Presentato progetto lavoro è cittadinanza

Ministra-Kyenge

Presentato il progetto “Il lavoro è cittadinanza”

Kyenge e Mastrapasqua: “immigrati regolari risorsa per il Paese”. Un filmato mostra la diffidenza degli italiani verso i lavoratori stranieri

Il progetto ha voluto  mostrare un nuovo volto dei lavoratori regolari migranti: dai dati esposti si evidenzia quanto sia positivo il loro apporto professionale, con un significativo contributo all’innalzamento del PIL, nella misura del 10%  e per agevolare la tenuta dei conti dell’Inps.

 

Da immigrati a migranti, è questa la terminologia più in voga negli ultimi anni. Chissà se al cambio lessicale corrisponde, anche, un mutamento di pensiero. I recenti sbarchi sulle coste siciliane e anche pugliesi ora, hanno messo in luce un panorama di disperazione per i nomadi del ventunesimo secolo e spesso il giudizio degli italiani, rispetto al loro futuro nel Belpaese, non è positivo.
Chi emigra non deve, necessariamente, essere catalogato come un peso per la società ed è questo il messaggio che ha voluto lanciare la campagna “Lavoro è cittadinanza” presentata dalla ministra per l’integrazione Cécile Kyenge e da Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps, lo scorso mercoledì presso la sala Monumentale di Palazzo Chigi.

I lavoratori extracomunitari presenti in Italia sono per la maggior parte lavoratori dipendenti: 883mila con contratto a tempo indeterminato e circa 270mila a tempo determinato. In seconda posizione emergono i lavoratori domestici, con 467mila unità e gli esercenti attività commerciali, che sono circa 159mila. Gli artigiani invece si aggirano attorno ai 120mila e 19mila parasubordinati. Infine, in ambito agricolo si contano 136mila lavoratori dipendenti, di cui 17mila stagionali e 1.500 coltivatori diretti.

I cittadini non italiani contribuiscono all’erogazione futura di pensioni, perché con il loro impegno lavorativo sono in grado di versare all’istituto di via dell’Amba Aradam contributi pensionistici; a loro volta beneficiano di assegni per il nucleo familiare, di indennità di mobilità e di maternità.

presentazione-progetto-lavoro-e-cittadinanzaGrande intraprendenza imprenditoriale bisogna riconoscere agli stranieri residenti nel nostro Paese,  visto  che sono oltre 300mila, così distinti per settore merceologico: in vetta alla classifica ci sono 132mila  titolari di ditte di commercio all’ingrosso e al dettaglio. Seguono le ditte di costruzioni (74.600), le attività manifatturiere (27.600) e completano l’elenco le 15mila imprese operanti nella ristorazione, le agenzie di viaggio e di supporto alle imprese (13.800).
Non mancano, comunque, significative presenze di cittadini extracomunitari in settori quali agricoltura, silvicoltura e pesca (circa 7mila), trasporto e magazzinaggio (6.500), servizi di informazione e comunicazione (4.400) ed attività scientifiche, professionali e tecniche (3.900). 

Il progetto comprendeva una campagna informativa ideata dall’agenzia pubblicitaria Lowe Pirella e realizzata dalla casa di produzione The Family: consiste in una ripresa dal vivo sul territorio con telecamere nascoste. Il protagonista del mini film – che mostriamo di seguito – è Ahmed, imprenditore tunisino alla ricerca di figure professionali da inserire nella propria azienda. Ahmed con disinvoltura si aggira fra i luoghi abitualmente frequentati da giovani disoccupati ed offre loro un posto di lavoro, con contratto.
Neppure la chiarezza del bravo imprenditore tunisino, che si presenta come tale ai passanti, riesce a premiarlo. Ciò dimostra che tutt’ora gli italiani sono diffidenti verso chi non è autoctono: su 83 persone solo tre hanno accolto infatti, con favore, le offerte di lavoro da lui presentate.

La ministra Cécile Kienge si è così espressa al riguardo: “sarebbe una conquista se guardassimo all’altro come una utile risorsa per costruire un futuro collettivo. Ringrazio il Governo attuale perché, con impegno, sta dando una testimonianza condivisa e dimostra che il lavoro è univoco, senza differenze di sorta, quindi va tutelato ed apprezzato in ogni contesto”.
Per Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps, è importante comunicare a tutti i cittadini che il lavoro non ha colore, etnia, lingua o religione. Il lavoro è lo strumento di contribuzione alla crescita della comunità nazionale.
Anche il Presidente della Commissione Lavoro al Senato della Repubblica, Maurizio Sacconi, ed il suo omologo alla Camera dei Deputati, Cesare Damiano, hanno espresso soddisfazione per il piano illustrato.
Riconoscere l’importanza significa riconoscere l’opportunità. È questa l’head-line del filmato e sarebbe una grande conquista se  questo pensiero fosse  condiviso da tutti gli italiani.

Paola Paolicelli