Quando il welfare diventa dinamico

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Quando il welfare diventa dinamico

Un incontro per offrire suggerimenti, soluzioni e servizi migliori ai cittadini

Riflessioni e proposte hanno dominato l’incontro “Per un Welfare dinamico, non solo un costo ma un motore di sviluppo”, organizzato dal Consiglio Regionale dell’Unipol, lo scorso 19 settembre, presso il tempio di Adriano a Roma.

Il meeting ha visto la partecipazione di esponenti delle principali sigle sindacali nazionali, del Presidente del gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini, del sindaco di Roma Ignazio Marino e di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio.

 

 

I risultati di una ricerca sul welfare nel Lazio, realizzata nell’ambito del progetto “Welfare Italia” realizzata dal Censis, sono stati riassunti da Giuseppe Roma, direttore del Censis. Il settore più compromesso, in termini di benessere sociale, è quello della sanità laziale. “Nella nostra regione” ha spiegato Roma “la sanità pubblica è stata oggetto di una forma di razionalizzazione dell’offerta ospedaliera, con la conseguente diminuzione dei posti letto. Dal 2007 al 2011, sia le strutture pubbliche che quelle private hanno subito una riduzione del 7% circa, in controtendenza con il resto del Paese, in cui invece sono aumentate. I tagli effettuati non hanno risparmiato neppure il personale medico ed infermieristico. Altri dati allarmanti riguardano i costi aggiuntivi affrontati, di tasca propria, dalle famiglie nel Lazio, che sono di gran lunga superiori rispetto al resto d’Italia. Ogni nucleo famigliare, con percentuali pari all’ 88,7% , ha sostenuto spese per acquistare farmaci a prezzo pieno o per pagare il ticket in farmacia Mi preme sottolineare che per offrire servizi mirati è fondamentale valutare il territorio con le necessità ad esso collegate. Se in Italia avessimo una maggiore cultura assicurativa, sicuramente, potremmo garantire servizi ottimali al cittadino ed in termini di salute si potrebbero contenere le spese pubbliche”.

Claudio di Berardino, in doppia veste di segretario generale CGIL Roma e Lazio e di Presidente del Consiglio Regionale Unipol Lazio, ha voluto focalizzare l’attenzione sul welfare locale ed ha chiesto il coinvolgimento delle istituzioni: “bisogna parlare del welfare in modo differente, ecco perché oggi proponiamo l’espressione di ‘Welfare dinamico’, che sta a significare che è necessario avviare una collaborazione tra più attori come istituzioni, forze sociali e produttori, con la finalità di realizzare ogni tipo di cambiamento possibile. Mi preoccupano i dati diffusi dalla ricerca Censis perché fotografano un progressivo sgretolamento nel corso degli anni del sistema welfare, anche, nel nostro territorio, falcidiato da una recessione economica senza precedenti. La crisi colpisce al cuore lo stato sociale e mi stupisce apprendere da TG e radio giornali che presto ne saremo fuori. Infatti, basta leggere i dati sulla disoccupazione per comprendere che siamo ancora in alto mare. La mobilità è ancora in atto e la precarietà coinvolge sia il comparto pubblico che il privato.

 

A completare il quadro poco idilliaco rientrano, pure, gli sfratti per morosità. In termini di tassazione, poi, nella Capitale e nel Lazio, si toccano punte elevate che non agevolano l’economia. Con meno reddito e meno lavoro si indebolisce il welfare, penalizzando pesantemente il settore sanitario e quello dei servizi sociali. È necessario, sulla base di quanto detto, dare al Paese un nuovo modello di welfare, a partire dal rilancio del ruolo e delle scelte strategiche del pubblico, capace di dare risposte ai disagi vissuti quotidianamente dalle famiglie. La mia speranza è che questa iniziativa possa portare le istituzioni a proporre delle soluzioni concrete”.

Altri spunti di riflessione sono giunti da Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol: “gli attuali sistemi di welfare non sono più in grado di rispondere ai nuovi bisogni socio assistenziali delle famiglie italiane, nonché ai cambiamenti strutturali dell’economia, ai trend demografici e al nuovo mercato del lavoro. Il progetto ‘Welfare Italia, laboratorio per le nuove politiche sociali’ che quest’anno è alla seconda annualità, si pone l’obiettivo di riflettere, in modo permanente e di concerto con tutti i soggetti impegnati nel settore, sulle modalità attraverso le quali rendere il sistema welfare più efficiente, dunque proporre uno strumento di sviluppo economico, occupazionale e di inclusione sociale” ha concluso Stefanini.

Fiammetta Fabris

Possibilità di sostegno e di alleggerimento al welfare tradizionale provengono da modelli integrativi, illustrati da Fiammetta Fabris, vice direttore generale area operativa Unisalute: “Unisalute rappresenta la prima compagnia assicurativa, con circa il 45% di clienti e per premi emessi. I fondi si sono sviluppati grazie a soluzioni complementari al welfare attuale, rintracciabili nei contratti collettivi nazionali, in quelli aziendali e con formule integrative a carattere territoriale. Per sopperire poi, alle problematiche regionali ed alle esose spese, si può sottoscrivere un fondo, denominato ‘Fondo Lazio’, di pertinenza territoriale, nato nel gennaio del 2003, con la finalità di garantire una copertura sanitaria estensibile alla famiglia, con un picco di prestazioni erogate per 60.000 utenti. Con queste soluzioni è possibile offrire un rimborso dei costi affrontati, soprattutto per prestazioni odontoiatriche” termina Fabris.

Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha offerto un punto di vista alternativo rispetto alle politiche ufficiali dell’ultimo periodo: “le spese di matrice sociale rappresentano per l’amministrazione capitolina una priorità. La crisi richiede maggiori risorse, non minori. Chiede lotta agli sprechi, non tagli drastici alle politiche sociali. La mia attenzione sarà dirottata su anziani, disabili, immigrati ed assistenza domiciliare. Parlare di anziani significa parlare di invecchiamento demografico, tema purtroppo sottovalutato nell’agenda delle politiche sociali, situazione che mi porta a rimodellare la città secondo dei criteri differenti. Pertanto Roma dovrà essere strutturata a misura di anziani, diventare loro amica, una scelta che per me diventa lungimirante”

Il primo cittadino di Roma ha proseguito dicendo: “i problemi che riguardano le persone con disabilità sono numerosi, per questo con il mio staff stiamo valutando la possibilità di istituire il disability manager, con il compito di affrontare le varie problematiche in un quadro complessivo, non limitandoci all’assistenza sociale o sanitaria. In merito all’assistenza domiciliare ritengo che il servizio vada potenziato. Marino strizza l’occhio anche ad un welfare attento agli immigrati che non devono essere visti come una minaccia, ma come parte integrante del tessuto cittadino. E conclude: “per me il welfare in tempo di crisi? Se l’amministrazione eroga servizi di qualità ai cittadini, soprattutto a chi è più fragile, ne trae vantaggio l’intera comunità, si risparmia e si innova. E non si tratta di chimere: una città inclusiva, solidale, accogliente è un obiettivo possibile”.

Altro atteso ospite è stato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il quale ha dichiarato: “non sarà facile creare un nuovo Welfare, soprattutto se si considera che nel Lazio non è mai stata recepita le Legge 328. Questa mancanza ha generato ampi margini di discrezionalità in passato e non ci si è affidati ad una mirata pianificazione. Lavoreremo per dare alla regione che presiedo, una legge sulle politiche sociali, partendo dall’integrazione socio sanitaria, con l’obbligo di uscire dalla crisi della sanità laziale, i cui dati sono stati riportati alla vostra attenzione durante l’incontro odierno. Grazie alla proposta di legge sul welfare, saranno rafforzati i distretti socio-sanitari. Un sistema integrato è possibile, nel quale politiche sociali, formative, sanitarie, lavorative, abitative, di tutela dei diritti e delle pari opportunità costruiranno una rete capace di offrire risposte organiche ai bisogni della persone. A mio avviso, per generare un nuovo welfare non bisogna valutare solo la quantità delle risorse – che non è l’unico problema – ma è opportuno considerare che la qualità della spesa pubblica è fondamentale; dobbiamo entrare nell’ottica che rigore ed innovazione vanno nella stessa direzione. La mia soluzione? Investire attraverso canali di competitività e di esperienza”.

Paola Paolicelli

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