Retribuzione e costo del lavoro

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Retribuzione e costo del lavoro

Diffusi dall’Istat in questi giorni i dati relativi al secondo semestre 2013

Le retribuzioni lorde sono aumentate in media dello 0,6% rispetto al primo trimestre 2013 ma rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il 2012, l’aumento supera il 2%. L’aumento è maggiore nel settore industriale.

 

L’indice del costo del lavoro aumenta ancora, ed esattamente dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto all’anno precedente.
Le retribuzioni sono calcolate al lordo e per unità di lavoro a tempo pieno (Ula) ma giustamente al netto della CIG (Cassa Integrazione Guadagni). L’aumento che è stato evidenziato dall’Istat è pari allo 0,9% nell’industria e solo allo 0,3% nei servizi.
Ma anche gli oneri sociali aumentano, l’indice sale dello 0,8% rispetto al primo trimestre 2013 e del 3% rispetto al secondo trimestre del 2012.

Se guardiamo all’andamento delle retribuzioni e del costo del lavoro negli ultimi anni, vediamo che siamo ancora lontani dal tornare ai livelli del 2010 ma che comunque gli importi si stanno risollevando, dopo aver toccato un minimo proprio nel secondo trimestre del 2012.

Grafici retribuzioni 2010-2013

Per quanto concerne in maniera specifica le retribuzioni, l’aumento del secondo trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012 è pari al 2,7% nell’industria e all’1,6% nei servizi.
All’interno dell’industria, l’aumento maggiore dei guadagni dei lavoratori si ha nel settore dell’estrazione di minerali da cave e miniere (+4,4%) mentre nei servizi l’aumento maggiore dei guadagni dei lavoratori si ha nel settore delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+4,7%).
Nell’industria si è registrato invece un calo delle retribuzioni nel comparto energetico (fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata: -2,7%) a seguito dell’eliminazione degli incentivi all’esodo e dei premi corrisposti negli anni precedenti da alcune grandi imprese.
Nei servizi invece la riduzione delle retribuzioni si nota nel settore delle attività finanziarie e assicurative (-2,7%) sempre dovuta alla riduzione o all’eliminazione di alcuni premi corrisposti sempre da grandi aziende.
Tra gli altri dati rilevati dall’Istat sulle contribuzioni, da notare la crescita zero nel settore del trasporto e del magazzinaggio per effetto dello slittamento da giugno a luglio dei premi erogati da alcune grandi imprese.

Oneri sociali e costo del lavoro alle imprese

L’altra faccia della medaglia rispetto agli aumenti di stipendi e salari che sono note positive per i lavoratori, è l’aumento degli oneri sociali e del costo del lavoro in generale (tasse, imposte, contributi, ecc.). Come si sa, quando il costo del lavoro è troppo alto le aziende tendono ad evitare di assumere causando un aumento della disoccupazione e di conseguenza una diminuzione del denaro in circolazione e quindi un calo dei consumi.
L’aumento del costo del lavoro, quando non è proporzionato all’aumento dei redditi dei lavoratori, non può che essere una cattiva notizia per tutti.
Vediamo pertanto i dati divulgati dall’Istat per questo secondo trimestre 2013:

  • Oneri sociali

Al netto degli effetti stagionali, nel secondo trimestre del 2013 gli oneri sociali per Ula segnano una crescita congiunturale dello 0,8% nel totale, con incrementi dell’1,0% nell’industria e dello 0,4% nei servizi.
Nel totale dell’industria e dei servizi, l’aumento tendenziale degli oneri sociali per Ula nel secondo trimestre 2013 è del 3,0%; l’incremento è del 3,8% nell’industria e del 2,6% nei servizi. La più alta dinamica degli oneri rispetto a quella registrata nello stesso trimestre dalle retribuzioni, come già emerso nel primo trimestre 2013, è principalmente dovuta alla recente introduzione di contributi aggiuntivi a carico dei datori di lavoro finalizzati al finanziamento dei fondi per il sostegno al reddito dei lavoratori in caso di interruzione del rapporto di lavoro.

  • Costo del lavoro

Nel secondo trimestre del 2013 l’incremento congiunturale del costo del lavoro per Ula al netto degli effetti stagionali è dello 0,7% nel complesso, con aumenti dell’1,0% nell’industria e dello 0,3% nei servizi.
In termini tendenziali, il costo del lavoro per Ula nell’insieme dell’industria e dei servizi aumenta del 2,4%; la crescita è maggiore nell’industria (+3,1%) che nei servizi (+1,9%).

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