Lo stato UE al 2013

Barroso

Lo stato dell’Unione Europea al 2013

Il discorso annuale al Parlamento Europeo del Presidente Barroso sullo stato dell’Unione esorta tutti i cittadini e soprattutto i politici a far sentire la propria voce, uscendo dagli interessi particolaristici, nazionali, per raggiungere comuni progressi concreti

Per rimettere in sesto le finanze e far ripartire l’economia devono finire le guerre intestine, le antipatie fra “cugini”. Sono passati 5 anni dal crack di Lehman Brothers con tutte le conseguenze che ha portato a livello internazionale, ma l’Europa ha reagito e qualcosa è riuscita a fare. Prendiamone atto.

Nel suo discorso annuale, il Presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, ha esortato tutti coloro che credono nell’Europa ad unirsi e far sentire la propria voce: “È giunta l’ora di travalicare i temi puramente nazionali e gli interessi particolaristici” ha detto: “impegniamoci piuttosto a raggiungere progressi concreti per l’Europainnestando un’autentica prospettiva europea nei dibattiti politici interni”.

A cinque anni esatti dal “crack” di Lehman Brothers, Barroso ha riepilogato quanto l’Europa ha realizzato nel frattempo. “Guardandoci indietro e ripensando a quello che abbiamo fatto, tutti insieme, per mantenere unita l’Europa durante la crisi, ci accorgiamo che solo 5 anni fa non avremmo mai pensato che tutto ciò fosse possibile” ha osservato il Presidente della Commissione. “Ma quel che conta adesso è il modo per fare fruttare i progressi realizzati. Vogliamo valorizzarli, o piuttosto sminuirli? Vogliamo ricavarne un’iniezione di fiducia per proseguire nel cammino intrapreso, o vogliamo invece sottovalutare i risultati dei nostri sforzi?”
 
Il Presidente ha poi citato una serie di recenti dati e sviluppi che confortano coloro che nutrono  fiducia nel futuro dell’Europa: “l’Europa ormai intravvede la ripresa. Certo, dobbiamo essere sempre vigili, ma tutto indica che la strada è quella giusta, e questo deve spingerci a non mollare. È un dovere nei confronti dei paesi per i quali la ripresa è invece ancora lontana, di coloro che non approfittano ancora di questi sviluppi positivi. È un dovere nei confronti dei 26 milioni di disoccupati europei”.

Barroso in Parlamento 

Barroso ha elencato i settori nei quali occorre incentivare gli sforzi entro la fine dell’attuale legislatura europea: l’unione bancaria, le proposte relative al mercato unico e al pacchetto sulle telecomunicazioni presentate dalla Commissione, l’agenda commerciale dell’UE e il finanziamento dell’economia, il quadro finanziario pluriennale e la dimensione sociale. “Non mi stancherò mai di ripeterlo: non convinceremo i cittadini con la retorica e le promesse ma solo con un insieme comune di risultati concreti”.

Il Presidente ha quindi invocato una maggiore integrazione europea per fare fronte agli sviluppi in atto a livello mondiale: “nel mondo di oggi la dimensione europea è indispensabile per proteggere i valori e gli standard europei e promuovere i diritti dei cittadini: dalla tutela dei consumatori ai diritti dei lavoratori, dai diritti della donna al rispetto per le minoranze, dagli standard ambientali alla protezione dei dati e della privacy”.
Ma secondo il Presidente la principale questione al centro del dibattito in corso in tutta Europa è la seguente: “vogliamo migliorare l’Europa, o vogliamo mollare? La mia risposta è chiara: Impegnatevi! Se non vi piace l’Europa così com’è, miglioratela! Come tutte le creazioni umane, l’UE non è perfetta. Le controversie sulla ripartizione delle responsabilità tra livello nazionale e livello europeo non cesseranno mai interamente”.

Ma non tutto va risolto a livello europeo, spiega ancora il Presidente: “l’Europa deve concentrarsi sugli aspetti nei quali può apportare il massimo valore aggiunto; se non è così, non deve intervenire. L’intervento dell’UE deve essere massiccio nelle questioni più importanti e limitato nelle questioni meno rilevanti”.

Il Presidente Barroso ha affermato con chiarezza che l’impegno ad approfondire l’unione economica e monetaria rimane più attuale che mai: “vi sono settori di enorme rilevanza nei quali l’Europa deve raggiungere una più profonda integrazione e una maggiore unità, settori in cui solo un’Europa forte può ottenere risultati. Il nostro orizzonte politico deve essere l’unione politica: non è solo l’appello di un fervente europeista, ma l’unica strada percorribile per consolidare i progressi raggiunti e garantire l’avvenire dell’Europa”.

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