V Congresso CGIL

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CGIL Roma e Lazio: contrattazione, democrazia, diritti, futuro, inclusione, legalità, partecipazione i temi al centro del V Congresso

Dopo tre giorni di lavori si è chiuso, lo scorso 19 marzo in via dei Frentani, il V Congresso della Cgil di Roma e Lazio. Le problematiche aperte dalla crisi, ma non solo: contrattazione, democrazia, diritti, futuro, inclusione, legalità, partecipazione le materie affrontate dall’assise. 

claudio-di-berardinoClaudio Di Berardino, segretario generale, nella relazione introduttiva del congresso del sindacato laziale riferisce: «prima di questa assemblea abbiamo svolto 3605 consessi, 106 assemblee al giorno, raggiungendo il 42,76% degli aventi diritto. Un grande risultato in tempo di crisi, nel quale i lavoratori e i pensionati si sono dimostrati più attenti all’unità che alla divisione nel nostro sindacato. Questo sindacato, questa Cgil, si dimostra ancora indispensabile a respingere il nuovo attacco ai diritti in corso e ad adoperarsi indefessamente per la difesa dei lavoratori. Non dobbiamo avere timore di dire di aver svolto una grande prova di democrazia, un lavoro collettivo dove conta il noi e non l’io”.

Per Susanna Camusso, segretario generale della confederazione – che ha parlato in chiusura della prima giornata di lavori – occorre fare uno sforzo di ragionamento collettivo maggiore: «ci sono file di persone sole che si rivolgono ai nostri servizi per avere risposte ai loro problemi e la Cgil deve ricostruire una risposta collettiva a questi problemi».  

congresso-cgil“Interventi senza prospettiva”: il leader Cgil, ribadisce così le critiche alle iniziative annunciate dall’esecutivo Renzi per far ripartire l’economia: «le proposte non sono all’altezza. A cominciare dal decreto sul lavoro, dove la soluzione sui contratti a termine non va bene – spiega Camusso – perché il governo vuol dare alle imprese uno strumento che può essere interrotto e prorogato otto volte in tre anni? Che differenza c’è col lavoro a chiamata e in somministrazione? Ma perché un contratto a termine si può scindere, in tre anni, otto volte? Che investimento in qualità e lavoro c’è? La prospettiva è quella del lavoro purchessia? Così, il governo va nella direzione opposta rispetto a quella che ha raccontato. Quello che scompare dall’orizzonte è l’idea che il lavoro sia una certezza». 

Conclude le assise della Cgil di Roma e Lazio il segretario confederale, Vincenzo Scudiere,  anch’egli critico verso il decreto lavoro: «la domanda si stimola se metti i soldi nei settori giusti, non con le regole». 

Al congresso si sono succeduti gli interventi dei vertici delle istituzioni locali: del sindaco di Roma, Ignazio Marino e del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti; dei segretari generali di Cisl e Uil di Roma e del Lazio, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri, e dei rappresentanti dei sindacati.  

Noemi Roccatani