Federalberghi: manifestazione contro l’aumento della tassa di soggiorno

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Federalberghi: manifestazione contro l’aumento della tassa di soggiorno

Quello di martedì 8 aprile è stato un «evento storico». Così Federalberghi Roma ha annunciato, in una nota, la mobilitazione convocata in Piazza S.S. Apostoli che ha visto coinvolta l’intera filiera del turismo, dalla Fipe a Faita, Albaa, Sib e Confesercenti-Asshotel

Uniti  in segno di protesta contro l’ipotesi avanzata dal Campidoglio di innalzare i contributi per i soggiorni turistici nella Capitale.

 Il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, avverte: «la tassa ci manderebbe in fuorigioco; alzarla fino a 5, addirittura 10 euro al giorno sarebbe pericoloso per la Capitale». I soldi necessari per il bilancio capitolino, consiglia Roscioli, «andrebbero presi da iniziative alternative come l’aumento del prezzo dei musei Capitolini o una diversa gestione dell’ingresso al Colosseo» 

Inoltre, il Presidente avanza al sindaco Ignazio Marino e all’assessore al Commercio Marta Leonori il proposito di «riportare nella legalità i fenomeni abusivi, recuperando altre risorse». 

Gli albergatori romani sono convinti che un aumento della tassa di soggiorno danneggerebbe un settore già indebolito dalla crisi e provocherebbe una perdita di competitività a livello internazionale, senza considerare il pericolo di eventuali contenziosi con i tour operator. 

 

“Roma Capitale non farti del male”, “I turisti non sono agrumi, basta spremerli”, “No all’aumento della tassa sul turismo”: sono solo alcuni dei striscioni esposti durante il sit-in, nella piazza davanti alla sede della Prefettura, a due passi da piazza Venezia. I manifestanti hanno anche distribuito ai turisti stranieri che si aggiravano nella zona, volantini in lingua inglese che recitavano “Dear tourist, we are also protesting on your behalf” “Caro turista, stiamo manifestando anche per te”.

 

Contro l’aumento della tassa di soggiorno, tra le manovre per il bilancio 2014, le associazioni di categoria tengono il polso fermo.

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Roscioli si fa portavoce del malcontento di piazza e annuncia «Se non saranno ascoltate le nostre richieste non escludiamo una protesta forte, forse anche una serrata degli alberghi romani». 

Noemi Roccatani