Imprese e industria: “Per un Rinascimento Industriale Europeo”.

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Tajani: promuovere le PMI, stimolare la crescita e risanare il manifatturiero. Nell’ambito della strategia Europa 2020, con la nuova politica industriale, l’Unione Europea si è data un obiettivo ambizioso: il 20% del PIL proveniente dal manifatturiero entro il 2020

di Noemi Roccatani

Dal convegno tenutosi a Roma lo scorso 20 giugno, su iniziativa della Commissione Europea, una riflessione sugli ultimi cinque anni di lavoro dell’Europa a favore della reindustrializzazione, una valutazione delle strategie per rimodellare, sostenere e rafforzare la base industriale dell’UE.

Gli esponenti di associazioni che rappresentano mondi molto diversi come Confindustria e Confartigianato, sono sembrati d’accordo sulle misure per favorire la creazione di imprese di successo attraverso lo sviluppo di standard europei, garantendo un accesso sostenibile alle materie prime, aiutando le industrie minacciate dai prezzi elevati del’energia e facilitando l’accesso ai mercati stranieri.
Il Vice Presidente Antonio Tajani, Commissario europeo per lo sviluppo e l’imprenditoria, ha spiegato: «è la prima volta che il vertice UE affronta la questione della competitività industriale. Gli Stati membri sono pronti a mettere in atto un’azione decisiva comune al fine di affrontare le debolezze nel settore industriale dell’EU. E se c’è una lezione che possiamo imparare da questa crisi è che tutti i paesi con un’industria forte hanno sofferto meno di quelli con un’industria debole».

Più volte è stato ribadito, in sede al convegno, che il peso dell’industria è di gran lunga superiore di quanto suggerito dalla sua quota di PIL: essa rappresenta più dell’80% delle esportazioni europee, oltre che una grande fetta della ricerca e dell’innovazione private. Inoltre, nel settore privato, quasi 1 posto di lavoro su 4 è dell’industria, e ogni posto supplementare nel settore manifatturiero crea fino a 2 posti di lavoro in altri settori.

«Dobbiamo lavorare per un rinascimento industriale dell’Italia, a partire dal settore manifatturiero. Il manifatturiero costituisce l’unico vero motore della crescita economica e dell’occupazione.» Questa la riflessione del presidente degli industriali Giorgio Squinzi durante il convegno. «E in vista del semestre italiano di presidenza dell’Ue, il prossimo primo luglio, può essere l’occasione per avviare la definizione di quell’industrial compact che rimetta l’economia reale al centro delle politiche europee». Parole condivise anche dal presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti: «L’Unione europea e i Paesi che la compongono devono cogliere tutti insieme una sfida fondamentale: far sì che in ogni Paese dell’Ue la “cultura duale”, il “sapere” ed il “saper fare” siano alla base del rinascimento industriale che, mai come in questo caso, deve prendere le mosse dall’artigianato e dalle micro e piccole imprese».

Senza dubbio, resta ancora molto da fare per rafforzare l’economia europea, ma Tajani, fiducioso, conclude i lavori del convegno e osserva che – grazie ai programmi avviati e migliorati nel corso degli ultimi cinque anni – siamo di nuovo sulla strada giusta.