Energia blu: il piano d’azione europeo

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Energia blu: il piano d’azione europeo

Per sviluppare il settore dell’energia oceanica rinnovabile all’interno dell’Unione Europea, i commissari Maria Damanaki e Günther Oettinger hanno presentato, il 20 gennaio, un nuovo piano d’azione. Verrà creato il Forum sull’energia oceanica per riunire i soggetti interessati e promuoverne la cooperazione

Quello dell’energia blu è un settore nascente della nuova economia sostenibile (green economy e blu economy) e pertanto la “crescita blu” rappresenta la nuova sfida dell’imprenditoria europea di settore e non solo.

Quando parliamo di energia oceanica, o energia blu, parliamo di tutte le tecnologie per la raccolta delle energie rinnovabili provenienti dai mari e dagli oceani, a eccezione di quella eolica offshore.

Sfruttare questo tipo di energia contribuirà alla de-carbonizzazione dell’economia dell’UE a beneficio della salute umana e ambientale in quanto quella blu è un’energia rinnovabile sicura ed affidabile.

Si tratta, inoltre, di un’energia liberamente disponibile a livello mondiale che supera il fabbisogno energetico attuale e futuro. In poche parole, il mare e gli oceani rappresentano una fonte di energia inesauribile, basti pensare all’energia del moto ondoso o a quella delle maree (energia mareomotrice) ad esempio.

Lo sfruttamento dell’energia blu faciliterebbe la conversione dell’UE verso un’economia a bassa emissione di carbonio e, riducendo la sua dipendenza dai combustibili fossili, migliorerebbe la sicurezza energetica. Si tratterebbe di un supporto ulteriore perché bilancerebbe la produzione di energia eolica o solare, quindi di quella proveniente da altre fonti rinnovabili.

In futuro si potrebbe pertanto garantire un approvvigionamento globale costante con energie rinnovabili.

L’energia oceanica offre inoltre il potenziale per la creazione di nuovi posti di lavoro, altamente qualificati, in particolare nelle zone costiere dell’Europa, come l’Italia, spesso caratterizzate da elevati tassi di disoccupazione.

La Commissaria europea per gli Affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, durante la presentazione del nuovo Piano d’azione ha dichiarato: “come sottolineato nella nostra strategia per la crescita blu, i mari e gli oceani dispongono del potenziale per creare un’ingente crescita economica e i posti di lavoro così necessari in questo momento. Aiutando il settore dell’energia oceanica a raggiungere il suo pieno sviluppo potremo sfruttare questo potenziale grazie all’innovazione, garantendo nel contempo all’Europa un’energia pulita e rinnovabile”.

Günther Oettinger, Commissario europeo responsabile per l’Energia, ha aggiunto: “l’energia oceanica possiede un potenziale considerevole per aumentare la sicurezza di approvvigionamento. La comunicazione intende contribuire a promuovere l’innovazione tecnologica e a conseguire e andare oltre gli obiettivi della strategia Europa 2020. Lo sviluppo di un’ampia gamma di fonti di energie rinnovabili, fra cui l’energia oceanica, facilita inoltre la loro integrazione nel sistema energetico europeo”.

Sarebbe dunque un’ottima cosa poter allargare il numero delle industrie che si occupano dell’“estrazione” di tale energia ma, pur con tutto il suo incontestabile potenziale, questo nuovo promettente settore non riesce ancora ad essere competitivo rispetto alle altre modalità di produzione di energia elettrica. I problemi da superare infatti sono i seguenti:

  • i costi tecnologici sono elevati e l’accesso ai finanziamenti risulta difficile;
  • sussistono notevoli ostacoli infrastrutturali, tra cui i problemi di collegamento alla rete o l’accesso ad adeguate strutture portuali e a navi specializzate;
  • esistono barriere amministrative, tra cui complesse procedure di autorizzazione e di licenza, che possono ritardare i progetti e aumentare i costi;
  • esistono infine problemi ambientali, tra cui la necessità di intensificare la ricerca e di disporre di migliori informazioni sugli impatti ambientali.

La Commissione sostiene già varie iniziative connesse all’energia oceanica. Ora il nuovo piano d’azione, che alleghiamo all’articolo, creerà “un forum inteso a favorire la condivisione delle conoscenze e delle competenze esistenti, a creare sinergie, a fornire soluzioni creative e a dare impulso al futuro sviluppo del settore. Si tratta di uno strumento volto ad assistere i soggetti interessati nell’elaborazione di una tabella di marcia strategica per il settore dell’energia oceanica, che potrebbe successivamente costituire la base per un’iniziativa industriale europea”.

pdf Piano UE Energia blu

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it