Cooperazione nel segno dei lavori “verdi” nell’area mediterranea

gianfranco-simoncini

Nasce Egrejob, un nuovo progetto – di cui la Regione Toscana è capofila – per diffondere le buone pratiche nei settori dell’innovazione green, dalla bioedilizia, al risparmio energetico, dal riciclaggio dei rifiuti alla mobilità sostenibile, per formare nuove competenze professionali e creare posti di lavoro nella green economy

Egrejob (Euro-Mediterranean green jobs) ha avuto il via libera dalla Commissione europea; è uno dei 39 progetti selezionati che si occupano di “Politiche europee di vicinato” e si sono aggiudicati dei finanziamenti (circa 1 milione e 700 mila euro). 

laura-righiNei prossimi 24 mesi Italia, Libano, Tunisia e Spagna costituiranno un tavolo tecnico che coinvolgerà amministratori e imprese, istituti di formazione e camere di commercio. Lo scopo è individuare gli ambiti di “fattibilità”, come spiega Laura Righi, project manager per la Regione Toscana: “il tavolo di lavoro servirà a valorizzare le esperienze fatte nei vari Paesi, un comitato scientifico coinvolgerà i soggetti che devono prendere decisioni riguardo le politiche di sostenibilità, sarà fatta un’indagine per capire su quali settori è giusto concentrare l’attenzione. Il progetto ha lo scopo di gettare le basi per una cultura comune nel settore della sostenibilità”. La Toscana da parte sua porterà al tavolo la ricchezza di esperienze che ruota intorno alle energie alternative dalla geotermia, ad esempio, al solare termico.

Giocare la partita dell’innovazione “verde” significa soprattutto puntare alle potenzialità occupazionali della green economy: ecco che fa parte del progetto Egrejob un bando che selezionerà 50 ragazze e 50 ragazzi provenienti dai Paesi coinvolti, che dopo il diploma vorranno specializzarsi nel green job. Saranno accompagnati da tutor nello sviluppo delle competenze verdi fino alla ricerca di un lavoro e avranno in mano alla fine del percorso una certificazione della loro professione finalizzata all’innovazione green.

“Ci attendiamo molto da questo progetto” spiega l’assessore alle attività produttivi della Regione Toscana Gianfranco Simoncini, “perché siamo in una fase delicata della vita economica e questo settore può significare tanto per il mondo del lavoro. Anche la Regione Toscana sta facendo la sua parte per consentire alle imprese di rinnovarsi nel rispetto dell’ambiente. Circa 200 mila euro provenienti dai fondi Ue 2014-2020 (circa il 26%) saranno destinati alla riduzione delle emissioni di carbonio, per rendere più efficienti gli impianti e ridurre i costi energetici. Questi fondi saranno destinati essenzialmente alle imprese, ma ci siamo posti il problema anche di investire nel capitale umano che significa formare nuove professioni e nuove competenze anche con il sostegno alla ricerca”.

plateaL’impegno per il “settore verde” coincide con un “bisogno di verde”, come spiega l’assessore Simoncini che ricorda come la Toscana si sia già dotata di un Polo di Innovazione per le tecnologie sulle Energie Rinnovabili ed il Risparmio Energetico (Pierre) e grazie all’esperienza di Ilo (l’Organizzazione Internazionale del Lavoro) sia pronta ora a dare il suo contributo alla creazione di un sistema euro-mediterraneo di incubatori per nuovi lavori della green economy.

I partner coinvolti in Egrejob sono numerosi, dalla sponda nord e sud Mediterraneo: si sono incontrati a Firenze mercoledì 11 giugno per la conferenza di avvio del progetto rappresentanti della Camera di commercio e dell’industria di Terrassa (Spagna), del Governatorato di Sousse (Tunisia), dell’Agenzia generale per lo sviluppo regionale (Tunisia), della Federazione delle municipalità dell’Alto Chouf (Libano), della Federazione delle municipalità del distretto di Zgharta (Libano), di Idea – Agenzia per l’innovazione e lo sviluppo dell’Andalusia (Spagna), della Agenzia regionale per il lavoro della Regione Sardegna.

Lisa Baracchi