Race for the Cure

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Race for the Cure

La maratona che ti salva la vita contro il tumore al seno. Massiccia la partecipazione di donne di ogni età. Controlli medici al Villaggio della Salute…

 

 

 

 

 

 

 

 

Ogni anno, purtroppo, muoiono 12.000 donne, colpite da tumore al seno. È il quadro che è stato diffuso dall’associazione Susan Komen, promotrice della quindicesima edizione della “Race for the cure”, corsa di solidarietà e di raccolta fondi di 5 km, con passeggiata di soli 2 km, svoltasi lo scorso 18 maggio per le principali via della Capitale con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e manifestare solidarietà verso le donne colpite dal cancro alla mammella. 

La Komen Italia è una organizzazione senza scopo di lucro, basata sul volontariato, che opera per contrastare i tumori al seno sul territorio nazionale ed è presente a Roma dal 2000.

 

 

 

 

I dati in nostro possesso parlano chiaro, ci ha  spiegato il Direttore del Nuovo Centro di Senologia del Policlinico Gemelli di Roma e Presidente della Komen Italia, Riccardo Masetti.”I tumori al seno sono le neoplasie più frequenti nelle donne e sono in continuo aumento con un forte impatto nella comunità. Una donna su nove può sviluppare un tumore alla mammella nel corso della sua vita, con gravi ricadute sulla famiglia e sul lavoro che svolge. 

 

A precedere la maratona ci sono state due giornate di fitta divulgazione scientifica presso il ‘Villaggio della Salute’, allestito al Circo Massimo di Roma, perimetro in cui gli oncologi del Policlinico’ Agostino Gemelli’ hanno visitato pazienti di ogni età. Tra i controlli gratuiti non sono mancati quelli prenotati con le diverse ASL romane che hanno offerto la loro professionalità per consentire a giovani donne, residenti o domiciliate sul territorio romano, di  sottoporsi all’esame del paptest, indagine medica necessaria  per contrastare il tumore della cervice.

race-fore-the-cureSignificativa la campagna di prevenzione attuata: nel Villaggio della Salute tanti sono stati i cartelli affissi, tutti a scopo preventivo: “Se un tumore è diagnosticato in fase precoce si guarisce in oltre il 90% dei casi”; “Per prevenire il tumore del seno fai una visita una volta ogni 3 anni, dai 20 ai 40 anni ed ogni anno dopo i 40”.

 

Spunti di riflessione non sono mancati grazie ai convegni, come quello intitolato: “Prevenzione dei danni collaterali del tumore al seno: come evitare che la malattia crei una penalizzazione anche nell’ambiente di lavoro” dal quale sono emerse le non poche discriminazioni a cui vanno incontro  i malati oncologici.

“Con rammarico” confessa Rosanna Banfi, testimonial con Mariagrazia Cucinotta della kermesse, “ho imparato a mie spese che il tumore al seno non è solo una emergenza medica, ma soprattutto sociale. Non solo bisogna combattere con tutti gli inconvenienti che il tuo organismo deve patire e che raramente ti vengono illustrati dai medici che ti curano, ma poi devi fare i conti con una forma di allontanamento involontario dal posto di lavoro. A me, anche questo aspetto, non è stato risparmiato sul set di ‘Un medico in famiglia’. All’epoca indossavo i panni di Tea, sanitario di una ASL romana, ma le mie apparizioni in video, per volontà della produzione, si ridussero drasticamente, perché andavo incontro ad un ingrassamento evidente. Questa mazzata fu per me difficile da digerire ma non mi scoraggiò nella mia lotta. Non mi ritengo una miracolata perché non credo nei miracoli, ma una donna fortunata, perché capace di fronteggiare un male così forte anche, e non solo, grazie all’appoggio incondizionato della mia grande famiglia”.

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Ma quali sono le norme che dovrebbero tutelare i malati di cancro? L’art. 2110 del Codice Civile recita “In caso d’infortunio, di malattia, di gravidanza o di puerperio, se la legge o le norme corporative non stabiliscono forme equivalenti di previdenza o di assistenza, è dovuta al prestatore di lavoro la retribuzione o una indennità nella misura e per il tempo determinati dalle leggi speciali, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità”. La lettura di tale articolo ci aiuta a comprendere che il lavoratore assente per malattia debba percepire, ugualmente, la retribuzione o una prestazione economica sostitutiva (l’indennità di malattia), continuando a maturare anzianità di servizio, e non essere licenziato durante il suo calvario.   

 

Presenti nella giornata conclusiva anche, Beatrice Lorenzin, Ministro della salute ed Ignazio Marino, Sindaco di Roma Capitale. Per entrambi la parola vincente è prevenzione. In tal senso si è espressa la Lorenzin: “la prevenzione è l’arma vincente contro la malattia e quindi si parla di questo, però lo si fa in modo diverso. Non semplicemente facendo vedere un opuscolo o spiegando le ragioni della prevenzione, ma attraverso la testimonianza e la vicinanza di donne che hanno affrontato questa esperienza, le cosiddette Donne in Rosa”. 

 

La riuscita della maratona di solidarietà, che ha visto la partecipazione di oltre 60.000 maratonete, giovani o meno giovani, si deve, anche, all’impegno delle Donne in Rosa, volontarie che in passato hanno saputo affrontare con coraggio le difficoltà legate al tumore al seno e ne sono uscite vincitrici. 

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In ultima battuta ci preme sottolineare che la prevenzione è importante, ma bisogna affidarsi a medici competenti, per non incorrere in diagnosi tardive e poco risolutive, così come è successo a Bianca e Maria, donne coraggiose ma sfortunate, che si sono dovute arrendere ad un destino beffardo.  

Paola Paolicelli