Sei italiano, ma conosci la nostra economia

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Sei italiano, ma conosci la nostra economia?

In fase di chiusura di anno economico-finanziario, subito dopo l’approvazione per fiducia della nuova legge di stabilità, prima dell’inizio dell’anno in cui si dice dovrà iniziare la ripresa, l’Istat divulga i risultati di un’indagine sulla conoscenza da parte dei consumatori italiani dei principali dati economici

PIL, inflazione, disoccupazione: gli italiani sanno di cosa si tratta e come si calcolano? Conoscono i relativi dati e il loro andamento? Dalle loro risposte sembra che la maggioranza non ne abbia idea ma oltre il 77% ritiene che sarebbe utile saperlo e il 44% vorrebbe essere più informato al riguardo.

 

Oggi non si può proprio dire che manchino le possibilità di essere informati: le notizie economiche e soprattutto i dati relativi alla nostra situazione vengono pubblicati con regolarità e i giornali li divulgano sufficientemente, attraverso tutti i possibili media. Se non bastasse tutto ciò, attraverso un qualsiasi motore di ricerca internet si può approfondire la conoscenza di questi termini e andarsi a cercare i siti web che ne parlano. L’Istat stesso ha un proprio sito. Insomma: se si vuol cercare un’informazione oggi basta accendere il PC, o la radio o la TV o qualsiasi mezzo di comunicazione, cellulare compreso, per trovarla. Ci chiediamo come sia possibile che tanti italiani ancora dichiarino di voler essere più informati al riguardo: vogliono forse che qualcuno telefoni loro direttamente a casa per spiegare la situazione economica nel nostro Paese? Ormai il 100% degli italiani possiede un televisore e ogni giorno il TG del servizio pubblico rende noti i dati economici; ogni giorno esce in edicola un giornale che parla di economia; di internet ne abbiamo già parlato; alla possibilità di ricevere sms informativi su ogni materia che ci interessi abbiamo già fatto cenno. Le lettrici e i lettori del nostro giornale non possono poi certo lamentarsi visto che divulghiamo regolarmente ogni notizia relativa ai dati economici diffusi dall’Istat e da altre organizzazioni specializzate.

E allora andiamo un po’ a vedere quali sono i risultati di questa indagine dell’Istat.

 

grafico-conoscenza-pil

Il 61,5% degli italiani non sa come stia andando il PIL (Prodotto Interno Lordo, indice di misura dell’andamento economico di un Paese, della sua produzione di ricchezza) dunque si rifiuta di rispondere al riguardo mentre chi risponde affermando di saperlo (il 37,3%) lo sbaglia, dicendo che è sceso dell’1% mentre lo è di oltre il doppio (-2,4%). Esiste persino un 15,6% di persone che non ne ha mai sentito parlare prima.

 

 

grafico-conoscenza-inflazionePer quanto riguarda l’inflazione, meno della metà degli intervistati ne ha sentito parlare dai media ma non si ricorda a quanto equivalesse. Il 10,6% non ne ha mai avuto notizia. Il 58,1% non si sbilancia perché non saprebbe dargli un valore indicativo. C’è però un 32,4% di intervistati che afferma di saperlo e che dichiara che il tasso di inflazione è del 7,3%. Un dato elevatissimo e che si discosta fortemente dalla realtà, che lo vede pari all’1,7%.

 

Passiamo ora al tasso di disoccupazione. Se ne parla in continuazione ma solo il 44% delle persone ha sentito nominare questo argomento di recente: ci si chiede se gli altri vivessero sulla Luna. Il 51,5% degli intervistati non sa quale sia il valore e chi invece si esprime dice mediamente che è pari al 14% (a marzo 2013, quando era stata posta la domanda, era dell’11,6%). 

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L’Istat ha proseguito la sua rilevazione chiedendo agli italiani se ritenessero sufficienti le informazioni ricevute sullo stato dell’economia: il 48,8% ha risposto di sì.  Ma, in parte contraddicendosi, ha dichiarato anche di voler essere più informato al riguardo (43,6%).

Gli individui che utilizzano le statistiche economiche nella vita privata sono il 34,5% degli italiani ma il 62% di essi non le utilizza affatto.

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Una graduatoria interessante è quella rappresentata dai modi in cui gli italiani ricevono le informazioni economiche, i loro canali di informazione sono:

  • Televisione – 46,5%
  • Internet – 19%
  • Giornali cartacei 18%
  • Radio – 7,5%
  • Parenti e amici – 5,4%
  • Discorsi dei leader politici – 2,8%.

 

Non crediamo ci sia bisogno di aggiungere altro.