Credito e imprese: negato a 6 imprese femminili su 10

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Credito e imprese: negato a 6 imprese femminili su 10

Per il 79,5% delle imprese rosa proseguono le difficoltà nel rispettare gli impegni a livello finanziario (erano 74,8% nell’ultimo trimestre del 2013) e  il 60% dichiara di  avere ricavi in flessione rispetto al trimestre precedente… 

 

 

 

 

 

 

I dati emergono dell’indagine congiunturale dell’Osservatorio Credito Confcommercio sulle imprese femminili del terziario realizzata in occasione del Primo Forum nazionale Terziario Donna Confcommercio, tenutosi a Palermo lo scorso 9 maggio. 

patrizia-di-dio“Puntare sulle donne è conveniente, per l’economia e per l’Italia stessa, perché più lavoro delle donne vuol dire più crescita”. Una frase – quella pronunciata dal presidente di Terziario Donna, Patrizia Di Dio, aprendo la sua relazione al primo Forum nazionale dell’organizzazione che riunisce le donne imprenditrici di Confcommercio – che non è solo frutto di una sorta di orgoglio di “genere”. Già, perché è la stessa Ocse ad aver segnalato che se nel 2030 la partecipazione femminile al lavoro raggiungesse i livelli maschili, la forza lavoro italiana crescerebbe del 7% e il Pil pro capite di un punto percentuale l’anno. Nello stesso tempo – fonte  Unioncamere – c’è da riflettere sul fatto che le PMI a guida femminile  resistono alla crisi più di quelle maschili, per non parlare delle risultanze dell’osservatorio Censis  sull’imprenditoria femminile del terziario. Le donne, insomma costituiscono – ha continuato la Di Dio – il prezioso capitale sommerso “che va valorizzato per restituire all’Italia una nuova chance. Il mercato è meritocratico, premia le capacità imprenditoriali, il know how, senza guardare al sesso, alle etnie, alla religione”.

 

ignazio-messina“La promozione ed il sostegno all’occupazione femminile non sono considerate delle priorità importanti”. È questa la lettura che il segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina,  consegna dell’indagine dell’Osservatorio Credito Confcommercio: “una situazione per nulla confortante. Ecco perché vogliamo l’introduzione di un tasso soglia di usura europeo affinché siano concessi finanziamenti in maniera paritaria a tutte le imprese europee, italiane incluse che devono fare i conti con situazioni di questo genere. A far inciampare le donne in questa condizione c’è anche quello che rappresenta ancora oggi un vero e proprio problema ovvero la mancanza di welfare che non permette alle donne di giocare la loro partita in condizioni di parità” e conclude “sempre più economisti dicono che una maggiore occupazione delle donne avrebbe ripercussioni positive sul Pil ma per raggiungere questo risultato bisogna creare un nuovo welfare. Un mercato come quello di oggi, tra frenate dei consumi e pressioni fiscali, non consente alle donne di lanciarsi sul mercato. Rimuovere gli ostacoli di genere che ancora oggi caratterizzano il mercato del lavoro in molti Paesi, tra cui il nostro, è una strada percorribile ed il punto di inizio per rilanciare la nostra economia”.

Il segmento delle imprese femminili conferma dunque, le maggiori difficoltà nel rapporto con gli istituti bancari. Solo 4 su 10 ottengono un prestito e difficilmente l’importo erogato corrisponde a quello richiesto. Non solo: 1 impresa “donna” su 3 ha dovuto tagliare il personale. Una situazione di difficoltà generalizzata che colpisce il già vessato mondo dell’impresa femminile più di altri.

Noemi Roccatani