Da Aosta a Roma: in pellegrinaggio lungo la via Francigena del Nord

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Da Aosta a Roma: in pellegrinaggio lungo la via Francigena del Nord

Partono oggi, 5 maggio, dalla Valle d’Aosta i componenti del gruppo che realizzerà il progetto “La bisaccia del pellegrino – Francigena 2014”. I moderni pellegrini percorreranno le tappe della Francigena del Nord, che arriva fino a Roma portando con sé la bisaccia dei prodotti tipici locali riscoperti dai tempi del Medio Evo…

 

 

 

Un percorso che si snoda lungo sette regioni: 1.000 km a piedi in 42 giorni per toccare le tappe religiose di questo percorso che nulla ha da invidiare a quello di Santiago di Compostela. Il percorso del turismo religioso offre opportunità di sviluppo economico per le aziende che si snodano lungo la Via.

pubblico-presentazione-bisacciaIl rilancio dell’economia passa per piccole azioni quotidiane, come quella dell’acquistare il cibo, in questo caso cibo tradizionale locale. Le piccole aziende che offrono ai pellegrini prodotti di questo tipo non sono ancora molte ma il progetto intende valorizzarle perché questo percorso è anche una riscoperta degli antichi sapori. La scelta dei prodotti da inserire nella bisaccia del pellegrino, che i “saggiatori viandanti” porteranno con loro, è mirata: ogni settimana la bisaccia verrà rinnovata con i prodotti specifici di quelle terre, prodotti selezionati in base a una ricerca effettuata negli archivi storici per riportare alla luce vecchie procedure di realizzazione del prodotto alimentare, genuino e dal sapore “sorprendente”. Così lo definisce chi ha effettuato la selezione (Carlo Hausman, esperto di produzioni alimentari tipiche e di agriturismo) che ha combinato le caratteristiche gustative con quelle nutrizionali e “logistiche” del cibo adatto a un pellegrinaggio (leggerezza, trasportabilità, capacità di apporto energetico, conservabilità, giusto tenore di sale).

 

presentazione-bisacciaIl viaggio del pellegrino lungo tanta parte dello Stivale è dunque anche un viaggio nel senso del gusto e per questo ogni settimana la bisaccia verrà sostituita con i prodotti tipici del luogo che si sta per attraversare, prodotti riscoperti grazie a una ricerca storica realizzata studiando gli antichi documenti in cui essi venivano descritti. Piccole aziende si sono adoprate per riprodurli con la stessa tecnica, aziende che si snodano lungo la Via Francigena e che possono avere un ritorno economico non indifferente, dal momento che i pellegrini che percorrono ogni anno questa Via sono diverse decine di migliaia. I punti di ristoro che offrono tali prelibatezze tradizionali sono ancora pochi; dunque – sia per quanto riguarda la Via Francigena del Nord (dal Gran San Bernardo a Roma, passando per la Lombardia, la Liguria, il Piemonte, l’Emilia Romagna e la Toscana) sia per quanto riguarda la Via Francigena del Sud, ancora tutta da riscoprire e che da Roma arriva a Brindisi – le occasioni di avviare un’attività produttiva alimentare con queste caratteristiche sono ghiotte. Basta far parlare i numeri: il turismo religioso in Italia porta centinaia di migliaia di pellegrini che ogni anno spendono 5 miliardi di euro. Una cifra destinata a salire poiché le proiezioni indicano che Papa Francesco ha un appeal enorme ed attira a Roma molti più pellegrini rispetto agli anni passati. Pellegrini che spesso percorrono proprio le vie francigene.

Le guide della Via Francigena e i siti delle associazioni che se ne occupano possono inserire nel “paniere del pellegrino” i prodotti realizzati dalle aziende e indicare dove si possono acquistare lungo il percorso, così come vengono indicati i vari punti di ristoro già presenti. 

pubblico-presentazione-bisacciaSi tratta di una business etico molto particolare, che comprende anche prodotti enologici, poiché nella bisaccia rientrano anche vini del luogo che si attraversa. I prodotti – come ha spiegato il Direttore generale della Fondazione Campagna Amica, Antonio De Amicis – devono essere anche espressione della biodiversità delle nostre campagne, e di prodotti di questo tipo ce ne sono rimasti pochi, “noi dobbiamo far riscoprire i prodotti di una volta, anche per valorizzare il binomio cibo/territorio”. E il cibo con queste caratteristiche rappresenta un valore aggiunto importante per le aziende dei territori che attraversa la Francigena, perché passa attraverso località che non sono toccate dal turismo di massa. Un’occasione imprenditoriale da non perdere dunque per chi abita quei territori.