In arrivo i Turin bond: il credito a Km 0

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In arrivo i Turin bond: il credito a Km 0

L’accordo tra Unione industriale, API, Unionfidi Piemonte e Banca Sella prevede un plafond di 10 milioni di euro per finanziare lo sviluppo delle imprese locali anche grazie alle obbligazioni sottoscritte dai risparmiatori…

 

 

 

 

In principio fu l’Unione industriale di Varese che nel 2010, assieme alla Banca di credito cooperativo di Busto Garolfo, lanciò un’iniziativa a dir poco coraggiosa: emettere e collocare 3 milioni di euro di “minibond” per sostenere le aziende della provincia. Da allora, dai Cremona ai Brianza bond, gli esperimenti di finanza locale si sono moltiplicati con successo. Del resto, in tempi di banche poco propense ad allargare i cordoni della borsa, questo strumento consente alle aziende di avere a disposizione liquidità. 

Ed è proprio per andare incontro alla fame di credito delle imprese del territorio che l’Unione industriale e l’API di Torino qualche giorno fa hanno sottoscritto un’intesa con Unionfidi Piemonte e Banca Sella. Grazie all’accordo, Banca Sella metterà a disposizione delle imprese di Torino e provincia un plafond di 5 milioni di euro ed emetterà obbligazioni chiamate evocativamente  “Turin Bond” per altri 5 milioni. I risparmiatori, con un importo minimo di mille euro, potranno sottoscrivere il prestito obbligazionario, a tasso fisso, fino al 31 luglio 2014.  Da parte loro, le imprese associate all’Unione industriale, all’API Torino e a Unionfidi Piemonte avranno la possibilità di chiedere finanziamenti a medio e lungo termine, a tasso fisso o variabile, fino ad un plafond complessivo di 10 milioni di euro. Il finanziamento sarà a condizioni agevolate e con la garanzia di Unionfidi Piemonte. L’importo massimo erogabile per ciascuna impresa sarà di 1 milione di euro o comunque pari all’80 per cento del progetto da finanziare. I prestiti ottenuti dovranno, però, rispondere a precise finalità: migliorare la competitività dell’impresa e favorire nuova occupazione, con particolare attenzione agli investimenti dedicati all’internazionalizzazione e allo sviluppo delle nuove tecnologie digitali. 

 

Oltre a creare liquidità immediata a diposizione delle imprese, i Turin bond sono in grado di attivare un circolo virtuoso tra risparmiatori, banche e imprese finalizzato alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro in loco. Lo spiega bene il presidente dell’Unione industriale di Torino Licia Mattioli: “i risparmiatori che li sottoscriveranno faranno un investimento sul futuro dei loro figli in una prospettiva di sviluppo e lavoro”.  Insomma una sorta di finanziamento a chilometro zero con benefici per tutti gli attori coinvolti, nell’immediato e a lungo termine. Secondo Mattioli, inoltre  “i Turin bond sono un prodotto adeguato alle esigenze delle imprese che devono investire: rapido come tempistiche e con un livello di costi equilibrato, non particolarmente oneroso. Insomma, un prodotto confezionato su misura  per dare un sostegno concreto alle aziende che hanno nel mirino la ripresa”. 

In realtà, però, un precedente del genere in Piemonte c’è già stato: lo scorso mese di luglio la società piemontese Caar  – 80 dipendenti e sede ad Orbassano – che opera nel settore della progettazione automobilistica, aerospaziale e ferroviaria, ha collocato sul mercato obbligazionario un prestito di 3 milioni di euro, della durata di 5 anni, a tasso fisso del 6,5 per cento. È stata la prima emissione in Italia di mini bond da parte di una PMI. Come è andata? La società ha fatto il pieno e il collocamento è stato chiuso in tempi rapidissimi. Col risultato che, in meno di un anno, l’azienda ha trovato i mezzi per crescere e assumere personale.

 

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Egilde Verì