Sicurezza: dall-Europa una nuova legislazione

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Sicurezza: dall’Europa una nuova legislazione

La Commissione Europea ha proposto la sostituzione delle due Direttive UE che disciplinano la sicurezza dei dispositivi di protezione individuale e gli impianti a fune con regolamenti direttamente applicabili

Una normativa più semplice, rapida ed efficace. Questa è l’idea sottostante alla proposta della CE presentata il 27 marzo che permetterà così di eliminare i ben 56 atti normativi nazionali allo scopo di agevolare le imprese europee e mettere sempre al primo posto la sicurezza.

Una volta approvata questa proposta, le imprese di ogni singolo Paese membro potranno consultare solo un atto normativo, disponibile nella propria lingua. 

La proposta contribuirà a far sì che “prodotti commercializzati come dispositivi di salvaguardia dell’utente contro determinati rischi – ad esempio ‘Questo prodotto protegge contro il calore fino a 100ºC’ – rispondano effettivamente alle caratteristiche conclamate”.

I due regolamenti proposti coprono una gamma molto vasta di prodotti concepiti sia per normali consumatori sia per professionisti: dai caschi per biciclette alle cabine per funivie.

Esempi di dispositivi di protezione individuale (DPI) sono i caschi protettivi, i paraorecchie, le scarpe di sicurezza, i giubbotti salvagente così come i caschi per biciclette, gli occhiali da sole e i giubbotti catarifrangenti.

Gli impianti a fune sono principalmente gli ascensori, le funicolari e le funivie, le cabinovie – comprese seggiovie e sciovie – destinati al trasporto di persone. Sono utilizzati in località turistiche di alta montagna o nei trasporti urbani.

La proposta relativa ai dispositivi di protezione individuale introduce modifiche che aumentano la sicurezza di quelli a uso privato destinati a proteggere contro il calore, l’umidità e l’acqua, ed estende il campo di applicazione della normativa che disciplina i DPI fino ad affiancare quelli propriamente professionali a quelli di uso privato, comprendendovi quindi DPI fabbricati in serie per ogni tipo di clientela.

Con le norme così aggiornate sarà possibile garantire che prodotti che pretendono di salvaguardare l’utente da determinati rischi mantengano poi quanto promettono (ad esempio: il prodotto protegge “dal calore fino a 100ºC”, “dai raggi UV-A/UV-B”, “dal rumore”, “dai tagli dovuti a seghe a catena portatili”, “dai tagli ad alta pressione”, ecc.).

Per le imprese di fabbricazione sarà inoltre più facile misurare la rispondenza dei DPI alle procedure di valutazione della conformità.

funicolareLa proposta relativa agli impianti a fune invece migliorerà il funzionamento del mercato interno della UE dei componenti di sicurezza e dei sottosistemi degli impianti a fune. Essa tiene conto del progresso tecnologico in questo campo e riguarda in particolare la progettazione dei nuovi impianti destinati al trasporto e alle attività ricreative.

Gli impianti a fune destinati alle sole attività ricreative (come quelli che si trovano in parchi di divertimento e terreni fieristici) sono tuttavia esenti.

Le due proposte fanno parte di una iniziativa a vasto raggio tesa a “semplificare e ad allineare i requisiti giuridici applicabili a prodotti industriali commercializzati nella UE al fine di ridurre gli oneri burocratici delle imprese attraverso l’eliminazione di requisiti contraddittori o ridondanti per prodotti disciplinati da più atti legislativi”.

Le direttive attuali verrebbero sostituite con più semplici e diretti Regolamenti, tutti immediatamente applicabili nei Paesi UE – mentre per recepire le direttive ci sono tempi piuttosto lunghi, poiché ogni Paese deve promulgare una Legge che le incorpori.

A proposito dell’iniziativa della Commissione Europea, il Vicepresidente Antonio Tajani, responsabile per l’industria e l’imprenditoria, ha dichiarato: “norme più coerenti riguardanti i dispositivi di protezione individuale e gli impianti a fune consentiranno di ridurre i costi di messa in conformità a carico delle imprese, soprattutto per le imprese piccole e medie. Le imprese che operano nella UE saranno in grado di fare riferimento a un unico testo giuridico. Questo è un elemento concreto della nostra attività che mira a eliminare gli oneri inutili dovuti alla legislazione”.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it