PMI, l’efficienza a portata di mano

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PMI, l’efficienza a portata di mano

Nello sforzo collettivo verso gli obiettivi globali di abbattimento delle emissioni di CO2, il ben noto 20-20-20 di Kyoto, sono coinvolte anche le PMI. L’impegno maggiore è nell’efficientamento dei processi di lavoro e delle infrastrutture (edifici/impianti)

 

 

 

 

 

Sono difatti i consumi degli immobili la prima causa di dispersione di risorse energetiche. Basti pensare al quotidiano svolgimento di una attività lavorativa ed al “troppo” uso o mal uso di ciò che abbiamo intorno a noi: troppo caldo, troppo freddo, troppe perdite, troppe luci accese, troppi macchinari obsoleti che consumano molta energia, materie prime e via discorrendo.

Ma per quanto necessarie, sentite e di sicuro ritorno economico in termini di risparmio – in bolletta tanto per intenderci – gli interventi utili all’ambiente e richiesti dalle vigenti normative italiane (v. D.Lgs. 115/2008, che recepisce direttiva 2006/32/CE, e Direttiva Europea 2012/27/UE, che andrà recepita dal Governo italiano entro il 5 giugno 2014) hanno un costo iniziale che non tutte le PMI possono affrontare con serenità.

Per meglio agire in tal senso si può ricorrere a forme di sostegno pre o post investimento. Le stesse normative prevedono una detrazione sugli interventi di efficienza energetica nella misura del 65% per spese sostenute dal 06 giugno 2013 al 31 dicembre 2015, e del 50% per spese sostenute dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016. Importante in tal senso seguire la procedura di accesso alla detrazione nella modalità e nei termini previsti, soprattutto ponendo attenzione alle modalità di “saldo lavori”.

 

Grandi protagoniste di questo make-up efficiente sono le ESCo (Energy Service Company) che, grazie agli Energy performance contract, effettuano a loro spese interventi di efficientamento che si retribuiscono con i risparmi realizzati in bolletta. Stessa procedura avviene con il project financing tramite investitori terzi che non siano necessariamente le ESCo.

 

I bandi europei e regionali rappresentano una terza via da non sottovalutare. Sono diverse le regioni che stanno mettendo a punto progetti di finanziamento o di credito agevolato per interventi a sostegno delle PMI in ambito di efficienza (tra le prime ad essersi attivate spiccano la Lombardia e il Veneto regione.veneto.it/web/programmi-comunitari/fesr-2014-2020, ma anche nel Centro Sud si stanno avviando iniziative di rilievo ogni giorno, pertanto è utile iscriversi alle newsletter degli sportelli di interesse) utile in tal senso rapportarsi alle Confindustrie regionali, alle Camere di Commercio e agli sportelli dedicati all’energia nelle Regioni.

 

Rispetto ai bandi e ai programmi europei, alcuni sono gestiti direttamente dai Comuni o dagli sportelli elencati in precedenza, come il FESR 2014-2020 ec.europa.eu/regional_policy/information/legislation/index_it.cfm, ovvero il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, specifico proprio in efficienza energetica e fonti rinnovabili, gestito a cascata da: Regioni, Province, Gruppi di Azione Locale ec.europa.eu/agriculture/rur/leaderplus/lagdb_it.htm (GAL – generalmente consorzi misti di pubblico e privato in aree rurali).

Tra gli altri Programmi c’è il COSME (Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-sized Enterprises, ovvero Competitività per imprese e Piccole Medie Imprese) che sostituisce il CIP 2007-2013. Mentre JEREMIE (Joint EuropeanResources for Micro to Medium Enterprises – Risorse europee congiunte per le micro e medie imprese), stanziato dalla Banca Europea per gli Investimenti, si rivolge agli intermediari finanziari offrendo così indirettamente prodotti per le imprese. Altre iniziative utili si possono trovare nel sito dell’European Investiment Found eif.org/what_we_do/where/it/.

Agnese Cecchini