La formazione scolastica e quella permanente

liceo-ginnasio

La formazione scolastica e quella permanente

L’importanza della formazione sembra essere ancora un mistero per gli italiani, dal momento che nel nostro Paese il 17,6% degli alunni lascia la scuola troppo presto (il 25% nel Mezzogiorno) portando l’Italia tra le peggiori cinque nazioni europee per gli abbandoni scolastici. Ma cosa dire della formazione permanente? E sapete che l’UE ha un progetto anche per la formazione prescolastica?

In questo articolo troverete l’elenco dei progetti e dei programmi per la lotta alla dispersione scolastica ma anche per la formazione permanente. Si parte dai progetti per l’infanzia, con l’apprendimento per i bimbi di 3 anni, e si prosegue con quelli degli adulti.

 
Non siamo i soli però a lasciare che i nostri figli abbandonino la scuola, dal momento che in Europa in media lo fa il 12,7% dei ragazzi, ma noi siamo quelli che non riescono a risalire la china e che con ogni probabilità non riusciranno a raggiungere l’obiettivo del 10% di abbandoni previsto per il 2020.
A gravare sulla nostra scuola sono soprattutto i tagli delle spese per la formazione, se rappresenta una prova la costante matematica che vede il numero di abbandoni scolastici proporzionale a quello dei tagli alla spesa pubblica nel settore. Così, se in Romania a lasciare la scuola sono il 17,4% degli allievi, in Italia si batte anche questa nazione per numero di abbandoni scolastici.

Al riguardo, bisogna ricordare che la strategia per il 2020 dell’UE prevede che si abbassi il numero degli abbandoni scolastici e che in tal senso la media europea dei 28 Paesi membri è calata, scendendo al 12,7%, avvicinandosi al raggiungimento dell’obiettivo. Purtroppo sono alcuni singoli Paesi, tra cui l’Italia, ad ostacolare questo progetto di crescita culturale e di conseguenza lavorativa ed economica. Peggio di noi ci sono la Spagna (24,9%), Malta (22,6%) e il Portogallo (20,8%). Ma ben 12 Paesi dell’Unione hanno già persino superato l’obiettivo del 10%. Mentre i nostri “cugini” francesi stanno per raggiungerlo, insieme con i tedeschi e gli inglesi.

La lotta contro l’abbandono scolastico va portata avanti strenuamente perché si tratta innanzitutto di un investimento per il futuro. Infatti, i giovani che lasciano prematuramente la scuola sono più a rischio di disoccupazione, povertà ed esclusione sociale. Quando trovano lavoro, hanno generalmente un impiego più precario e meno remunerativo rispetto a quelli che possiedono una formazione. Completare un percorso scolastico, avere un curriculum adeguato, è utile dunque sia dal punto di vista economico che sociale.

scuolaLa crescita e l’innovazione, sia culturale che sociale che economica, si ottengono anche con la riduzione dell’abbandono scolastico, tanto è vero che il proposito previsto dalla strategia Europa 2020 è quello di raggiungere un tasso di occupazione del 75 % per i giovani di età compresa fra i 20 e i 64 anni di età e ridurre di almeno 20 milioni il numero delle persone a rischio povertà. E ciò si può attuare solo se ogni Paese dà il proprio contributo in termini di preparazione dei giovani.

Naturalmente l’abbandono scolastico è il risultato di un insieme di fattori individuali, educativi e socio-economici, caratteristiche diverse da Paese a Paese ma anche da regione a regione. E non parliamo solo di ragazzi di età maggiore ma anche di bambini. E la famiglia gioca un ruolo molto forte. In generale, infatti, i bambini provenienti da ambienti con poca istruzione e socialmente svantaggiati hanno più probabilità di altri di abbandonare la scuola prematuramente.
Inoltre, anche i cambi di scuola sono deleteri: a livello educativo – spiegano gli esperti interpellati  dalla Commissione Europea – il passaggio da una scuola all’altra e da un livello d’istruzione all’altro è particolarmente difficile per i giovani a rischio di abbandono.

Ma quali sono le strategie attivate a livello europeo per contrastare questo fenomeno? La Commissione anzitutto ha emanato dei principi guida che riportiamo di seguito:

  • la prevenzione: evitando la creazione di condizioni favorevoli alla dispersione scolastica;
  • l’intervento: affrontando le difficoltà riscontrate dagli studenti quando queste si presentano;
  • la compensazione: fornendo opportunità di istruzione e di formazione per gli studenti che hanno abbandonato gli studi.

Per quanto concerne le azioni demandate all’UE per aiutare gli Stati membri a svilupparle, esse sono le seguenti:

  • stabilire un quadro europeo comune per politiche contro l’abbandono scolastico e fare adottare strategie nazionali globali dagli Stati membri entro il 2012;
  • adottare una comunicazione in materia di istruzione e di cura della prima infanzia, che metterà in evidenza il loro effetto sulla prevenzione dell’abbandono scolastico;
  • adottare una comunicazione su una strategia europea per l’integrazione che tenga conto della necessità di lottare contro l’abbandono scolastico dei bambini provenienti da famiglie immigrate;
  • sviluppare una strategia per modernizzare l’istruzione e la formazione professionale che includa anche un’azione specifica per ridurre l’abbandono precoce della scuola;
  • fornire un parametro di riferimento per misurare l’occupabilità dei giovani;
  • istituire un gruppo di decisori a livello europeo per individuare le misure e le pratiche efficaci al fine di affrontare le sfide condivise dagli Stati membri;
  • organizzare dibattiti, discussioni e conferenze per promuovere l’adozione di nuove strategie e misure e fare emergere le buone pratiche;
  • utilizzare più intensamente il programma di istruzione e formazione durante l’intero arco della vita e i relativi programmi di ricerca e innovazione per sostenere approcci innovativi nella riduzione dell’abbandono scolastico;
  • migliorare gli investimenti effettuati nel quadro dei Fondi strutturali europei per la lotta contro l’abbandono scolastico.

Andiamo ora a scoprire in modo più puntuale i programmi già attivati e ai quali ogni cittadino di uno degli Stati membri può partecipare. Cominciamo da quelli per l’educazione e la cura della prima infanzia, poiché a imparare si inizia da bambini. E, come vedremo, non si finisce mai.

Educazione e cura della prima infanzia

L’educazione e la cura della prima infanzia hanno un’importanza assoluta. Costituiscono la base essenziale per il buon esito dell’apprendimento permanente, ma anche dell’integrazione sociale, dello sviluppo personale e della futura occupabilità. Partecipano alla realizzazione di due obiettivi fondamentali della strategia Europa 2020: ricondurre il tasso di abbandono scolare al di sotto del 10 % e liberare 20 milioni di persone da condizioni di povertà.
Entro il 2020, l’Unione europea (UE) intende garantire l’inserimento in strutture di educazione e cura per la prima infanzia (ECEC) al 95 % dei bambini tra i 4 anni e l’età di inizio dell’obbligo scolastico. Le strutture ECEC saranno accessibili a tutti i bambini e in particolare a quelli provenienti da contesti socialmente disagiati, poiché l’effetto positivo di tali strutture contro l’abbandono scolastico può contribuire alla loro liberazione dalle condizioni di povertà. Le strutture consentono anche di integrare meglio i giovani con disabilità e prepararli meglio a proseguire il loro percorso scolastico nelle scuole ordinarie.

L’accesso per tutti alle strutture ECEC si basa sulla presenza di un finanziamento efficace. Tra i livelli dell’istruzione, la scuola pre-primaria presenta il miglior rapporto costi/benefici. Invece, è il settore in cui gli Stati membri investono meno. Il finanziamento deve altresì essere equo. Di fatto, la cura dei bambini con meno di 3 anni è spesso affidata a strutture private alle quali non possono accedere le famiglie a basso reddito.
Per garantire l’accesso universale alle strutture ECEC dei bambini, il programma di lavoro per gli Stati membri propone di:

  • utilizzare tali strutture in maniera efficace per stimolare l’inclusione e ridurre l’abbandono scolastico precoce;
  • ampliare l’accesso alle strutture ECEC ai bambini disagiati, immigrati e Rom;
  • raccogliere informazioni sui vantaggi e l’impatto dell’offerta ECEC universale rispetto a quella mirata;
  • ideare modelli di finanziamento efficaci, nonché trovare il giusto equilibro tra investimento pubblico e privato.

I bambini costruiscono le basi dei principali atteggiamenti e modelli che caratterizzeranno la loro intera vita nei loro primissimi anni. Pertanto, l’educazione e la cura dei bambini non devono concentrarsi unicamente sugli aspetti cognitivi, ma devono proporre programmi pedagogici capaci di soddisfare il complesso delle loro esigenze (cognitive, affettive, sociali e fisiche).
La qualità dei servizi dipende anche dalla presenza di personale qualificato. È necessario migliorare ulteriormente la loro professionalizzazione e specializzazione. Inoltre, è necessario tendere a un maggiore equilibrio di genere, poiché quasi tutto il personale è di sesso femminile.
È indispensabile una collaborazione tra i diversi settori (istruzione, occupazione, sanità e politica sociale) ma anche tra i diversi livelli di competenza e di istruzione. Inoltre, è necessaria la partecipazione dei soggetti interessati e dei genitori.

Allo scopo di garantire la qualità dell’educazione e della cura della prima infanzia, il programma di lavoro per gli Stati membri prevede di:

  • predisporre programmi di studi che sappiano soddisfare le diverse esigenze dei bambini;
  • promuovere la professionalizzazione del personale, identificando le qualifiche necessarie per ciascuna funzione;
  • sviluppare politiche per attirare, formare e trattenere personale qualificato;
  • migliorare l’equilibrio di genere del personale;
  • passare a sistemi di alta qualità, equi ed efficaci, che integrino la cura e l’educazione;
  • facilitare la transizione dalla famiglia alle strutture di educazione e cura, nonché da un livello di istruzione a quello successivo;
  • progettare contesti pedagogici armoniosi e ben coordinati, coinvolgenti le principali parti interessate.

Programma d’azione su istruzione e formazione durante l’intero arco della vita

L’obiettivo del programma d’azione nel settore dell’istruzione e della formazione durante l’intero arco della vita è quello di sviluppare e di potenziare gli scambi, la cooperazione e la mobilità, affinché i sistemi di istruzione e di formazione divengano un riferimento di qualità mondiale, così come previsto dalla strategia di Lisbona. Il programma contribuisce così allo sviluppo della Comunità come società della conoscenza avanzata, caratterizzata da uno sviluppo economico sostenibile accompagnato da un miglioramento quantitativo e qualitativo dell’occupazione, nonché ad una maggiore coesione sociale.
Per conseguire tale obiettivo di portata generale, il programma persegue obiettivi specifici riguardanti l’istruzione e la formazione durante l’intero arco della vita nell’Unione europea (UE) che consistono:

  • nel contribuire allo sviluppo di un insegnamento e di una formazione di qualità, nonché alla promozione di un livello di prestazioni elevato, all’innovazione e al miglioramento della dimensione europea, nonché al miglioramento dei sistemi e delle procedure esistenti;
  • nel favorire la realizzazione di uno spazio europeo dedicato all’istruzione e alla formazione permanente;
  • nel contribuire a migliorare la qualità, l’accessibilità e l’attrattiva delle possibilità d’istruzione e di formazione;
  • nel potenziare il loro contributo alla coesione sociale, alla cittadinanza attiva, al dialogo interculturale, alla parità fra donne e uomini e allo sviluppo personale;
  • nel contribuire a promuovere la creatività, la competitività, la capacità d’inserimento professionale e il potenziamento dello spirito d’iniziativa e dell’imprenditorialità;
  • nel contribuire ad incrementare la partecipazione delle persone di tutte le età, ivi comprese le persone aventi particolari esigenze e i gruppi svantaggiati;
  • nel promuovere l’apprendimento delle lingue e la diversità linguistica;
  • nel sostenere lo sviluppo degli strumenti offerti dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
  • nel potenziare il loro ruolo per creare un sentimento di cittadinanza europea nel rispetto dei valori europei e della tolleranza, nonché nel rispetto dei popoli e delle culture;
  • nel promuovere la cooperazione in materia di garanzia della qualità in tutti i settori dell’istruzione e della formazione;
  • nel contribuire alla qualità favorendo l’utilizzazione ottimale dei risultati, dei prodotti e dei processi innovativi, nonché lo scambio delle buone prassi.

Segnaliamo che il programma deve sostenere la parità tra le donne e gli uomini, nonché la presa di coscienza della diversità culturale e linguistica e del multiculturalismo quale strumento di lotta contro il razzismo, i pregiudizi e la xenofobia.

Per attuare i propri obiettivi, il programma sostiene le azioni seguenti:

  • la mobilità delle persone partecipanti all’istruzione e alla formazione durante l’intero arco della vita;
  • le partnership bilaterali e multilaterali;
  • i progetti unilaterali, nazionali o multilaterali, ivi compresi quelli che mirano a promuovere la qualità dei sistemi di istruzione e di formazione attraverso il trasferimento transnazionale dell’innovazione;
  • le reti multilaterali;
  • studi e riforme delle politiche e dei sistemi d’istruzione e di formazione durante l’intero arco della vita, così come delle loro componenti;
  • la concessione di sovvenzioni di funzionamento per alcuni costi operativi e amministrativi sostenuti da istituti o associazioni;
  • le misure di accompagnamento, vale a dire le altre iniziative di promozione degli obiettivi del programma;
  • le attività di preparazione di tali azioni;
  • l’organizzazione di avvenimenti (seminari, incontri, riunioni) volti a facilitare la realizzazione del programma, le azioni d’informazione, di pubblicazione, di sensibilizzazione e di diffusione, nonché il controllo e la valutazione del programma.

I beneficiari del programma sono:

  • gli alunni, gli studenti, le persone in formazione e gli apprendisti adulti;
  • tutte le categorie del personale educativo;
  • le persone presenti sul mercato del lavoro;
  • gli istituti e gli organismi che presentano offerte nel contesto del programma;
  • le persone e gli organismi responsabili dei sistemi e delle politiche pertinenti, ai livelli locale, regionale e nazionale;
  • le imprese, le parti sociali e le loro organizzazioni a tutti i livelli, ivi comprese le organizzazioni professionali e le camere di industria e commercio;
  • gli organismi che forniscono servizi d’orientamento, di consulenza e d’informazione;
  • le associazioni dei partecipanti, dei genitori e degli insegnanti;
  • i centri e gli organismi di ricerca;
  • le associazioni senza scopo di lucro, le organizzazioni umanitarie e le organizzazioni non governative (ONG).

I sottoprogrammi settoriali

Il programma d’azione comprende sei sottoprogrammi, di cui quattro settoriali. Questi sono strutturati nella stessa maniera e rispondono tanto alle esigenze in materia di insegnamento e di apprendimento di tutti i partecipanti, quanto alle esigenze degli istituti e delle organizzazioni che forniscono o facilitano l’insegnamento in ogni settore. Tutte le azioni comprendono gli aspetti attinenti alla mobilità, alle lingue e alle nuove tecnologie.
Di seguito l’elenco e la descrizione di tali sottoprogrammi.

Comenius

Il programma riguarda l’insegnamento prescolastico e scolastico fino al termine del secondo ciclo dell’insegnamento secondario, nonché gli istituti e le organizzazioni che offrono tale insegnamento.
I suoi due obiettivi specifici sono i seguenti:

  • far comprendere meglio e far apprezzare ai giovani e al personale educativo la diversità delle culture europee;
  • aiutare i giovani ad acquisire le qualifiche e le competenze fondamentali indispensabili per il loro sviluppo personale, per la loro attività professionale futura e per una cittadinanza attiva.

A tale riguardo, il programma persegue gli obiettivi operativi seguenti:

  • il miglioramento della mobilità, in modo particolare della sua qualità e del suo volume;
  • il miglioramento delle partnership fra scuole degli Stati membri, specialmente per quanto riguarda la qualità e il volume, al fine di ottenere una partecipazione di almeno tre milioni di alunni durante la durata del programma;
  • l’incoraggiamento all’apprendimento delle lingue straniere;
  • lo sviluppo di contenuti, servizi, pedagogie e pratiche innovative basati sulle TIC;
  • il miglioramento della formazione degli insegnanti nella sua qualità e nella sua dimensione europea;
  • il sostegno al miglioramento degli approcci pedagogici e della gestione delle scuole.

Comenius può sostenere le azioni seguenti:

  • la mobilità, come nel caso degli scambi di alunni e di personale educativo, la mobilità scolastica, i corsi di formazione degli insegnanti, ecc.;
  • le partnership di scuole, come le «partnership scolastiche Comenius», riguardanti progetti di apprendimento comuni, ovvero le «partnership Comenius-REGIO» di organizzazioni responsabili dell’istruzione scolastica al fine di favorire la cooperazione interregionale e, segnatamente, quella transfrontaliera;
  • i progetti multilaterali vertenti sulla diffusione e sulla promozione delle migliori prassi, sullo scambio di esperienze ovvero sullo sviluppo di nuovi corsi o di nuovi contenuti dei corsi;
  • le reti multilaterali miranti a sviluppare l’istruzione, a diffondere le buone prassi e le innovazioni, a sostenere partnership e progetti, nonché a sviluppare l’analisi dei bisogni;
  • le misure di accompagnamento.

Le azioni di mobilità e le partnership rappresentano almeno l’80 % del budget di Comenius.

Erasmus

Il programma Erasmus riguarda l’insegnamento superiore formale, nonché l’insegnamento e la formazione professionali di livello superiore, indipendentemente dalla durata del corso o del diploma, ivi compresi gli studi di dottorato. Rispetto ai programmi precedenti, la formazione professionale di livello superiore è ora di competenza del programma Erasmus e non più del programma Leonardo da Vinci.
I due obiettivi specifici sono i seguenti:

  • favorire la realizzazione di uno spazio europeo dell’insegnamento superiore;
  • rafforzare il contributo dell’insegnamento superiore e del perfezionamento professionale al processo d’innovazione.

A tale riguardo, il programma persegue obiettivi operativi che dovrebbero consentire di migliorare, di potenziare e di sviluppare:

  • la mobilità (ivi compresa la sua qualità), arrivando ad interessare 3 milioni di persone partecipanti entro il 2012;
  • il volume di cooperazione (ivi compresa la sua qualità) tra istituti d’insegnamento superiore e tra questi e le imprese;
  • la trasparenza e la compatibilità delle qualifiche acquisite;
  • le pratiche innovative e il loro trasferimento tra paesi;
  • contenuti, servizi, pedagogie e pratiche innovative basati sulle TIC.

Erasmus può sostenere le azioni seguenti:

  • la mobilità degli studenti (studi, formazione, stage), del personale insegnante e degli altri membri del personale degli istituti d’insegnamento superiore e delle imprese ai fini della formazione o dell’insegnamento, i programmi intensivi Erasmus organizzati su base multilaterale, nonché il sostegno agli istituti di provenienza e ospitanti al fine di garantire la qualità della mobilità. Le azioni di mobilità rappresentano almeno l’80 % del budget del programma;
  • i progetti multilaterali sull’innovazione, sulla sperimentazione e sullo scambio di buone pratiche;
  • le reti multilaterali come le «reti tematiche Erasmus», dirette da consorzi di istituti d’insegnamento superiore e rappresentanti una disciplina o un settore interdisciplinare;
  • misure d’accompagnamento.

Leonardo da Vinci

Il programma Leonardo da Vinci riguarda l’insegnamento e la formazione professionali non rientranti nel livello superiore.
I suoi obiettivi specifici sono i seguenti:

  • aiutare i partecipanti alle formazioni ad acquisire e a utilizzare conoscenze, attitudini e qualifiche che possano contribuire al loro sviluppo personale, alla loro attitudine al lavoro e alla loro partecipazione al mercato del lavoro europeo;
  • migliorare la qualità e l’innovazione;
  • migliorare l’attrattiva dell’insegnamento e della formazione professionali, nonché la mobilità.

A tale riguardo, il programma persegue obiettivi operativi volti a sviluppare e a potenziare:

  • la mobilità (ivi compresa la sua qualità) in questo settore e in quello della formazione permanente, ivi compresi i tirocini presso le imprese, per raggiungere 80000 partecipazioni annuali entro la fine del programma;
  • il volume della cooperazione (ivi compresa la sua qualità) tra i vari operatori;
  • pratiche innovative e il loro trasferimento tra paesi;
  • la trasparenza e il riconoscimento delle qualifiche e delle competenze, ivi comprese quelle acquisite nell’ambito dell’apprendimento non formale ed informale;
  • l’apprendimento delle lingue straniere;
  • contenuti, servizi, pedagogie e pratiche innovative basati sulle TIC.

Leonardo da Vinci può sostenere le azioni seguenti:

  • la mobilità, ivi compresa la sua preparazione;
  • le partnership basate su temi d’interesse reciproco;
  • i progetti multilaterali, segnatamente quelli vertenti sul miglioramento dei sistemi di formazione attraverso il trasferimento e la messa a punto di innovazioni e di buone pratiche, da adattare ai bisogni nazionali;
  • le reti tematiche di esperti e di organizzazioni, su questioni specifiche attinenti all’insegnamento e alla formazione professionali;
  • le misure di accompagnamento.

Le azioni di mobilità e riguardanti le partnership rappresentano almeno il 60 % del budget del programma.

Grundtvig

Il programma Grundtvig riguarda tutte le forme d’istruzione che interessano gli adulti.
Il programma mira a:

  • rispondere alla sfida dell’invecchiamento della popolazione europea nel settore dell’istruzione;
  • contribuire a fornire agli adulti alcuni percorsi per migliorare le loro conoscenze e le loro competenze.

I suoi obiettivi operativi sono i seguenti:

  • migliorare la qualità e l’accessibilità della mobilità al fine di raggiungere un volume di 7000 persone l’anno entro il termine del programma;
  • migliorare la cooperazione (in termini di qualità e di volume);
  • sostenere e trovare alternative per le persone svantaggiate e vulnerabili, come le persone anziane e quelle senza qualifiche di base in esito all’abbandono degli studi;
  • sostenere l’elaborazione di pratiche innovative e il loro trasferimento tra paesi;
  • sostenere lo sviluppo di contenuti, servizi, pedagogie e pratiche innovative basati sulle TIC;
  • migliorare gli approcci pedagogici e la gestione delle organizzazioni per l’istruzione degli adulti.

Grundtvig può sostenere le azioni seguenti:

  • la mobilità delle persone, ivi compresi la preparazione, l’accompagnamento e l’assistenza;
  • le «partnership di apprendimento Grundtvig» basate su temi d’interesse reciproco;
  • i progetti multilaterali miranti a migliorare i sistemi d’istruzione degli adulti attraverso la messa a punto e il trasferimento d’innovazioni e di buone pratiche;
  • le «reti Grundtvig», reti tematiche di esperti e di organizzazioni;
  • le misure d’accompagnamento.

Le azioni di mobilità e riguardanti le partnership rappresentano almeno il 55 % del budget del programma Grundtvig.

Programma trasversale

Il programma trasversale riguarda segnatamente attività che vanno oltre i limiti dei programmi settoriali.
Tale programma comprende quattro attività principali nel settore dell’istruzione e della formazione durante l’intero arco della vita; segnatamente:

  • la cooperazione e l’innovazione politiche;
  • la promozione dell’apprendimento delle lingue;
  • lo sviluppo di contenuti, servizi, pedagogie e pratiche innovative basati sulle TIC;
  • la diffusione e lo sfruttamento dei risultati di azioni rientranti nel programma o in programmi precedenti, nonché lo scambio delle buone pratiche.

I suoi obiettivi specifici sono i seguenti:

  • promuovere la cooperazione europea in settori comprendenti almeno due programmi settoriali;
  • promuovere la qualità e la trasparenza dei sistemi d’istruzione e di formazione degli Stati membri.

A tale riguardo i suoi obiettivi operativi sono i seguenti:

  • sostenere l’elaborazione delle politiche per l’istruzione e la formazione durante l’intero arco della vita (nonché la cooperazione a livello europeo nel contesto della strategia di Lisbona), per il programma di lavoro «Istruzione e formazione 2010», per i processi di Bologna e di Copenaghen e i loro sviluppi, ecc.;
  • disporre di dati, statistiche e analisi comparabili da utilizzare per l’elaborazione delle politiche, per seguire i progressi compiuti nel perseguimento degli obiettivi e per individuare i settori che richiedono una particolare attenzione;
  • promuovere l’apprendimento delle lingue e sostenere la diversità linguistica negli Stati membri;
  • sostenere lo sviluppo di contenuti, servizi, pedagogie e pratiche innovative basati sulle TIC;
  • assicurare la pubblicità, la diffusione e l’analisi dei risultati del programma.

Le azioni del programma si applicano alle attività principali del programma trasversale. Ad esempio, per quanto riguarda l’attività «cooperazione e innovazione politiche», le azioni possono in particolare riguardare il sostegno all’osservazione e all’analisi delle politiche e dei sistemi come la rete Eurydice, ovvero alla trasparenza delle qualifiche e delle competenze, all’informazione e all’orientamento nella mobilità, nonché alla cooperazione in materia di garanzie e di qualità (come Euroguidance), ai centri nazionali d’informazione sul riconoscimento dei diplomi accademici (NARIC), Ploteus, ovvero all’iniziativa Europass.

Programma Jean Monnet

Il programma Jean Monnet verte in maniera specifica sulle questioni attinenti all’integrazione europea nella sfera universitaria e sul sostegno agli istituti e alle associazioni che operano nel settore dell’istruzione e della formazione sul piano europeo.
Questo programma comprende a tale riguardo tre attività principali:

  • l’azione Jean Monnet, alla quale possono partecipare anche istituti di paesi terzi; tale azione rappresenta almeno il 16 % del budget del programma;
  • sovvenzioni di funzionamento agli istituti designati che perseguono finalità di interesse europeo. Tali istituti sono il Collegio d’Europa l’Istituto universitario europeo di Firenze, l’Istituto europeo della pubblica amministrazione (EIPA) di Maastricht, l’Accademia di diritto europeo () di Treviri, l’Agenzia europea per lo sviluppo dell’istruzione per gli alunni aventi esigenze specifiche di Middelfart e il Centro internazionale per la formazione europea (CIFE) di Nizza. Tali sovvenzioni rappresentano almeno il 65 % del budget;
  • sovvenzioni di funzionamento ad altri istituti e associazioni europee nel settore dell’istruzione e della formazione; tali sovvenzioni rappresentano almeno il 19 % del budget.

I suoi obiettivi specifici sono i seguenti:

  • favorire le attività d’insegnamento, di ricerca e di riflessione nel settore degli studi sull’integrazione europea;
  • sostenere un numero adeguato di istituti e di associazioni che si occupano di questioni relative all’integrazione europea, nonché dell’istruzione e della formazione da una prospettiva europea.

I suoi obiettivi operativi sono i seguenti: perseguire l’eccellenza, migliorare la conoscenza e la coscienza dell’integrazione europea, nonché sostenere gli istituti europei che si occupano dell’integrazione europea e gli istituti e le associazioni di qualità.
Le azioni comprendono progetti unilaterali e nazionali come quelli riguardanti le cattedre, i centri di eccellenza e i moduli d’insegnamento Jean Monnet, il sostegno ai giovani ricercatori, nonché i progetti e le reti multilaterali.