La cardiologia lancia il messaggio per la vita

La cardiologia lancia il messaggio per la vita

Un congresso di due giorni a Roma per aiutarci a vivere  meglio. La sfida lanciata dal dott. Calò e le storie dei  suoi “resuscitati” presso il Policlinico Casilino

In Italia la prima causa di morte è rappresentata dallo scompenso cardiaco con una vera mattanza: ogni anno, infatti, nel nostro paese circa 100.000 persone ne sono colpite ed oltre 500 sono ospitate in strutture ospedaliere per  ricoveri giornalieri (50.000 decessi ogni anno)

 

Questo fenomeno ha grandi conseguenze sulla vita personale ed incide – aspetto da non trascurare – anche sul servizio sanitario nazionale, con cifre che si aggirano attorno ai 625 milioni di euro. Ma si può vivere con la consapevolezza di avere un cuore più sano grazie a campagne informative mirate, così come ci racconta il dott. Leonardo Calò, responsabile del centro di Aritmiologia del Policlinico Casilino, ambulatorio dedicato alla cura e al sostegno dei pazienti affetti da scompenso cardiaco.
“La conoscenza è importante e deve partire dal basso con costi contenuti” è il messaggio che ha ispirato la quinta edizione del  congresso Advances in Cardiac Electrophysiology che si è svolto a Roma dal 21 al 22 novembre. Tutti gli incontri tematici sono stati incentrati su argomenti cardio-aritmologici come la prevenzione del rischio di morte improvvisa; il trattamento farmacologico delle aritmie; la sincope; la terapia farmacologica e non farmacologica dello scompenso cardiaco; la cardiologia interventistica; la cardiochirurgia; la cardiologia dello sport e le emergenze cardiovascolari.

L’obiettivo del congresso, che ha visto la partecipazione di duemila medici ed infermieri provenienti dai maggiori nosocomi italiani, è quello di comunicare che la sindrome di morte improvvisa non è invincibile. Ci sono infatti alcune semplici ma basilari regole di vita che, unite ad un massaggio cardiaco, possono scongiurare il peggio. Tra le regole di vita, una è quella di ascoltare il proprio corpo e di comunicare al proprio medico di avere eventuali malesseri, anche lievi.
Una buona abitudine sarebbe poi quella di controllare le pulsazioni al polso, ad esempio, pratica che permetterebbe di contrastare le conseguenze delle eventuali aritmie: se si riscontrasse un’alterazione durante uno di questi monitoraggi infatti bisognerebbe subito rivolgersi ad un dottore affinché si possano ripristinare i normali valori. Senza una tempestiva diagnosi con conseguente profilassi, si potrebbero verificare casi di ictus, che colpiscono il 20% della popolazione italiana, con un costo per la sanità di 50 mila euro.

Ma come si può intervenire in caso di scompensi cardiaci? Ci sono piccoli ma essenziali rimedi, come il massaggio cardiaco e il defibrillatore automatico e semiautomatico che però devono essere ben praticati. “A tal fine” ci dice il dott. Calò “vorremmo formare i docenti di scienze motorie delle scuole superiori, perché la morte improvvisa, purtroppo, miete giovani vittime tra adolescenti che praticano sport sia a livello agonistico che dilettantistico”.    

Tante le testimonianze di uomini e donne definiti  “resuscitati”, così come la storia raccontata tra silenzi e lacrime da Ivano, cinquantenne colpito da un infarto: il 12 dicembre del 2011 Ivano si accascia sul campo da tennis di un circolo romano e solo la decisiva manovra cardiaca, pratica da un medico che casualmente stava facendo jogging nei paraggi, gli salva la vita. Poi, il successivo trasporto presso il Policlinico Casilino, con le cure tempestive del dott. Calò che gli permette di avere un’esistenza migliore grazie a semplici ma efficaci regole da seguire.

Non è impossibile sconfiggere patologie cardiologiche e ciò può avvenire solo attraverso la conoscenza, che deve passare per generazioni differenti perché la sindrome da morte improvvisa purtroppo non è legata all’età e colpisce anche i più giovani. L’invito del congresso spinge perciò chiunque ad informarsi, a prevenire e ad agire, qualora vi fosse la necessità, facendo ricorso a semplici ma efficaci manovre di rianimazione.

Paola Paolicelli