Il costo pubblico dei maltrattamenti ai bambini

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Il costo pubblico dei maltrattamenti ai bambini

I maltrattamenti ai bambini costano 13 miliardi di euro ogni anno. Questo è l’impatto sulla spesa pubblica in Italia della mancata prevenzione della violenza sui bambini secondo uno studio promosso dalla Bocconi, Terre des Hommes e Cismai

Se la cultura morale della nostra società non bastasse, visto che ogni anno si ripetono le violenze non solo sulle donne ma anche sui bambini, allora vediamolo sotto un altro punto di vista, quello della spesa pubblica (ovvero affrontata con le tasse di tutti gli italiani). Solo i nuovi casi di violenza sui bambini “ci” costano 910 milioni di euro ogni anno

Se non vi volete arrabbiare per l’azione crudele, allora fatelo perché vi costa soldi. Mettiamola così. In Italia i minori continuano a essere picchiati e sottoposti a violenze fisiche e psicologiche. La cultura del “padre-padrone” è ancora molto forte, ed è affiancata dal fatto che “ognuno con i propri figli fa ciò che vuole e nessuno può permettersi di metterci bocca”. Questo infatti è ciò che si sente dire purtroppo fin troppo spesso dai genitori italiani, ma dovremmo imparare dai Paesi più evoluti: in Norvegia, ad esempio, ogni adulto è responsabile di ogni bambino, sia che sia figlio proprio che di altri, anche di sconosciuti. Persino i turisti vengono avvisati, prima di mettere piede sul suolo norvegese, che vengono sottoposti a questa legge nata dalla cultura di alto livello civico di questo Paese nordeuropeo. Così, se qualcuno i genitori sgridare o picchiare o minacciare un bambino, può legittimamente intervenire per difenderlo, denunciarlo e chiamare altri adulti o le forze dell’ordine per intervenire. L’adulto che ha maltrattato il bambino verrà condannato a pagare una sanzione pecuniaria e a scontare alcuni giorni di prigione. Se è recidivo la pena aumenta. Vediamo invece cosa succede in Italia, dove a quanto pare è esattamente il contrario.

A darci conto della situazione è uno studio decisamente innovativo promosso dall’Università Bocconi, Terre des Hommes Italia e dal Coordinamento Italiano dei servizi contro il maltrattamento all’infanzia (Cismai). L’obiettivo dello studio, condotto dai Centri Dondena e Econpubblica della Bocconi, è di stimare il complesso dei costi che gravano ogni anno sui bilanci dello Stato italiano a causa del maltrattamento minorile, svolgendo sia un’analisi di prevalenza sia un’analisi di incidenza. Nella prima, calcolando la spesa che incide ogni anno sui bilanci pubblici a causa degli interventi destinati alle vittime di maltrattamento, e nella seconda stimando la spesa dei soli nuovi casi. Lo studio ha utilizzato molteplici fonti di dati ufficiali, avendo il 2010 come riferimento, e una recente indagine di Terre des Hommes e Cismai che ha stimato in 100.231 i minori maltrattati in Italia in carico ai servizi, pari allo 0,98% della popolazione minorile totale.

Il maltrattamento durante l’infanzia procura, oltre ai gravi danni di salute mentale e fisica per il minore, anche una spesa rilevante per la società, generando interventi di protezione o trattamento delle vittime, che si traducono in costi diretti per il bilancio pubblico. Un costo stimato ora in circa 13,056 miliardi di euro annui, ovvero lo 0,84% del Pil.

Tra i costi diretti per la cura e l’assistenza dei bambini vittime di maltrattamento, per la voce ospedalizzazione si giunge alla stima di una spesa annua sostenuta di 49.665.000 euro, per la cura della salute mentale di 21.048.510€, mentre per i costi di welfare si sommano le spese per strutture/prestazioni residenziali (163.818.655 euro), di affido familiare(12.648.948 euro) e per il servizio sociale professionale (38.052.905 euro). La spesa per interventi diretti per il rispetto della legge è stata stimata in 3.166.545 euro e per la giustizia minorile in 50.215.731 di euro.

Cifre da capogiro alle quali vanno aggiunte quelle relative ai costi indiretti, ancora più ingenti. Poiché il bambino maltrattato crescendo spesso diventa un adolescente e un adulto problematico, che può gravare sulla collettività, ecco quanto grava anche in futuro sulla spesa degli italiani tutti il comportamento sbagliato di un genitore: si passa attraverso i 209.879.705 euro spesi per l’educazione speciale, i 326.166.471 euro stimati per la cura della salute da adulti, 5.380.733.621 euro per spese di criminalità adulta, 152.390.371 euro per delinquenza giovanile e 6.648.577.345 euro di perdite di produttività per la società. 

Sommando le voci dirette e indirette, si giunge così alla stima di 13,056 miliardi all’anno versati dalla collettività in un anno tipo in Italia. Sentiamo le spiegazioni date dai curatori della ricerca:

“le nostre stime portano al risultato che la somma dei costi per il bilancio dello Stato è pari a circa 13 miliardi di euro, ovvero lo 0,84% del Pil nazionale annuo, un risultato non troppo distante dall’1% trovato da Fromm in uno studio simile per gli Stati Uniti” commenta Paola Profeta dell’Università Bocconi e coordinatrice dello studio. “Una spesa che si traduce in un costo sociale di 130.259 euro per ogni bambino vittima di violenza.”

Federica Giannotta, Responsabile Diritti dei Bambini di Terre des Hommes, aggiunge: “questo studio – unico nel suo genere in Italia – è stato fortemente voluto dalla nostra Fondazione e dal Cismai perché riteniamo sia necessario stimolare con urgenza un cambio di rotta nelle politiche dell’infanzia del nostro Paese. Quelle attuali, infatti, sono guidate da una miope tendenza ad un presunto risparmio, di cui pagano continuamente il prezzo i bambini. Lo studio dimostra quanto la carenza di una visione lungimirante che dia spazio alla prevenzione e ad investimenti mirati, abbia in realtà delle pesanti ricadute in termini di spesa pubblica sulla collettività”.

Durante la presentazione dello studio ha preso la parola anche Dario Merlino, presidente del Cismai, il coordinamento che rappresenta 70 centri italiani di cura dei bambini maltrattati. “I costi sociali della violenza all’infanzia sono tanto più alti quanto più diminuiscono le risorse per la prevenzione del maltrattamento” ha detto. “Il Cismai da anni lotta in Italia per l’affermazione del principio che un investimento significativo nella prevenzione della violenza sui bambini, fin dai primissimi anni di vita, porta ad un sicuro risparmio e soprattutto a una forte riduzione dei traumi infantili. Questa ricerca è alla base degli Stati generali sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che inizieremo il 12 dicembre a Torino”.

La seconda parte della ricerca contiene uno studio di incidenza del fenomeno per ottenere una stima dei costi pubblici che i soli nuovi casi di maltrattamento minorile generano, calcolando i flussi di costi nel corso del tempo attraverso la proiezione di ciascuna voce di spesa lungo tutto l’arco di vita delle vittime. Lo studio giunge a un costo stimato di 910,4 milioni di euro annui, che corrisponde a circa lo 0,06% del Pil.

“Uno studio di questo genere ha molte criticità e non è un compito facile” ha dichiarato Paola Profeta, “ma un migliore monitoraggio del fenomeno è l’unica base per innescare una maggiore attenzione ai costi generati dal maltrattamento, elaborando nuove strategie di politiche pubbliche, e per diffondere una cultura della prevenzione ancora troppo poco diffusa nel nostro Paese. L’allocazione delle risorse privilegia oggi infatti la cura dei bambini che hanno già vissuto maltrattamenti piuttosto che la prevenzione.”

In chiusura dello studio, Terre des Hommes e Cismai propongono alle istituzioni italiane alcune raccomandazioni, chiedendo:

  • Al Ministero della Sanità di inserire la prevenzione del maltrattamento all’interno del Piano sanitario nazionale e del Piano nazionale di prevenzione sanitaria.
  • Al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, congiuntamente al Dipartimento per le Pari Opportunità, di promuovere un Piano nazionale integrato di prevenzione del maltrattamento sui bambini.
  • Al Ministero dell’Istruzione di inserire nel piano di studi delle Facoltà di medicina e chirurgia il maltrattamento, come materia trasversale a tutte le specialità, nonché di indicare alle scuole adeguate policy di protezione dei bambini maltrattati rilevati nel contesto scolastico. Infine al medesimo Ministero si chiede di adottare un Piano Nazionale di Formazione dei docenti su questo tema.
  • Alle Regioni di inserire nei rispettivi Piani sanitari e socio-sanitari e nei Piani regionali per la prevenzione sanitaria la prevenzione del maltrattamento all’infanzia come priorità e livello essenziale di prestazioni. Occorre, infatti, riattivare in modo incisivo il Coordinamento sulle Politiche per l’infanzia all’interno della Conferenza Stato-Regioni.
  • Al Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e ai Garanti Regionali, risorse chiave per lo stimolo di una strategia efficace e coordinata dei vari livelli di governo, di promuovere e monitorare il rispetto dell’adozione di questi strumenti.

Verranno ascoltati?

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it