I sistemi giudiziari valutati dalla UE

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I sistemi giudiziari valutati dalla UE

Partendo dal concetto che una “Giustizia tardiva equivale a una giustizia negata” (parole della Vicepresidente CE Viviane Reding), la Commissione Europea ha pubblicato la valutazione della giustizia all’interno dei Paesi membri che servirà ad andare verso sistemi giudiziari più efficienti

Questa edizione del quadro di valutazione europeo della giustizia è la seconda (infatti questa iniziativa è stata inaugurata nel 2013) e ha lo scopo di promuovere la qualità, l’indipendenza e l’efficienza dei sistemi giudiziari di tutta Europa.

Il quadro di valutazione europeo della giustizia è uno strumento di informazione che offre dati oggettivi, affidabili e comparabili sui sistemi giudiziari degli Stati membri. Sistemi giudiziari più efficienti contribuiscono anche a promuovere la crescita economica dell’Unione. 

Concentrandosi sul contenzioso civile, commerciale e amministrativo, il quadro del 2014 ci parla di:

  • Efficienza dei sistemi giudiziari, basandosi su: durata dei procedimenti, tasso di ricambio e numero di cause pendenti;
  • Qualità dei sistemi giudiziari, basandosi su: formazione obbligatoria dei giudici, monitoraggio e valutazione delle attività dei tribunali, risorse umane e finanziarie assegnate ai tribunali e disponibilità di tecnologie dell’informazione e della comunicazione e di metodi alternativi di risoluzione delle controversie;
  • Indipendenza dei sistemi giudiziari, basandosi sulla percezione dell’indipendenza della magistratura. 

Riguardo all’ultimo punto, l’edizione 2014 del quadro di valutazione fornisce anche una prima rassegna comparativa generale sulle modalità organizzative dei sistemi giudiziari nazionali a garanzia dell’indipendenza della magistratura nei casi in cui possa essere a rischio (analizza, ad esempio, le garanzie giuridiche contro il trasferimento e la revoca dei giudici).

 

I risultati emersi dalla valutazione europea mostrano che alcuni Stati membri continuano a incontrare problemi particolari riguardo all’efficienza dei rispettivi sistemi giudiziari. La lunga durata dei procedimenti di primo grado e i tassi di ricambio bassi o il numero elevato delle cause pendenti evidenziano la necessità di miglioramenti. 

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Sebbene di recente in alcuni Stati membri siano state adottate riforme ambiziose (ad esempio in Portogallo), i loro effetti non possono ancora essere presi in considerazione dal quadro di valutazione poiché la maggior parte dei dati riguarda il 2012 e gli anni successivi.

 

Il quadro considera anche la disponibilità nei tribunali di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, importante criterio di valutazione che ci fa venire in mente immediatamente i quintali di faldoni polverosi di cui sono tappezzati i nostri tribunali. 

Secondo la Commissione, la disponibilità di ICT è aumentata ma può ancora migliorare, in particolare per agevolare i contatti tra i tribunali e i cittadini. 

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In quasi tutti gli Stati membri esistono metodi alternativi di risoluzione delle controversie – in Italia da qualche anno si sta tentando di farlo ma tali metodi trovano notevoli ostacoli dovuti all’ostinata contrarietà da parte degli avvocati (ci riferiamo in particolare alla conciliazione civile obbligatoria) – mentre il monitoraggio e la valutazione delle attività dei tribunali sono previsti nella maggior parte degli Stati membri.

 

In quasi un terzo degli Stati membri il tasso di partecipazione dei giudici alle attività di formazione permanente sul diritto dell’Unione è superiore al 50%. La Commissione ricorda come la formazione dei giudici e dei professionisti del diritto e le tecnologie dell’informazione e della comunicazione siano fondamentali per il buon funzionamento dello spazio europeo di giustizia basato sulla fiducia reciproca.

 

Per quanto concerne la percezione dell’indipendenza della magistratura, in alcuni Stati è migliorata, ma in alcuni Stati membri invece è peggiorata.

 

Spetterà all’Italia, che sarà alla guida del prossimo semestre di presidenza europea, utilizzare i risultati di questa valutazione nel contesto di  programmi di aggiustamento economico. I fondi UE (Fondo di sviluppo regionale e Fondo sociale) possono essere usati infatti per sostenere le riforme dei sistemi giudiziari nazionali. Per esempio le riforme nazionali dei sistemi giudiziari fanno già parte dei programmi di aggiustamento economico di Grecia, Portogallo e Cipro. 

Dal proprio canto, la Commissione Europea collaborerà con esperti della magistratura e degli Stati membri, nonché con gli operatori del diritto e con le reti giudiziarie europee, per migliorare la qualità, la disponibilità e la comparabilità dei dati in previsione delle future edizioni del quadro di valutazione.

Bisogna considerare che il miglioramento della qualità, dell’indipendenza e dell’efficienza dei sistemi giudiziari rientra già nel processo di coordinamento delle politiche economiche dell’Unione nel quadro del semestre europeo. E ci si è basati proprio sul quadro di valutazione del 2013, che ha permesso di elaborare delle raccomandazioni specifiche per Paese nel settore della giustizia. Ovviamente le raccomandazioni sono state fatte solo per quei Paesi che non avevano un sistema della giustizia adeguato: solo 10 Paesi europei, e tra di essi non poteva certo mancare l’Italia, nota ovunque per le lungaggini burocratiche, con processi che durano anche più di 10 anni e non riescono a garantire al cittadino una giustizia rapida e veramente equa. In Italia il clima di fiducia nei confronti della giustizia è talmente basso che in molti preferiscono rinunciare a far valere le proprie ragioni di fronte a un giudice, che si tratti di privati cittadini o di imprese.

 

Se è vero che il sistema giudiziario ideale è (come afferma la CE, che non ne promuove alcuno in particolare) quello tempestivo, indipendente, con costi contenuti e facilità di accesso, sfidiamo chiunque a dare un giudizio positivo sull’efficacia del sistema italiano (d’altro canto basta guardare i grafici per capire a che punto siamo). Non ci resta quindi che confidare nella realizzazione delle parole della Commissaria Europea per la Giustizia, Viviane Reding: “giustizia tardiva equivale a giustizia negata. Il quadro di valutazione europeo della giustizia è uno strumento fondamentale della strategia economica dell’UE, in quanto consente di migliorare l’efficienza della giustizia, a beneficio dei cittadini e delle imprese. L’indipendenza e il corretto funzionamento dei sistemi giudiziari nazionali sono essenziali tanto per ottenere la fiducia dei cittadini e degli investitori quanto per assicurare la fiducia reciproca nello spazio europeo di giustizia. Questa seconda edizione del quadro di valutazione europeo della giustizia giunge in un momento in cui molti Stati membri stanno realizzando riforme giudiziarie per migliorare la competitività. Le evoluzioni e i dati confermano l’importanza di continuare a portare avanti con impegno e determinazione gli sforzi per migliorare l’efficienza dei sistemi giudiziari in tutta l’Unione”. 

pdf Scarica la Raccomandazione europea all’Italia