L’efficienza costa poco e fa risparmiare tanto

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Quanto costa e come si può procedere per efficientare le Pmi? Lo abbiamo chiesto ad un Esperto di Gestione Energia: Debora De Angelis

L’efficienza energetica, per quanto sia divenuto un concetto forse troppo abusato nel vocabolario di molti, rappresenta certamente un’opportunità da cogliere. È indiscutibile che una corretta applicazione delle tecniche di efficientamento possano contribuire notevolmente alla riduzione dei costi di un’azienda. Azione che, oggi, può essere coadiuvata da esperti del settore. A tal fine parliamo con un EGE, Esperto in gestione energia, Debora De Angelis di Arco Servizi.

L’efficienza energetica non è generelizzabile, è difficile poter parlare di uno standard di intervento o di attività di efficientamento energetico in quanto ogni realtà è un caso a sé stante, ma possiamo quanto meno definire un metodo ottimale, lei cosa suggerisce?
Per tracciare una linea generale di approccio all’efficienza, le prime cose da fare sono: rivolgersi ad un esperto, può essere un consulente o un EGE che è una figura certificata in questo, e avviare una diagnosi energetica.
Questa fase è molto delicata ed importante per comprendere e migliorare effettivamente le performance aziendali. È necessario che il consulente si cali nella realtà dell’impresa, analizzandone il core business e i processi interni. Va fatta una fotografia dettagliata ed una analisi dei reali consumi e attività che li generano. Una volta fatto ciò si può capire come consumare meno. Solo in terza analisi si può individuare se e quali nuove tecnologie implementare.

Quali sono nello specifico le attività dell’EGE, una volta realizzata la diagnosi energetica?
Se possiamo azzardare una similitudine, l’EGE non è altro che un coach che permette alle aziende di arrivare dal punto A al punto B, facendo meno fatica, dal punto di vista energetico e, anzi, implementando quando possibile gli obiettivi complessivi. Ad esempio sulla climatizzazione si possono ottenere soluzioni più soddisfacenti sia come resa che come consumi.
Di fatto l’EGE è una figura professionale che deve avere una visione olistica con competenze che spaziano dall’elettronica, alla termotecnica, alle nozioni di strategia fino all’organizzazione aziendale.

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Probabilmente molte aziende sono preoccupate dai costi di una simile operazione, si può ottenere un buon efficientamento anche limitando il costo iniziale?
Molti interventi hanno un costo bassissimo o addirittura nullo (5 – 6 mila euro) e danno velocemente ottimi riscontri. Parliamo di ritorni di investimento nell’arco di un anno, un anno e mezzo. A volte anche solo avviare una campagna di monitoraggio rispetto a modi e tipologie di consumi, fa emergere diverse anomalie facilmente correggibili che permettono di per sé un risparmio. Delle volte per esempio è sufficiente fare un pò più di attenzione alla manutenzione, oppure inserire un processo nuovo. Ad esempio applicando la regolazione agli impianti oppure mettendo su vetrate particolarmente esposte delle pellicole riflettenti, o, ancora, considerare una sostituzione con i led per le luci che restano accese più di 18/20 ore. Lo stesso acquisto dei pc può essere indirizzato da una analisi dei consumi. La differenza di prezzo è minima, ma moltiplicato su 50 computer impatta tanto sotto il profilo energetico dei costi a fine anno.
Rispetto all’onere economico è chiaro che un esperto aggiornato sul settore può suggerire anche come attingere a fondi o sgravi fiscali a disposizione, il cui panorama è molto amplio e in continua evoluzione. Bisogna rimanere aggiornati sulla normativa, sulle possibilità di finanziamento, sulle tecnologie… è un mestiere che non si fa nei ritagli di tempo.

Tali figure di consulenza, come l’EGE o lo stesso Energy Manager, possono essere sia interni che esterni all’azienda?
Entrambe le figure possono essere sia interne che esterne, dipende dalle reali esigenze riscontrate. Di fatto sono due ruoli complementari tra loro. L’Energy manger è un manager e ha competenze trasversali: supervisiona i processi interni, è coinvolto nella scelta del sistema di gestione dell’energia. Di solito lo troviamo in pianta stabile in imprese grandi. L’EGE ha una forte preparazione tecnica che a volte l’energy manager potrebbe non avere, tant’ è che ci sono due specializzazioni: industriale e civile. Questa sua peculiarità gli permette di individuare e comprendere le varie possibilità di implementazione così da proporre e capire la fattibilità tecnica. Diciamo che è più spostato sulla parte tecnica, mentre è più carente sulla fase di gestione dell’azienda.

L’arrivo del decreto sull’efficienza potrebbe favorire questo scenario?
Prima la parola comune era “rinnovabili”, adesso l’efficienza sta prendendo piede nella cultura collettiva e soprattutto sta divendando un concetto che ingloba anche le rinnovabili, ma considera tutto un insieme di fattori come i processi, i consumi e le fonti energetiche.
Devo dire che noi, in Italia, è dalla legge 10/91 che parliamo di efficienza, ma questa nuova delibera sarà un passo in più che è necessario compiere anche in recepimento da quanto indicato dalla UE. Speriamo che porti un sano rinnovamento culturale; difatti la crescita in questo settore sta registrando l’arrivo sul mercato di figure professionali poco qualificate, e lo dico senza timore di smentita.

Agnese Cecchini