Arte e medicina insieme per le donne

/Dottoressa Ermio Simone Ferrari Milena Vukotic e Elisabetta Villaggio

Arte e medicina insieme per onorare la dignità delle donne

Contro il femminicidio e contro la violenza sulle donne, in questi giorni di fuoco in cui il Senato ha approvato il testo della nuova Legge derivata dal Decreto anti-femminicidio dello scorso agosto, anche il mondo del teatro e della medicina fanno sentire la propria voce

Annunciata in una conferenza stampa proprio nella sede istituzionale del Parlamento, la rassegna teatrale Voce/Donna, per “restituire la parola alle figure femminili del nostro tempo”. Presente la rappresentante dell’associazione italiana donne medico.

 

Si è svolta martedì 8 ottobre 2013, in concomitanza con il dibattito parlamentare e proprio per tale occasione, la conferenza contro la violenza sulle donne,  presso la sala stampa della Camera dei Deputati, che ha lanciato la rassegna teatrale “Voce/Donna”, evento patrocinato da Roma Capitale e dall’Associazione italiana donne medico, realizzato da Vox Communication, che condivide la missione della Fondazione Maruzza Lefebvre D’Ovidio Onlus, con la collaborazione dell’Associazione Dialoghi.
L’incontro, condotto da Simone Ferrari, è stato realizzato per lanciare la prima edizione della rassegna di eventi “Voce/Donna” che intende “restituisce la parola alle figure femminili del nostro tempo, proponendo problematiche forti del mondo attuale”. E si è scelto il teatro per la sua grande capacità comunicativa. Quattro storie di donne che sono state presentate durante la conferenza e che saranno portate in scena nello Spazio Teatrale delle 5 Lune a Roma.

La rassegna è stata dedicata a Lucia Annibali. Ecco il programma:

  • “La Vicaria” con Linda di Pietro per la regia di Arcangelo Iannace e testi di Marco Avarello (il 10 ottobre);
  • “Una donna decomposta”, un omaggio ad Alda Merini, con Fioretta Mari (il 25 ottobre);
  • “Le Altre” , che debutta in prima nazionale, per la regia di Linda Di Pietro, testi di Marco Avarello, con Antonella Civale, Marta Nuti e Roberta Cartocci (il 28 novembre), racconti di “personaggi che emergono dalla cronaca e che sopravvivono al passare del tempo”, “donne che per scelta o per caso sono finite fuori dalla ‘normalità’”;
  • “Io sono Virginia” con Milena Vukotic; la storia di Virginia Bourbon del Monte moglie di Edoardo Agnelli, di cui rimase vedova a soli trentasei anni, i cui testi e la regia sono di Elisabetta Villaggio (la rappresentazione andrà in scena sabato 14 dicembre).

In sala era presente anche l’attore Paolo Villaggio al quale Gennaro Colangelo, direttore artistico di Voce/Donna, si è rivolto ringraziandolo sia per la sua presenza all’evento sia per “il suo occhio attento” sui luoghi sociali raccontati con ironia ed umorismo. Fra gli intervenuti: Elisabetta Villaggio, Milena Vukotic, Arcangelo Iannace, Linda Di Pietro,  l’onorevole Fucsia Nissoli Fitzgerald e la dottoressa Caterina Ermio presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico (AIDM).

on Fucsia Nissoli durante la conferenza stampa Voce Donna

Fucsia Nissoli Fitzgerald: l’arte sia strumento di promozione della dignità della donna

L’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (SC), deputata eletta in Nord e Centro America, nel salutare i presenti e nel ringraziare per l’impegno civico ed artistico per la tutela della dignità della donna ha detto:  “dare voce alla donna può sembrare, oggi, un tema ormai raggiunto e assodato anche se c’è molto da fare ancora, come dimostra il dibattito in corso attorno al cosiddetto decreto femminicidio, proprio in questi giorni. D’altra parte, se questo può esserlo nelle nazioni occidentali, gli avvenimenti e le notizie che giungono da altre parti del mondo ci dimostrano come la voce della donna sia spesso non ascoltata o, peggio, messa a tacere. La violenza sulla donna continua ancora oggi a essere perpetuata, quando non fisicamente, psicologicamente. Ritengo della massima importanza la quotidiana testimonianza del fondamentale ruolo sociale della donna e il compiere azioni dirette a porre l’attenzione sull’impegno femminile nel progresso culturale e politico”.
L’on. Nissoli ha poi sottolineato come “il confronto diretto con italiane protagoniste della nostra storia recente, donne che portavano dentro di se quel profondo sentimento dell’affermazione del proprio essere pubblico pur conservando il proprio essere femminile, è quanto mai attuale per l’Italia, Paese ancora fortemente sbilanciato sul tema della parità di genere”.
Infine la deputata ha rivolto il proprio apprezzamento al progetto Voce Donna evidenziando quindi “il valore aggiunto della riscoperta di questi personaggi e della capacità di renderli noti al grande pubblico attraverso lo strumento della parola e dell’arte scenica e con il coinvolgimento di donne che hanno lottato e sono riuscite a emergere in una carriera difficile come è quella teatrale, che mette così in mostra e a disposizione degli altri i propri sentimenti e le emozioni più profonde”.

Oggi il 52% dei medici è costituito da donne. Necessario adeguare il modello di organizzazione lavorativa

Interessante anche l’intervento della dottoressa Caterina Ermio, neurologo, presidente dell’Associazione italiana donne medico (AIDM). Durante la conferenza è emerso fra gli argomenti anche il concetto della sperimentazione provata prevalentemente sul corpo maschile. Il costo della sperimentazione è altissimo ma si dovrebbe tener conto della peculiarità di genere che potrebbe portare in seguito anche ad un risparmio in quanto la donna potrebbe aver necessità di minore dosi di farmaci rispetto all’uomo. “La nostra attività” ha spiegato la dottoressa Ermio “è di divulgazione di alcune informazioni che sono un po’ diverse dal resto delle comunità scientifiche. È una associazione che ha carattere scientifico ma ha delle  specificità: la diffusione delle differenze di genere e la tutela della donna violata”; temi ampiamente discussi durante la conferenza. “La  sperimentazione reputa la donna non la artefice principale. Il fisico della donna è diverso da quello dell’uomo quindi la sperimentazione e tutto quello che viene fatto in ambito scientifico deve essere rivolto ai due generi… Quindi l’attenzione è quella di promuovere una scientificità dei trattamenti che sia più idonea il più possibile per tutti e due”.
E nell’attesa del percorso di cambiamento della ricerca in questa direzione si sprona a cominciare “ad attuare una politica di risparmio anche  già nell’ambito della  correttezza delle somministrazioni farmaceutiche. Non è un concetto nuovo. È un concetto che noi ripetiamo da molto”.

L’AIDM è contattabile tramite il sito donnemedico.org ed  è  presente con sezioni su tutto il territorio nazionale. L’associazione è formata da donne medico con diverse specialità. “Siamo a  condividere anche le problematiche lavorative di queste donne” sottolinea la dottoressa Ermio; “non solo il discorso della medicina di genere ma anche la qualità dell’organizzazione del campo medico, proprio dell’organizzazione donna medico, che deve essere adeguato alla donna e non più all’uomo, perché noi siamo di più: abbiamo superato tra l’altro il tetto del 52%. Probabilmente  il modello dell’organizzazione lavorativa deve essere impostato di nuovo con una nuova figura che è quella femminile. Perché la donna fa altro: custodisce la famiglia, accudisce i figli, si occupa degli anziani, ed  è gioco forza che per svolgere le stesse mansioni dell’uomo, per raggiungere le famose condizioni apicali, ha bisogno che qualcuno la tuteli meglio”.
Conclude la Ermio: “con le organizzazioni governative e noi insieme forse potremmo darci una mano  nella tutela della salute”.

Maria Rita Parroccini

Condividi