Annuario agricoltura italiana

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Annuario agricoltura italiana

Nel 2012 l’agricoltura ha risentito della crisi e si è fermata, tanto da essere considerato l’anno peggiore di questo secolo, anche se l’export continua a crescere. Questi i primi risultati dell’annuario dell’agricoltura italiana, pubblicato dall’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) che verrà divulgato a partire da questo mese di gennaio 2014

Non è un quadro confortante, almeno in parte, quello che si presenta ai nostri occhi. Le imprese agricole hanno avuto infatti una riduzione del reddito pari al 4,4%, probabilmente causata dall’abbassamento degli investimenti aziendali (-9,6%) causati dall’annoso problema delle limitazioni di accesso al credito. Altra causa delle riduzione della redditività sta nei rischi insiti della categoria imprenditoriale, come il cattivo andamento climatico e la diffusione di alcune fitopatie.

 

In controtendenza invece, e dunque in crescita, il fatturato dell’industria alimentare (+2,3%) spinto dall’export del Made in Italy, in particolare i vini (soprattutto gli spumanti con +15,8% rispetto al 2011), i prodotti dolciari la cui esportazione è aumentata del 15,2%, i salumi e i formaggi.

L’occupazione comunque tiene e quasi un terzo è femminile: circa 850.000 occupati, di cui il 29% è rappresentato da donne, ma si conferma alto il livello di lavoro irregolare, pari a quasi un quarto del totale. Cresce la presenza di lavoratori stranieri, anche se caratterizzata da una forte stagionalità dei rapporti di lavoro.

A livello settoriale risultano penalizzate le coltivazioni agricole, mentre crescono la zootecnia e soprattutto le attività di supporto all’agricoltura (+5,6%), che pesano per circa il 13%. 

oliviAd allarmare è però la ridotta capacità di spesa dei consumatori, che causa una minore attenzione alle caratteristiche qualitative dei prodotti acquistati (il 16% della popolazione si trova in condizioni di grave disagio nutrizionale). Al contempo, si registra la crescita della domanda di prodotti e alimenti biologici (+4,8% di produttori e +6,4% di superficie coltivata, che incide per il 9,1% sulla SAU totale).

Tra le attività di diversificazione spiccano l’agriturismo e il turismo rurale, che pesano per l’1,7% sul valore della complessiva produzione agricola nazionale. Nel 2012, tuttavia, il comparto ha registrato alcune difficoltà dovute alla contrazione del turismo interno, colpito dalla crisi economica. Inoltre, il numero di aziende agricole autorizzate è rimasto sostanzialmente stabile, diversamente da quanto accaduto negli anni precedenti.

Il Presidente dell’INEA, Tiziano Zigiotto, ha così presentato i primi dati diffusi dell’Annuario in anteprima: “come di consueto l’Annuario dell’agricoltura italiana rappresenta una lente di ingrandimento sul settore primario nazionale, facendone risaltare i tratti essenziali, e gli andamenti evolutivi. Il 2012 può essere considerata una delle annate più difficili per l’agricoltura italiana dall’inizio del XXI secolo, testimoniata dal brusco calo produttivo, in termini sia di valore della produzione sia di valore aggiunto, ma soprattutto la crisi della domanda interna, dovuta alla netta riduzione dei consumi legata alla perdita del potere d’acquisto delle famiglie. Nonostante questo, l’agricoltura ha rivelato importanti segnali di forza e vitalità. Il costante rafforzamento delle attività di supporto all’agricoltura, indice di una volontà di diversificare l’attività primaria e il miglioramento delle relazioni commerciali, sostenute da un grande patrimonio di credibilità internazionale: il Made in Italy. Ma non solo: il sistema delle certificazioni e l’intensificarsi delle relazioni tra agricoltura e società civile. Tutto ciò lascia ben sperare per la tenuta dell’agricoltura italiana nel prossimo futuro”.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it