I finanziamenti bancari a interessi usurari

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I finanziamenti bancari a interessi usurari

La legge sull’usura ha messo un limite ai tassi di interesse sui finanziamenti ma per calcolare se si supera tale limite bisogna far riferimento al tasso soglia in vigore al giorno in cui si firma il contratto. Se c’è un errore, anche di un solo giorno, tutti gli interessi versati devono essere restituiti

Nell’ambito del Roma Art Meeting, un incontro è stato dedicato a questo argomento, e il presidente dell’associazione di consumatori Assotutela, Michel Emi Maritato, ha illustrato la sua opera a favore di chi ha subito un trattamento non etico da parte delle banche.

Il limite ai tassi da applicare sui mutui, sui fidi e sulle altre forme di finanziamento è stato introdotto dalla Legge 108/1996; successivamente, poiché i tassi di riferimento vengono modificati trimestralmente, si è deciso di stabilire come data certa per il calcolo antiusura quella della firma del contratto, indipendentemente dal momento del pagamento (L. 24/2001).

In virtù del protocollo d’intesa, firmato dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dalle associazioni di consumatori, sulla trasparenza, su ogni sito internet delle banche deve essere sempre esposto il tasso di interesse di riferimento che va preso come base per il calcolo degli interessi e che va aggiornato trimestralmente. Ciò significa che i finanziamenti erogati in quel periodo (valgono le date dei contratti) devono essere corrispondenti a una cifra percentuale calcolata grazie all’applicazione di un algoritmo aritmetico. Non è quindi tanto facile capire se la banca sta applicando un tasso da usura o meno.

La Banca d’Italia (vedi le sue istruzioni in allegato all’articolo) non ha il compito di fornire i tassi soglia alle banche ma solo le indicazioni utili alla rilevazione dei TEGM (Tassi Effettivi Globali Medi) che poi le permettano di calcolare trimestralmente quale sia il Tasso medio da considerare come base di partenza. Ma sarà poi l’applicazione delle formule matematiche – un meccanismo stabilito per legge – a determinare quale sia il tasso soglia. Ebbene, le banche invece scambiano, nella stragrande maggioranza dei casi, il TEGM trimestrale con il tasso soglia applicando quindi dei tassi più alti, che possono essere considerati usurari. Bisogna però sapere che se, anche per un solo giorno, la banca si sbaglia ed applica un tasso di usura, secondo quanto è stabilito dalla Legge deve restituire l’intera somma degli interessi avuti da chi è stato finanziato, ovvero l’illecito amministrativo.

In taluni casi l’ammontare dell’illecito amministrativo è così alto da rappresentare il valore dell’estinzione del mutuo rimanente. Basti pensare che, secondo un calcolo indicativo rapido fatto dal presidente di Assotutela in occasione del Meeting, in dieci anni su un prestito da 250mila euro si possono essere dati alla banca interessi per un valore di 160mila euro; in un anno su 100mila euro di finanziamento si potrebbe già aver versato alla banca un importo (in interessi) pari a 18mila euro. Senza sapere che ci si sta applicando un tasso di usura. Pertanto tutti quegli interessi vanno restituiti dalla banca.

 

Questo ragionamento va applicato ai mutui delle case, ai fidi bancari, insomma a qualunque forma di finanziamento, sia per i privati che per le aziende.

Facciamo un esempio pratico – o meglio ce lo siamo fatti fare da Michel Emi Maritato: se il tasso di mutuo o di fido è pari al 12,50% ci sembra che sia tutto ok, perché crediamo che il tasso di soglia sia quello, in quanto rientra nei parametri di quello pubblicato trimestralmente dalla propria banca. In realtà, al tasso che ci ha fatto la banca (e per sapere qual è il tasso effettivo della banca dobbiamo addizionare anche il tasso di mora al tasso di estinzione anticipata al costo del mutuo) noi dobbiamo applicare quella famosa formula il cui risultato non deve superare il tasso soglia. Con il presidente dell’Assotutela abbiamo dunque provato a fare due conti su un mutuo aperto in un dato trimestre del 2008 e il risultato ha portato a una evidente mancanza di conformità a quanto stabilito dalla Legge. Nel nostro caso, il tasso applicato risultava essere del 18,50% mentre all’epoca della stipula del contratto il tasso soglia era del 9,12%. Ciò significa che gli interessi che la banca avrebbe maturato da quel momento ad oggi sarebbero tutti da usuraio e pertanto illegali e andrebbero interamente restituiti (attenzione: va restituita non solo la parte di eccedenza ma tutti gli interessi).

 

Un avvertimento del presidente Maritato però è quello di non provarsi a fare i calcoli da soli e poi recarsi in banca a chiedere giustizia perché ci si potrebbe essere sbagliati nel fare i calcoli o nella formulazione della richiesta e finire per ricevere una risposta negativa o addirittura controproducente alla quale non si è preparati. Per questa ragione abbiamo evitato di scrivere sul nostro articolo qual è la formula da applicare. L’invito è dunque quello di recarvi presso un’associazione dei consumatori che vi fornisca un’assistenza gratuita, come quella che Assotutela fornisce ai propri iscritti, grazie al supporto di un avvocato esperto in materia. Per completezza d’informazione vi rendiamo noto che Assotutela ha 66 sedi in tutta Italia e il suo costo d’iscrizione, valido per tutto l’anno, è di 20 euro.

Durante l’incontro dedicato a questi temi, si è parlato anche di signoraggio bancario (insieme dei redditi del Governo derivanti dal monopolio dell’emissione di moneta) e si è data voce a varie parti della società che lamentavano un comportamento poco etico da parte delle banche. Nel video riportiamo uno stralcio degli interventi, mentre alleghiamo all’articolo le Leggi sopra citate e l’informativa della Banca d’Italia.

 

pdf Legge 108/1996

pdf Legge 24/2001

pdf Istruzioni Banda d’Italia 2013 sulla Legge antiusura