Contrasto alla violenza di genere

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Contrasto alla violenza di genere

Una delegazione delle presidenti della Conferenza nazionale degli organismi regionali di pari opportunità ha incontrato la Vice Ministro con delega alle pari opportunità Maria Cecilia Guerra. Scopo dell’incontro la redazione del Piano nazionale di contrasto alla violenza di genere in base alla nuova legge sul femminicidio

Un altro passo avanti è stato fatto in direzione di questa lotta che tante armi deve mettere in campo per vincere una guerra che è innanzitutto culturale. Le prime azioni sono state adottate con l’entrata in vigore della nuova Legge ed ora spetta alle Regioni portare avanti la prossima battaglia.

 

La presidente dell’Emilia Romagna, Roberta Mori, ha guidato in qualità di coordinatrice la delegazione della quale facevano parte anche le rappresentanti della Commissione regionale pari opportunità del Friuli Venezia Giulia Donata Cantone e Annamaria Poggioli nonché la coordinatrice della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi, che riveste anche la carica di assessore al welfare della regione Liguria. L’incontro si è svolto presso il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Piena convergenza sulla necessità di coinvolgere gli organismi regionali nella redazione del Piano Nazionale di contrasto alla violenza di genere previsto dalla recente legge sul femminicidio è stato il primo argomento toccato durante l’incontro che ha dato il via anche a un tavolo di lavoro per la conciliazione della vita familiare con l’attività lavorativa delle donne, un nodo purtroppo ancora irrisolto.

L’incontro era necessario in quanto finora le funzioni e i ruoli dei vari organi delegati alle pari opportunità sono piuttosto confuse e penalizzano pertanto il loro lavoro impedendo il raggiungimento di risultati efficienti e concreti in tempi rapidi. La mancanza di chiarezza istituzionale e l’attuale frammentazione di tali compiti rendono urgente un riordino del sistema a salvaguardia delle pari opportunità. Su questo punto il Governo, nella persona della sua rappresentante in quella sede, Maria Cecilia Guerra, si è mostrato aperto e pronto ad operare una ristrutturazione.

Questo incontro ha portato come risultato la presa in carico dunque, da parte del Governo, di alcuni impegni, tra i quali quello volto a garantire la rappresentanza femminile nella prossima riforma della legge
elettorale, evocata da molte parti con un silenzio ritenuto preoccupante riguardo al riequilibrio di genere, quando invece già le passate elezioni amministrative sono state il banco di prova per la doppia preferenza uomo-donna. A tal fine la Vice Ministro si è detta personalmente interessata a seguire lo sviluppo della riforma elettorale con la massima attenzione alle questioni di genere. E’ fondamentale infatti che le donne abbiano le proprie rappresentanti sedute nei posti di potere poiché “devono essere proprio le donne impegnate nelle istituzioni per prime a combattere eventuali ridondanze e sovrapposizioni di funzioni che
minano l’efficacia delle azioni per il mainstreaming di genere” ha dichiarato la coordinatrice della delegazione Roberta Mori.

Il raccordo tra la rappresentanza femminile nelle istituzioni e la lotta alle discriminazioni sul posto di lavoro e nella società in generale (ivi compresa la lotta contro la violenza di genere) è evidente, ed è per questo che, come spiega Roberta Mori, “è stato chiesto e ottenuto da Cecilia Guerra che i livelli regionali siano pienamente coinvolti nella pianificazione nazionale come interlocutori stabili del sistema di contrasto alle discriminazioni”.

Per quanto concerne in particolare la prevenzione del fenomeno della violenza sulle donne, la coordinatrice Mori ha dichiarato: “non si previene il fenomeno della violenza senza un coinvolgimento delle istituzioni – su tutte quelle politiche – dal lavoro all’educazione nelle scuole, dalla conciliazione alla democrazia paritaria, che sono determinanti per una società più rispettosa delle differenze e noi porteremo all’attenzione delle Conferenze delle Regioni e delle Assemblee regionali le migliori proposte e progettualità, forti del riconoscimento ministeriale”.

Stanziamenti milionari per la lotta alla violenza di genere

Nel frattempo la coordinatrice della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi, che riveste anche la carica di assessore al welfare della regione Liguria, di ritorno dalla riunione della taskforce contro la violenza sulle donne, ha espresso soddisfazione per le nuove risorse stanziate dal governo nell’ambito del piano nazionale per la lotta alla violenza sulle donne. ”Siamo parzialmente soddisfatti” ha dichiarato “dello stanziamento deciso dal Governo di nuove risorse che ammontano a 10 milioni per il 2013, 7 milioni per il 2014 e ulteriori 10 milioni per il 2015, vincolando un terzo dei fondi all’avvio dei nuovi servizi”.

Questo denaro servirà a finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio già esistenti, ma anche ad avviare nuove iniziative di prevenzione. ”Chiederemo di accorpare il finanziamento 2013/2014, considerando che siamo a fine anno, per favorire un avvio significativo delle attività nelle regioni che non hanno ancora impostato iniziative contro la violenza sulle donne e per sostenere le strutture già esistenti” ha detto Lorena Rambaudi.

Le Regioni ora promuoveranno una mappatura dei servizi esistenti presenti in ogni territorio, anche ai fini del riparto delle risorse, poiché senza risorse non si possono vincere le battaglie e la loro distribuzione deve quindi andare di pari passo con la mappatura e il Piano di Azione previsto dalla Legge.