Detassazione salario di produttività

firma

Siglato l’accordo interconfederale Confimi Impresa, Cgil, Cisl e Uil per il 2014 nell’ambito delle “misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro nel 2014”

di Agnese Fedeli

Confimi Impresa, la Confederazione dell’Industria Manifatturiera Italiana e dell’Impresa Privata alla quale aderiscono 20.000 imprese con 330.000 addetti – per un fatturato aggregato di circa 70 miliardi di euro – ha siglato di recente insieme a Cgil, Cisl e Uil un accordo relativo alla detassazione dell’Irpef dei dipendenti in relazione ai contratti di secondo livello e ai premi di risultato che vengono stipulati in azienda.

L’accordo quadro interconfederale – che trovate in chiusura di articolo – è stato già firmato in sede nazionale e sono in via di sigla gli specifici protocolli per i territori regionali e provinciali. L’intesa in sostanza replica l’accordo già stipulato nel 2013 e riguarda la proroga delle misure sperimentali per “l’incremento della produttività del lavoro”, introdotte dal Governo a partire dal 2008.

La facilitazione fiscale riguarda le aziende che abbiano attuato strategie per il miglioramento della produttività aziendale in termini di redditività, qualità, efficienza o innovazione: ai lavoratori di queste aziende che nel 2013 non abbiano conseguito un reddito da lavoro dipendente superiore a 40mila euro si potrà applicare una tassazione al 10% dei premi di produttività fino ad un limite di 3.000 euro, per un massimo di 300 euro a lavoratore. Nel 2013 l’agevolazione arrivava ad un massimo di 2.500 euro, sempre considerando un reddito non superiore a 40mila euro da lavoro dipendente nell’anno precedente.

Ne abbiamo parlato con Piero Arduini, Responsabile Relazioni Industriali di Confimi Impresa.

Cosa tratta questo accordo interconfederale?
È un accordo che annualmente viene stipulato con le Confederazioni nazionali che prevede la possibilità di utilizzare un risparmio d’imposta per quanto attiene l’Irpef dei dipendenti e parte dei contributi sociali per quanto riguarda l’azienda in relazione ai contratti di secondo livello o i premi di risultato che vengono stipulati in azienda.
Quali aziende possono trarre maggiore vantaggio da questo accordo?
Chiunque faccia un accordo territoriale dove si prevede un incremento di produttività e che rientri nei parametri considerati termini di legge per rientrare nell’agevolazione può partecipare ad avere questi vantaggi che comunque non sono enormi: parliamo di 300 euro massimi a lavoratore, qualora il reddito complessivo non superi i 40mila euro annui.

Da quando vengono siglati accordi di questo tipo?
La legge che prevede questa possibilità di detassazione decorre dal 2008, poi il Governo stabilisce annualmente le cifre che possono essere erogate per questo ambito: quest’anno la cifra che il Governo ha stabilito con decreto (lo alleghiamo all’articolo, ndr) è un tetto massimo di 3000 euro come esenzione d’imponibile, che al 10% della tassazione, corrisponde appunto a 300 euro di risparmio di Irpef dei dipendenti.
L’accordo è stato siglato in sede nazionale. Quali sono i prossimi passi?
Questo è l’accordo di base riconosciuto a livello Confederale. Poi le sedi territoriali e provinciali sottoscrivono copie analoghe di questo protocollo (le bozze degli accordi locali sono tra l’altro allegate all’accordo nazionale, ndr).

Nell’ambito della detassazione, quali altre misure chiedete al Governo?
Questo sulla detassazione del salario di produttività è una goccia nel mare che comunque va verso la riduzione del cuneo fiscale che incide sui costi del lavoro. Noi stiamo facendo e abbiamo fatto una serie di proposte ai sindacati a tutto tondo – e stiamo cercando di farle pervenire agli organi governativi – sulla detassazione totale degli aumenti contributivi sui rinnovi contrattuali. Naturalmente in questo ambito ci scontriamo con le esigenze della fiscalità nazionale e sono trattative di difficile attuazione.

Tra le Associazioni territoriali che hanno già siglato un accordo locale con le organizzazioni sindacali, Apindustria di Vicenza.

 

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pdf Scarica l’accorso 2014

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