Biologica e creativa: cresce l-agricoltura rosa

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Biologica e creativa: cresce l’agricoltura rosa

Un’azienda agricola su tre è guidata una donna e sono sempre più numerosi i servizi innovativi: fattorie didattiche, pet therapy e “agritate”

Non è un mestiere per donne. Un tempo la conduzione di un’impresa agricola era considerata un’attività tipicamente maschile. A smentire questa convinzione oggi ci pensano i numeri.  In Italia sono 227.894 le aziende agricole guidate da una donna, il 29.3 per cento: quasi una su tre.

 

Un dato che, di anno in anno, è  cresciuto andando a sorpassare anche la media generale delle imprese rosa nel nostro paese, complessivamente il 23,6 per cento del  totale. Non basta: sono in aumento anche le lavoratrici nel settore – oltre 400mila – tanto che, dopo il commercio, l’agricoltura è  il comparto in cui la presenza femminile è maggiore. Sono sempre più numerose, inoltre, le donne che decidono di intraprendere un percorso di studi che le porti in questa direzione scegliendo di frequentare un istituto superiore ad indirizzo agricolo o di iscriversi alla facoltà di Agraria. Insomma, sono lontani i tempi in cui stare in campagna era considerata una scelta di ripiego e quello del contadino un mestiere solo da tramandare di padre in figlio. Oggi tante donne scelgono di lavorare nei campi spinte dalla ricerca di una migliore qualità della vita, di un contatto diretto con la natura, ma anche perché questo mestiere – nonostante il numero di aziende agricole negli ultimi anni si sia ridotto – sta dimostrando di subire un po’ meno l’impatto della crisi. 

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Diversi i comparti agricoli “frequentati” dal gentil sesso: si va dal settore zootecnico e cerealicolo a quello vitivinicolo, fino all’ospitalità in agriturismo con la produzione e vendita diretta di prodotti da forno, confetture, formaggi. Particolare l’attenzione femminile anche al mondo del biologico. 

 

Qual è la più importante sfida per le nuove imprenditrici agricole? Conciliare business e rispetto dell’ambiente. Non a caso la presenza  delle donne ha dato un enorme impulso all’innovazione del settore con la nascita di nuove specializzazioni e servizi: fattorie didattiche, agriasilo, pet therapy, agribenessere. E questo anche se le aziende gestite da donne sono per lo più di piccole dimensioni. 

“Nella società emerge una domanda crescente di welfare, di servizi sociali e l’impresa a guida femminile realizza una straordinaria integrazione creativa tra sfera occupazionale e domestica” spiega Marcello Gatto, presidente di Coldiretti Cuneo nel corso del convegno “L’agricoltura delle donne. Idee di crescita”.

Lo dimostra bene una figura neonata nel panorama dell’assistenza ai più piccoli e alle loro mamme: l’ “agritata”. Si tratta di una persona adeguatamente formata che offre un servizio di educazione e cura ai bambini dai 3 mesi ai 3 anni. Con una particolarità: i piccoli vengono accolti in cascine collocate in contesti rurali in modo  da dar loro la possibilità di stare a contatto con la natura e il mondo della campagna. 

“Sono molte le virtù del fare impresa al femminile: la capacità di delegare, di lavorare in squadra e gestire il multitasking” commenta Delia Revelli, responsabile di Donne Impresa Coldiretti Cuneo. “Si sta facendo strada un vero e proprio stile al femminile che valorizza le opportunità offerte della tecnologia e guarda avanti, ideando nuovi servizi per i consumatori”.

Egilde Verì