I saldi? Pro e contro

cartello-saldi

I saldi? Pro e contro

Chi li ritiene un’occasione per aiutare i commercianti in crisi, chi un colabrodo fuori dal tempo e dalla storia, una legge da abolire per aiutare realmente commercianti e consumatori. Vediamo come e riportiamo anche il Vademecum dell’associazione dei consumatori Adiconsum sui saldi

Anacronismo che invece di aiutare, fa indebitare maggiormente i commercianti? Così a pensa l’Adiconsum, mentre per le Regioni si tratta di un’occasione per invertire la rotta. In tutti i casi, il periodo dei saldi di fine stagione, iniziato il 4 gennaio per l’autunno/inverno 2014, stavolta è partito alla grande, con migliaia di acquirenti in fila per entrare nei grandi negozi e nei centri commerciali.

Pietro Giordano, presidente dell’Adiconsum, dichiara che la stagione dei saldi è ormai anacronistica e chiama in causa il flop delle vendite dei 15 giorni precedenti il 4 gennaio: “negozi vuoti, tranne quelli con merci e prodotti come ad esempio maglioni, camice, gonne, ecc a costi che non superavano i 50 euro”. E infatti i consumatori si sono riversati in massa nei negozi proprio sabato 4 gennaio, giornata ufficiale di apertura degli attuali saldi di fine stagione. Se per gli assessori al commercio delle varie regioni d’Italia questa è una notizia positiva, e per i commercianti una speranza di riguadagnare il passo perduto, per l’Adiconsum si tratta di un falso grido di vittoria in quanto “i commercianti acquistano le merci molti mesi prima e si indebitano per farlo, poi, per riuscire a venderle tutte, si devono inventare vari escamotage durante il resto dell’anno”.

E in effetti qual è il cliente che non si è abbonato grazie a una fidelity card, che ormai fanno quasi tutte le catene di negozi, per ottenere informazioni in anteprima sui saldi “privati” e i periodi di sconti esclusivi ai clienti più affezionati? A questi arrivano e-mail, sms, telefonate che li informano di saldi anticipati “sottobanco”. Ma ciò, spiega Pietro Giordano, ha una sua motivazione, in quanto “i commercianti, per acquistare ciò che riescono a vendere solo dal 4 gennaio in poi, sono senza ‘fiato economico’, perchè hanno dovuto fare fronte per un lungo periodo a cambiali, fatture, ecc. che non aspettano certo i saldi. Per coprire questi debiti hanno inventato e inventano mille trucchi”.
La soluzione che Giordano auspica è quella di abolire la legge che regola i Saldi dando invece il via libera a tutti gli sconti possibili durante tutto l’anno e non solo a luglio ed a gennaio “i consumatori godrebbero così di una reale concorrenza tra commercianti e questi ultimi potrebbero vendere con sconti e saldi durante tutto l’anno facendo fronte ai propri debiti contratti da mesi”.

Giungerà all’orecchio  dei decisori politici questa richiesta? Forse, ma sarà difficile considerando come la pensano ad esempio gli assessori regionali che si devono occupare della questione. Riportiamo le dichiarazioni, a titolo esemplificativo, dell’assessora Cristina Scaletti, a capo dell’assessorato al Commercio, turismo e cultura della Regione Toscana: “quest’anno, più che mai, l’auspicio è che i saldi siano l’occasione per invertire la rotta, per mandare un segnale di fiducia e ripresa. Il via ai saldi non soltanto come rito atteso dai consumatori, ma come opportunità per un settore, quello del commercio, vitale per l’economia toscana”.
E non è un caso se scegliamo proprio l’intervento dell’assessora scaletti, perché la Toscana si è accordata con le altre Regioni confinanti e rappresenta un simbolo di questa intesa fra decisori politici. Infatti, continua spiegando che tutte queste regioni non hanno scelto a caso “di far partire i saldi il primo sabato dell’anno nuovo e in mezzo ad un periodo festivo. Molti turisti sono ancora nelle nostre città e la speranza è che un po’ di serenità aiuti i cittadini a scegliere l’occasione cercata, magari con maggiore attenzione che in passato, ma a scegliere e ad acquistare. Gli anni passati hanno lasciato davvero un segno pesante nei redditi delle famiglie e nel giro di affari degli esercizi, sopratutto di quelli più piccoli, stritolati nella maglie della crisi e anche dagli scossoni ricevuti da qualche eccesso di liberalizzazione, che ha di fatto schiacciato questo segmento del mercato. Mi auguro che i saldi di quest’anno siano finalmente il segnale di una voglia di ripartire per uscire da una crisi che ha depresso profondamente la nostra società”.

Intanto, a tutela del consumatore, l’Adiconsum ha elaborato un Vademecum in 10 punti. Riportiamo di seguito questo Decalogo:

1.Sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine non scontato, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale;

2.È meglio diffidare di quei negozi che espongono cartelli con sconti esagerati e fare riferimento a negozi già conosciuti per acquistare la merce in saldo: sconti superiori al 50-60 per cento nascondono spesso merce non proprio nuova;

3.Fate attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto;

4.Confrontare i prezzi con quelli di altri negozi, magari annotando il prezzo di un capo o della merce a cui si è interessati;

5.È bene verificare che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che verrà  presentato in negozio;

6.Nel periodo dei saldi i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito ed espongono il relativo logo sono tenuti ad accettare i pagamenti elettronici;

7.Diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati, anche se è a discrezione del commerciante consentire o meno di fare provare la merce;

8.Chi vuol fare regali faccia attenzione perché si può cambiare solo ed esclusivamente la merce difettosa che deve essere riconsegnata al commerciante entro 2 mesi dalla scoperta del difetto (non si può sostituire la merce se avete cambiato idea sul colore o sul modello);

9.È bene conservare sempre lo scontrino per potere eventualmente cambiare la merce difettosa;

10.Qualora il commerciante si rifiuti di cambiare un articolo difettoso in saldo o non voglia restituirvi i soldi rivolgetevi alla Polizia Municipale e segnalate il caso alle sedi territoriali Adiconsum (indirizzi su adiconsum.it).

Condividi
Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it