Osservatorio Accredia: presentato il 2 Rapporto sulla Qualita

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Osservatorio Accredia: presentato il 2° Rapporto sulla Qualità

La crisi non ha diminuito la qualità del sistema produttivo italiano, ma ha peggiorato la qualità della vita e del contesto socio-economico, dall’ambiente all’offerta di servizi pubblici. È questo il quadro che emerge dal 2° Rapporto Accredia-Censis “Qualità, crescita, innovazione” promosso da Accredia, l’ente unico di accreditamento designato dallo Stato italiano che controlla la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza degli organismi e/o dei laboratori che certificano Iso 9001.

Tra i fattori di tenuta del sistema d’impresa c’è anche la certificazione. Sono infatti più di  83.000 in Italia le aziende dotate di un sistema di gestione della qualità secondo gli standard Uni En Iso 9001. Si tratta per lo più di aziende che, pur nell’attuale fase di crisi, esprimono livelli di efficienza e capacità competitiva maggiori rispetto alla media nazionale.

Pur con una certa approssimazione, è emerso che le produzioni italiane continuano ad affermarsi su numerosi mercati esteri ( l’Italia è il secondo paese esportatore in Europa ed il settimo a livello mondiale) perchè vengono riconosciute come produzioni di qualità, realizzate nel segno dell’eccellenza. Qualità italianediviene, così, non un semplice slogan ma una chiave di lettura importante per comprendere il sistema produttivo oggi sottoposto a molteplici sollecitazioni e trasformazioni a causa della profonda crisi economica. L’impressione è che sembra esservi una correlazione stretta e diretta tra adozione di criteri di qualità e possibilità di crescita.

 

Da questo punto di vista, una serie di analisi condotte sugli indici di bilancio di campioni di differenti imprese mette in evidenza aspetti interessanti. Se i considerano i dati contabili di un campione composto da 1000 imprese dotate di certificazione Uni En Iso 9001, nel periodo 2005-2012 e di un secondo campione di 1000 aziende non dotate di questo tipo di certificazione, è possibile effettuare alcuni raffronti: tra le imprese certificate gli indici di redditività risultano migliori, c’è maggiore efficienza della gestione corrente e maggiore produttività del fattore lavoro. La percezione che la qualità sia uno strumento competitivo cruciale è evidente nelle risposte delle aziende; chi ha scelto di certificarsi lo ha fatto anzitutto per rafforzare il posizionamento commerciale, per una esplicita richiesta dei clienti. 

 

Nel suo intervento, il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha riferito dell’urgenza di rilanciare il sistema produttivo italiano e ha fatto il suo appello al nuovo governo: «Ora misure per la crescita o saremo costretti a strisciare sul fondo. Un taglio netto del cuneo fiscale, semplificazioni, riforma del titolo V, riforma fiscale. Così forse potremo dare uno slancio alla crescita del Paese. La ripresa, ha spiegato, non sarà rigorosa, quindi è urgente adottare provvedimenti».

Con il monito del leader di tutti gli industriali italiani, si sono chiusi i lavori della presentazione del 2° Rapporto firmato Accredia, in collaborazione con Censis, in un confronto che ha chiarito la necessità di riconquistare il mercato, attivare nuove strategie e crescere in qualità. Questa la sfida, nel segno di una discontinuità e del cambiamento di cui il Paese ha da tempo bisogno.

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Noemi Roccatani