Sempre meno contratti di lavoro nel Lazio

Gente a piazza del Popolo

Sempre meno contratti di lavoro nel Lazio

La UIL ha appena diffuso il suo studio sui contratti di lavoro stipulati nel Lazio nel 2012 dal quale si evidenzia che essi siano in calo e tutti di breve durata. Circa il 54% dei contratti è di massimo un mese e oltre il 35% dei nuovi contratti è di un solo giorno

I lavoratori più “fortunati” sono quelli della Pubblica istruzione, della sanità, dei servizi pubblici e del sociale: sono questi infatti i lavoratori che hanno ottenuto la maggior parte dei contratti nell’arco del 2012 con una media addirittura superiore a quella nazionale.

Dall’analisi ed elaborazione dei dati da parte della Uil Roma e Lazio, sui rapporti di lavoro avviati nel 2012 come da rapporto annuale sulle comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro, sono emersi valori che danno un’immagine diversa del lavoro nel Lazio rispetto a quella patinata fornita all’immaginario pubblico.

Il 23,9% dei contratti sono stati firmati per la P.A. e la sanità, il 23,6% per gli altri, dunque in questi settori la media è superiore a quella nazionale che è pari al 10,6%.
Una buona notizia se non fosse che purtroppo la forma contrattuale più utilizzata è quella del contratto a tempo determinato: nel Lazio è stato il 68,4% dei contratti, mentre la media nazionale è del 63,7%.
I contratti a tempo indeterminato sono stati solo il 13,9%, al di sotto della media nazionale che è pari al 17,4%.
I contratti di collaborazione invece sono stati l’8,9% contro una media nazionale pari al 7,8%.
È il contratto di apprendistato a venire molto utilizzato nel Lazio: sono 27mila i lavoratori ad averne firmato uno durante il 2012, pari al 9,6%, fatto positivo dal momento che tale tipo di contratto può rappresentare un’opportunità di assunzione a tempo indeterminato e che offre particolari benefici a chi assume in questa forma. Opportunità che – ahinoi – non è sfruttata da molti, visto che in tutta Italia è solo il 2,7% che utilizza l’apprendistato come forma contrattuale di prima assunzione.

panoramica via del corso Roma

Le ombre del lavoro nel Lazio

Lo scorso anno nel Lazio è stato attivato il 3,1% dei contratti di lavoro in meno rispetto al 2011, con un calo soprattutto nei settori delle costruzioni (-15,2% rispetto al 2011), dell’industria (-10,5%) e dei trasporti (-6,4%). Anche il commercio ha registrato un decremento contrattuale pari al 5,8%, seguito dal settore della ristorazione dove la contrattualizzazione registra un -1,9%, contro un +7% invece a livello nazionale.

Molti dei contratti avviati nel 2012 sono stati non solo di breve ma addirittura di brevissima durata: il contratto di un solo giorno nel Lazio ha rappresentato il 35,8% dei nuovi contratti (la media nazionale è del 13,2%). E il dato più elevato è quello relativo ai contratti inferiori o pari a un mese (53,8% su una media nazionale di 32,8%), seguono quello dai 4 ai 12 mesi (20,2%), 2 – 3 mesi (10,1%), oltre un anno (15,9%).

Aumentano del 16% rispetto al 2011 le cessazioni di rapporto promosse dal datore di lavoro – i licenziamenti – che interessano l’8,8% dei fine rapporto totali. Il ricorso al licenziamento come causa di cessazione di un rapporto lavorativo ha registrato un forte incremento negli ultimi tre anni e ha riguardato prevalentemente il settore dei trasporti (25,7%), quello delle costruzioni (23,3%), attività svolte da famiglie (14,2%), commercio e riparazioni (10,8%), industria (8,8%).
L’analisi della situazione

Il Lazio è la regione italiana in cui il numero dei contratti per ciascun lavoratore nell’arco di un anno registra il valore più elevato: 2,31%, contro una media nazionale di 1,75%. “Ciò significa” spiega il segretario generale della Uil Roma e Lazio, Pierpaolo Bombardieri, “che ogni lavoratore ha avuto in media più di due contratti attivi durante l’anno, con picchi di circa il 5% nei settori istruzione e sanità e di oltre il 3% nel settore alberghi e ristoranti. Dati in linea con la breve durata dei contratti e la frammentazione del mondo del lavoro che nella nostra regione raggiunge percentuali tra le più negative a livello nazionale, nonostante sia, insieme alla Lombardia, quella con il più alto numero di contrattualizzazioni”.

“Come sindacato” prosegue Bombardieri “ci siamo sempre attivati e ci attiveremo per difendere i diritti dei lavoratori, ma non è più possibile lavorare sempre e solo sulle emergenze. È necessario un tavolo di cooperazione con istituzioni e i vari soggetti interessati per intervenire con azioni concrete, mettendo a disposizione ognuno le proprie competenze e le proprie informazioni. Solo così forse riusciremo a risollevare questa regione dalla crisi che sta vivendo e ridare fiducia alle imprese e ai lavoratori. Le persone sono deluse, arrabbiate, spesso rinunciano persino a cercare lavoro, ma allo stesso tempo hanno bisogno di sperare, di vedere dei segnali concreti. Soltanto la sinergia tra gli operatori, la creazione di un sistema di rete può portare ad una soluzione reale della situazione”.

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