell’Inps pubblica oggi più di 320 dataset scaricabili nei formati Excel, CSV e XML e rilasciati con licenza IODL 2.0.  Nella logica del riuso dei dati, l’INPS dedica spazio agli sviluppatori che li utilizzano attraverso un form di segnalazione delle applicazioni realizzate e, contemporaneamente, permette di visualizzare il numero e la localizzazione dei downolad attraverso una mappa interattiva sempre aggiornata.

La realizzazione delle API degli Open Data è in linea con l’Open Data Charter sottoscritta al recente G8, un documento che pone i Governi di fronte all’impegno di esporre e valorizzare il patrimonio informativo accumulato e prodotto dalle rispettive Pubbliche Amministrazioni secondo alcuni principi guida e passaggi operativi. Tra le categorie ad alto valore individuate nel documento del G8, c’è anche “Social mobility and welfare”, che in Italia può essere rappresentata proprio da Open Data INPS, il datastore che espone l’insieme dei dati aperti dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.  

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