Piccola, economica e stilosa: a Ginevra l’auto è femmina

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Piccola, economica e stilosa: a Ginevra l’auto è femmina

Al Salone dell’Auto presentate le nuove creazioni dedicate al gentil sesso: city car colorate e facili da parcheggiare. E sempre più donne lavorano nell’automotive

La metà delle donne è insoddisfatta della propria automobile e più dei due terzi non si sente “capita” dalle case automobilistiche.

A metterlo nero su bianco, un’indagine internazionale condotta di recente da Nissan che ha analizzato le ragioni dello scarso feeling tra il mondo femminile e le quattro ruote. Uno scontento impressionante al punto che il vicepresidente dell’azienda giapponese, Andy Palmer, commentando il dato si è spinto a enunciare la necessità di arrivare finalmente a “costruire vetture a misura del gentil sesso dando alle donne le auto che vogliono”. 

salone-autoMa cosa cerca una donna quando sale in macchina? Anche qui ci aiuta un sondaggio del 2013 condotto su un campione di italiane dall’istituto  Gfk Eurisko per il sito automobile.it. Dalla ricerca viene fuori un ritratto ben preciso: le donne scelgono la loro vettura in base a criteri razionali dando grande importanza al prezzo e puntando soprattutto su comodità, praticità e piccole dimensioni – il 49,8 percento predilige le piccole utilitarie, il 23,6 le citycar e il 15 le vetture di dimensioni medie) senza lasciarsi “abbindolare” da condizionamenti di tipo socio-culturale. Insomma, se gli uomini quando acquistano un’auto vogliono dimostrare “di essere qualcuno”, per le donne la scelta è soprattutto funzionale. 

 

Questo lo stato dell’arte dal punto di vista femminile all’apertura dell’84esimo Salone internazionale dell’Auto di Ginevra. Nel palaexpo svizzero ci sono quest’anno tutti i big dell’auto,  con più di 150 anteprime e 250 stand. Sono, invece, oltre 700mila i visitatori attesi nei dieci giorni in cui la kermesse resta aperta dal pubblico, dal 6 al 16 marzo. Glissando sul parterre di hostess (quest’anno costumate come non mai) e sulle vetture supertecnologiche – splendide allo sguardo, ma molte donne alla portiera automatizzata preferirebbero uno spazio decoroso dove poggiare la borsa – proviamo a capire cosa di female frendly offre il mercato mondiale dell’auto. Citiamo alcune vetture legate da pochi ma imprescindibili comuni denominatori: costo contenuto, design accattivante, facilità di parcheggio e, non ultimo, disponibilità in tante sfumature di colori. 

 

Impossibile non partire con la Fiat 500 e la Panda, anche perché lo scorso anno il marchio torinese è stato il prediletto del pubblico femminile. Più stilosa ma anche più costosa della cugina Panda, la 500 è trandy soprattutto nella versione firmata da Gucci. Anche la Renault Twingo, un po’ come la 500, è stata da sempre pensata soprattutto per le donne tanto che il marchio francese ha deciso di sfornarne una versione monosex: la Miss Sixty. Tra le piccole e economiche meritano anche la Volkswagen Up! –  tre metri e mezzo appena di lunghezza  e consumi molto ridotti – e la Skoda Citigo presentata al Salone anche a cinque porte. Infine, la Peugeot 107 Urban Movie, nuova versione della classica vettura studiata proprio per il gentil sesso. Strizza un occhio alle donne anche la Opel Adam Rocks, il crossover più compatto del mondo tanto che per presentarla al Salone è stato scelto un modello.

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Girando tra gli stand si nota subito: il gap che vede i maschi come target privilegiati della case automobilistiche un po’ alla volta si sta assottigliando. Una trasformazione che passa anche attraverso la crescente presenza femminile nel settore. Il primato rosa è nella mani dell’alleanza Renault-Nissan. La casa francese, in particolare, è ai primi posti in questo senso: le donne sono il 17,4 percento dell’organico totale e il 17 nei livelli manageriali. In Nissan, invece, occupano il 6,8 percento dei ruoli dirigenziali e l’obiettivo, ha annunciato con fierezza l’azienda, è raggiungere entro il 2017 la doppia cifra. Alla base un ragionamento semplice ed efficace: avere più donne in azienda significa saperne cogliere meglio gusti ed esigenze. Perché se è vero che almeno in Europa le vendite di vetture sono in calo, ovunque aumentano le donne che vanno in concessionaria per comprarsi la loro auto.

Egilde Verì

Nostra inviata a Ginevra