Nuove misure per l’efficienza energetica

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Nuove misure per l’efficienza energetica

800 milioni di euro messi in campo dal Governo per il prossimo periodo 2014-2020. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri su proposta della Presidenza, del Ministero dello Sviluppo economico e del Ministero dell’Ambiente

Lo schema di decreto legislativo approvato il 4 aprile 2014 è quello di recepimento della direttiva europea 2012/27 che introduce nuove misure per la promozione dell’efficienza energetica nei processi produttivi delle aziende, nella PA, nell’edilizia pubblica e privata, nei sistemi di produzione, trasmissione e distribuzione di energia e nel settore domestico, per conseguire l’obiettivo di riduzione del 20% dei consumi di energia entro il 2020.

Il target di riduzione dei consumi di energia al 2020, già fissato dalla Strategia energetica nazionale, viene quindi aggiornato con le seguenti nuove misure: 

  • interventi annuali di riqualificazione energetica sugli immobili della pubblica amministrazione;
  • la previsione dell’obbligo per le grandi imprese e le imprese energivore di eseguire diagnosi di efficienza energetica; 
  • l’istituzione di un Fondo nazionale per l’efficienza energetica per la concessione di garanzie o l’erogazione di finanziamenti, al fine di favorire interventi di riqualificazione energetica della PA, l’efficienza energetica negli edifici residenziali e popolari e la riduzione dei consumi di energia nell’industria e nei servizi.

pale-eolicheLa proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, del Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, e del Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti, è stata approvata ed è stato predisposto uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica (che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE).

La ministra Guidi ha così commentato l’iniziativa: “consumare meno e meglio: un’economia più efficiente sotto il profilo energetico è la chiave di volta per rilanciare la crescita economica e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro connessi alla diffusione di soluzioni tecnologiche innovative. Il Governo mette a disposizione quasi 800 milioni di euro dal 2014 al 2020 per promuovere l’efficienza energetica. Sono inoltre previste iniziative che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici tra le famiglie”.

Il ministro Galletti ha aggiunto: “la sfida dell’efficienza energetica può rappresentare un volano per la ripartenza del Paese, perché innescherà lavoro e quindi sviluppo sia nel pubblico che nel privato nell’ambito della Green Economy. Otterremo così, in prospettiva, un rilevante risparmio sia ambientale, in termini di minori emissioni di gas serra e polveri sottili, che economico grazie al minore consumo di energia. Se pensiamo che il consumo degli edifici pubblici è pari al 18% di quello generale dello Stato, si comprende come acquisisca assoluto rilievo già il solo obiettivo di ‘ambientalizzazione’ del nostro patrimonio pubblico immobiliare”.

costruzioniSul decreto verranno acquisiti i pareri delle commissioni parlamentari competenti, ma i ministri ribadiscono che la somma di 800 milioni destinati a questo fine sarà anche un volano per lo sviluppo, in quanto le iniziative per l’efficienza energetica possono rilanciare la crescita di cui il Parlamento non potrà non tenere conto. E infatti già il Presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci, ha commentato positivamente la decisione del Governo. Queste le sue parole: “Il futuro dell’energia è nel risparmio energetico, nell’efficienza, nelle fonti rinnovabili. Positivo il passo del Governo che mette per i prossimi sette anni circa 800 milioni per promuovere l’efficienza energetica. Risorse ancora più ingenti sono previste nei fondi strutturali europei 2014/2020. È importante che tutte le azioni previste, dalla riqualificazione delle scuole all’estensione e stabilizzazione dell’ecobonus siano coordinate tra loro per raggiungere il massimo dell’efficacia sia sul fronte della riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, sia sul fronte del rilancio dell’economia e dell’occupazione”.

Ermete Realacci ha poi sottolineato quanto siano alti i costi relativi al consumo di energia per i soli edifici pubblici, che aumentano di ben 5 miliardi di euro l’anno e ha fatto notare come la misura più efficace messa in campo nel 2013 per l’occupazione sia stata proprio quella relativa agli incentivi per le ristrutturazioni in edilizia: tra eco-bonus e incentivi per le ristrutturazioni si sono prodotti 19 miliardi di investimenti, garantendo oltre 280.000 posti di lavoro, tra diretti e indotto.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it