Meritocrazia: Premio alte professionalita

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Meritocrazia: Premio alte professionalità

FADAP, il nuovo organismo che raggruppa i lavoratori in possesso di alte professionalità, ha consegnato il suo riconoscimento a Chicco Testa e a Giuseppe Roma. Presentato per l’occasione anche il “Patto del Merito”, sottoscritto da esponenti del mondo dell’impresa, della cultura e delle istituzioni

Il premio, alla sua seconda edizione, è stato consegnato a Milano, il 27 novembre, alla presenza del Presidente del Forum della Meritocrazia, Arturo Artom, e del Console svizzero a Milano con delega speciale per Expo 2015, Elisa Canton. Scopo del premio è rilanciare il dibattito sulla meritocrazia puntando i riflettori su una categoria di lavoratori che non ha un riconoscimento sul piano professionale e contrattuale: il “middle management”.

Sono lavoratori in possesso di elevate qualità professionali e competenze e sono in grado di fare da leva funzionale e strategica per l’innovazione e la competitività delle aziende, ciononostante le loro istanze troppo spesso restano inascoltate. A raccogliere le loro istanze è nata quest’anno (a giugno 2013) la Federazione Autonoma delle Alte Professionalità (FADAP), un’organizzazione indipendente che rappresenta il middle management e lo tutela. Marino D’Angelo, suo presidente, in occasione della premiazione, ha spiegato: “uscire dalle contrapposizioni strumentali che vogliono i giovani contro gli anziani, le donne contro gli uomini e tornare a parlare di capacità e competenze: è di questo che ha bisogno il mondo del lavoro. È questo che ci impone il mercato, se vogliamo competere a livello internazionale e lasciarci la crisi alle spalle. Per questa ragione, FADAP premia oggi due persone che hanno dimostrato, con la propria storia personale e professionale, che il talento può e deve essere la chiave di volta su cui far poggiare le relazioni e i modelli organizzativi in azienda e nella società in generale”.

Premiazione-Chicco-Testa-e-Giuseppe-RomaInfatti, il Premio Alte Professionalità viene consegnato alle personalità che meglio hanno saputo incarnare i concetti di talento, trasparenza, innovazione e responsabilità. In questa edizione è stato assegnato al Presidente di Assoelettrica, Chicco Testa, “per la capacità di promuovere un dibattito aperto, trasparente e laico sul mercato dell’energia” e al Direttore Generale della Fondazione Censis, Giuseppe Roma, “per l’impegno decennale nell’offrire una lettura sempre autorevole e originale della complessa realtà del Paese”.

Nella stessa giornata è stato presentato ufficialmente il Manifesto programmatico del Patto del Merito, l’iniziativa della FADAP per ribadire che “non c’è innovazione senza formazione delle risorse e non c’è sviluppo economico senza condivisione, comunicazione e riconoscimento del talento”.
Ecco i 5 punti che compongono il Patto del Merito:

  1. La necessità di superare l’attuale congiuntura economica di crisi richiede un radicale ripensamento delle relazioni tra azienda e lavoro, sulla base della centralità del merito.
  2. Non c’è competitività sui mercati senza una equa valorizzazione del talento e delle competenze, a prescindere da strumentali contrapposizioni generazionali, di genere o di credo.
  3. Il middle management è il perno dell’innovazione in azienda: è necessario che l’industria torni a investire sul capitale umano, predisponendo adeguate politiche di formazione, sistemi di valutazione super partes e meccanismi di premialità del merito.
  4. Non sempre la ‘minore spesa’ è anche la ‘migliore spesa’: proprio perchè le imprese hanno a disposizione meno risorse economiche, è importante convogliarle verso iniziative in grado di generare valore, per i dipendenti, per gli azionisti e per la società in generale. Ogni azione di riconoscimento del ruolo e delle competenze delle Alte Professionalità è un’azione che si ripaga e che concorre direttamente al potenziamento del business aziendale. In questo senso anche la capitalizzazione delle risorse umane attraverso la formazione assume il valore di una gestione strategica.
  5. Ragionare sulle forme del lavoro significa ragionare sull’assetto strutturale della nostra società, che ha bisogno di rimettere al centro il portato valoriale degli individui e di aprire una nuova era di dialogo tra impresa e sindacato, pubblico e privato, stato e famiglia.

Il Patto è già stato sottoscritto da opinion leader quali Giorgio Mulè (Direttore di Panorama), Arturo Artom, Maurizio De Tilla (Presidente “Le professioni per l’Italia”), ma è aperto all’adesione di tutti. È possibile firmare il manifesto inviando una mail a segreteria@fadap.it o scrivendo sulla pagina Facebook di FADAP.
Riguardo a questo manifesto programmatico, il Segretario generale di FADAP, Maurizio Arena, dice: “crediamo che l’adesione di nomi importanti della scena culturale ed economica del Paese al nostro manifesto dia la misura di quanto i temi che sosteniamo siano sentiti. Ci auguriamo però che il Patto del Merito possa essere sottoscritto da un ampio numero di cittadini e lavoratori che desiderino intraprendere con noi questo percorso di civiltà. L’obiettivo è, per FADAP, sottoporre il manifesto e le firme raccolte all’attenzione delle istituzioni e dei decisori politici, per tradurre la tutela delle Alte Professionalità sul piano delle scelte e dell’azione”.

FADAP-immagine-di-repertorio-giugno-2013La Federazione Autonoma delle Alte Professionalità si propone di rappresentare le istanze di una fascia sempre più vasta di lavoratori dipendenti portatori di Alta Professionalità (middle management) che si trova attualmente in una posizione di scarsa tutela e di mancato riconoscimento sul piano retributivo, contrattuale e professionale. La FADAP è un’organizzazione indipendente promossa da DirCredito e SNFIA, e si rivolge inizialmente a quadri e dirigenti del settore bancario e assicurativo ma è aperto a confrontarsi con tutti gli altri settori produttivi per la ricerca di soluzioni e proposte comuni.
Il premio consegnato il 27 novembre, insieme con la presentazione del Patto del Merito, si inserisce su questa linea, come confermano le dichiarazioni dei due premiati che riportiamo di seguito:

Giuseppe Roma, Direttore Generale CENSIS

“La qualità della vita nelle nostre città e nelle nostre aziende, la capacità del sistema economico di generare benessere e la tenuta del nostro Paese sui mercati internazionali passano anche e soprattutto dalla valorizzazione del Merito. Un valore che non gode di un’effettiva considerazione nei comportamenti e nelle decisioni di vertice, ma che incide profondamente sulla società. Tornare a mettere al centro le persone, con le loro competenze ed energie, significa introdurre un principio di efficienza, equità e trasparenza nell’organizzazione del lavoro, mettendo finalmente da parte burocrazia, opacità e contrapposizioni generazionali.”

Chicco Testa, imprenditore ed ex parlamentare

“Il tema della professionalità e del talento rischia di diventare un ritornello privo di senso se non si chiarisce il senso di queste parole. Premiare il merito sa di riforma scolastica. Quello che oggi serve è conoscenza e visione, ma prima di tutto proprio da parte di chi ha il compito di valorizzare le persone, i cervelli. Possedere talento significa guardare oltre. E anticipare i bisogni, prevedere le trasformazioni, arrivare prima dove gli altri seguono a ruota. L’innovazione non è solo nelle tecnologie: è nei processi, nei sistemi, nella politica, nelle risposte strutturali all’evoluzione della società, nella capacità di superare il confine della propria scrivania, del proprio mandato politico, del proprio ruolo assegnato.  Mi auguro che iniziative come questa servano a disseminare il concetto di knowledge worker, che sostituisce il vecchio concetto di quadro o middle management, e che va a identificare lavoratori ad alto livello di formazione e di qualificazione per i quali la conoscenza diviene la componente centrale del valore. I knowledge workers non “subiscono” il cambiamento, bensì lo ‘guidano’.”

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it