Finanza, ambiente, politica, agricoltura: qualcosa si muove in campo etico

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Finanza, ambiente, politica, agricoltura: qualcosa si muove in campo etico

Sarà per via della Giornata della Terra (Earth Day), celebrata il 22 aprile, sarà per via dell’avvicinarsi del semestre di presidenza europea, ma in Italia in questi giorni si sommano dichiarazioni e firme di documenti che intrecciano questi argomenti, finora considerati distanti fra loro

Il Ministro Galletti che parla di Green Economy come di un dovere morale da realizzare immediatamente; l’INEA che sigla un accordo con il WWF per l’agricoltura sociale e civica; il Presidente dell’ABI che incontra il Presidente della CIA per accordarsi sul sostegno alle imprese agricole. Questi alcuni degli ultimi fatti della settimana dedicata alla tutela del nostro Pianeta.

 

Il 22 aprile è stato l’Earth Day, come da oltre quarant’anni a questa parte. Si tratta di una giornata di celebrazione del nostro Pianeta nata dall’idea di un movimento studentesco e portata avanti dall’ONU, con il coinvolgimento di 175 Paesi di tutto il mondo. In tale occasione, il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha dichiarato ai giornalisti che bisogna agire subito per salvaguardare il pianeta, poiché la prima sfida da affrontare è quella della green economy (economia verde, che rispetta l’ambiente): un dovere morale che tra l’altro è necessario a rilanciare l’economia italiana ed europea. Basta consumare risorse naturali che non sono infinite” afferma in una nota il Ministro: “ogni governo ha il dovere morale di affrontare il tema della salvaguardia del

Pianeta come un’emergenza immediata, non come un problema da scaricare irresponsabilmente sulle future generazioni. Lavoriamo per rilanciare la crescita italiana ed europea attraverso un’economia completamente ambientale e sostenibile, costruita su un modello circolare di riutilizzo immediato di ciò che si usa, sulla riduzione delle emissioni nocive per una migliore qualità della vita e per frenare i cambiamenti climatici di cui paghiamo già le conseguenze, sulla limitazione drastica degli sprechi di cibo e acqua, sulle fonti rinnovabili come alternativa alla dipendenza energetica da altri Paesi, sulla messa in sicurezza del territorio, la difesa dei mari, della natura, delle specie protette. Queste non sono priorità da rinviare a domani, ma da affrontare subito: nel semestre UE a guida italiana abbiamo l’ambizione di lanciare una risposta d’insieme, orgogliosamente europea, a queste grandi Sfide”.

alberoParole rincuoranti che creano aspettativa: vedremo infatti quale sarà la proposta italiana alla quale si riferisce nella sua nota il Ministro Galletti. Nel frattempo l’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) compie un passo importante stipulando un accordo con WWF Oasi che mette al centro l’agricoltura sociale e civica, la tutela del territorio, la salvaguardia della biodiversità e la valorizzazione delle produzioni.

Il protocollo d’intesa, siglato il 17 aprile, da Giovanni Cannata, Commissario Straordinario INEA, e Antonio Canu, Presidente di WWF Oasi, darà il via a un’operazione congiunta di ricerca, divulgazione, informazione e formazione per la promozione dei temi della sostenibilità ambientale e sociale dell’agricoltura, a livello locale, nazionale e internazionale.

Il protocollo consentirà il confronto e lo scambio di esperienze mediante tramite la creazione di gruppi di lavoro, tavoli di approfondimento e osservatori su tematiche specifiche,  anche con scambi di competenze quali condivisione del personale e tutoraggi.

“Questa convenzione” ha dichiarato Giovanni Cannata “nasce dalla convinzione che per sviluppare un tema così complesso e rilevante come quello del legame fra agricoltura e ambiente, sia necessario ampliare la prospettiva di analisi unendo forze ed esperienze diverse, come quelle dell’INEA e del WWF Oasi. Con questa convenzione l’INEA conferma la sua particolare attenzione e sensibilità al tema della nuove forme di agricoltura ed in particolare alla sua sostenibilità ambientale e sociale, nella consapevolezza dell’importanza del contributo dell’agricoltura al raggiungimento di questo obiettivo globale”. Antonio Canu ha sottolineato che “le oasi del WWF ospitano da sempre iniziative, esperienze, eventi, che possono servire a migliorare e approfondire temi importanti come l’agricoltura e tutte quelle attività sostenibili legate al territorio”.

fioriUn altro passo importante per l’agricoltura è stato quello messo in campo dal Presidente della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), Dino Scanavino: ha incontrato il Presidente dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana), Antonio Patuelli, per parlare dei problemi delle aziende agricole riguardanti il credito.

Possiamo infatti parlare di sostenibilità ambientale, di agricoltura biologica, di economia green come rilancio dell’intero sistema economico nazionale quanto vogliamo ma se alle imprese – per via di questi anni di crisi – mancano le risorse economiche, resta tutto una bellissima idea che non può essere realizzata. È evidente infatti che l’agricoltura è il fattore strategico dal quale ripartire, la base di partenza – anche storica – di tutto il nostro sistema economico.

Pertanto è significativo il fatto che durante l’incontro tra due dei maggiori esponenti italiani del mondo agricolo e di quello finanziario si sia registrata piena sintonia sulla visione di un’agricoltura quale fattore strategico della ripresa economica e sociale del paese e di un mondo bancario che vuole continuare a svolgere un ruolo importante in questo ambito.

Ma qual è il risultato dell’incontro? Le parti hanno concordato sull’esigenza di operare una forte semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese agricole, anche rispetto alle procedure necessarie per l’accesso al credito. Dalla prossima settimana si inizierà a lavorare per trovare forme di semplificazione nel rapporto tra banche e imprese agricole, sia in termini di erogazione del credito sia mediante un supporto qualificato di assistenza e consulenza nell’individuazione di forme di finanziamento idonee alle esigenze delle aziende. Verrà sottoscritto al più presto un protocollo d’intesa sugli interventi diretti a sostegno delle imprese agricole.

Ambiente, agricoltura e finanza dunque si intrecciano anche per quanto riguarda le politiche sul lavoro, se è vero quanto affermato dal Ministro dell’Ambiente, cioè che con la riduzione del 40% di CO2 entro il 2030, l’incremento delle rinnovabili che dovrebbero arrivare al 27% della produzione totale di energia per un investimento di circa 13,5 miliardi e la lotta alla disoccupazione, “l’Italia avrà possibilità di crescita solo se tutti i settori dell’economia saranno soggetti ad una valutazione sull’impronta ambientale”. 

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it