Ora legale e lavoro

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Ora legale e lavoro

Anche quest’anno è tornata l’ora legale, fattore di stress per molti lavoratori. Questo lunedì è il primo giorno di lavoro con l’ora di sonno in meno e con gli orari dei turni di lavoro e dei pasti modificati

Le lancette avanti di un’ora, spostate dalle due alle tre del 30 marzo, dovranno restare così fino all’ultima domenica di ottobre (quella tra il 25 e il 26). Questa “procedura” è stata adottata definitivamente dall’Italia nel 1966, dopo essere stata introdotta come misura di risparmio energetico durante le due guerre mondiali, anche se il primo a introdurre l’ora legale per risparmiare fu addirittura Benjamin Franklin nel 1784.

Secondo i Governi, quest’ora di luce solare in più permette di non usare l’elettricità per lo stesso periodo giornaliero durante tutto l’arco temporale dei mesi estivi (ma anche tardo-primaverili e “primo-autunnali”) con la conseguenza di un risparmio energetico che ha un valore presunto di circa 100 milioni di euro. A questo risparmio, si aggiunge quello ecologico, con l’emissione di centinaia di migliaia di tonnellate di anidride carbonica in meno.

Per quanto concerne la salute dei lavoratori, il professor Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno (una Onlus), ha rilasciato alcune dichiarazioni alle agenzie stampa nelle quali afferma che ormai i ritmi della nostra vita quotidiana e i timori instillati dalla crisi economico-finanziaria, hanno abituato i lavoratori a convivere con elevate dosi di stress, per cui slittamento di un’ora delle lancette dell’orologio non rappresenta un fattore di stress, che è invece provocato da uno “scossone quotidiano intollerabile”. Secondo il prof. Peverini, i disturbi del sonno non sono certo dovuti all’ora legale, bensì a patologie come l’Osas (Sindrome delle apnee ostruttive in sonno), che provocano i micidiali “colpi di sonno al volante”. L’Osas è una patologia che colpisce il 10% delle donne e il 20% degli uomini, con punte fino al 30% in caso di soggetti over 45 e con una correlazione importante con la bassa condizione socio-economica.

Non tutti gli studiosi sono però d’accordo con quanto affermato dal prof. Peverini. Alcuni psicologi affermano che esistono precisi sintomi di “stress da ora legale”, ovvero: irritabilità, ansia, malumore, difficoltà di concentrazione, mal di testa, tensione muscolare e, infine, proprio l’insonnia che, a chi ne soffre già, può aumentare.

terra-lunaChe il ritmo circadiano (le ore di sonno/veglia-luce/buio) sia “scombussolato” è certo, e gli scienziati non lo negano. Qualunque lavoratore si sente poi – e la ricerca empirica lo dimostra – di malumore e lamenta vari disturbi dovuti alla lentezza di adattamento della nuova situazione. In ogni caso, un’ora di “buio” in meno rappresenta un’ora di riposo e di azione della melatonina (che permette al fisico di rilassarsi ma viene sintetizzata dall’organismo proprio nelle ore in cui manca la luce) in meno. Durante il sonno e per mezzo del buio ci sono molte attività che l’organismo svolge e delle quali viene depauperato improvvisamente per “decreto” esterno. Si può pensare che si tratti di una fase passeggera, perché quell’ora di sonno si perde una volta sola ma non è così: tutte le notti si perde un’ora di luce e dunque di tutte le attività dell’organismo che si svolgono esclusivamente con il buio naturale. E, per dirla proprio tutta, l’ora legale la abbiamo per il 57,5% dell’anno, cioè per la sua maggior parte, dunque non si tratta di un momento passeggero, di un valore irrisorio.

Purtroppo, alcuni studiosi hanno presentato lavori in cui affermano che durante le prime settimane di ora legale, c’è un maggior numero di incidenti sul lavoro e un aumento degli incidenti autostradali (fattore di rischio ulteriore per chi lavora con gli automezzi). Non solo: gli scienziati australiani hanno stabilito un rapporto tra il tasso di suicidi e l’ora legale, mentre altri studi stabiliscono che c’è un rapporto anche con l’aumento del numero degli infarti.

Insomma, le scuole di pensiero sono diverse: c’è chi dice che l’ora legale sia un bene sia per il risparmio energetico e dunque economico nonché per l’ambiente e che non causa alcun problema al fisico umano; c’è chi dice che l’ora legale faccia decisamente male all’uomo; c’è chi dice che il malessere provocato all’uomo sia un piccolo prezzo da pagare in cambio del beneficio maggiore dovuto a un miglioramento del clima ambientale. Da parte nostra crediamo che qualsiasi discussione o problema sarebbe superato se prendesse il sopravvento la green economy, con l’uso di sorgenti di energia alternative e rinnovabili, sostenibili dall’ambiente e poco costose. In questo modo potremmo dire addio una volta per tutte all’ora legale e riprendere a fare una vita naturale. In tutti i sensi.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it