Lavoro e Sindacato. La festa nazionale della CISL come occasione di confronto

poletti

Misure per scovare le “false partite Iva” e altre per sostenere quelle “vere”, che hanno difficoltà a farsi pagare i compensi dovuti ai datori di lavoro, un aiuto che passa da “forme mutualistiche e assistenzialistiche”
di Lisa Baracchi

Alla festa nazionale della Cisl che si è svolta sabato 14 giugno al centro studi di Fiesole (Firenze), il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti risponde così all’appello lanciato dal sindacato che chiede di occuparsi di chi non ha diritti, al di là del concetto di flessibilità, di dare sostegno a chi è più precario tra i precari: “noi stiamo lavorando su queste problematiche” dice Poletti. “Un tema di una grande delicatezza che dobbiamo affrontare. La nostra storica logica di lavoro ad intarsio crea una larghissima area grigia. Stiamo lavorando per tirare una linea per dividere chi sta da una parte e ha un tipo di trattamento e chi sta dall’altra e ne ha un altro”.

Al suo fianco, al tavolo dedicato a “Economia, Riforme, Lavoro” c’è il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che risponde a un’altra priorità segnalata dalla Cisl. Il segretario Raffaele Bonanni rinuncia a parlare dei tagli ai distacchi sindacali annunciati dal governo, lo mette bene in chiaro: “terremo un atteggiamento gandhiano sull’argomento”, ma aggiunge: “sia chiaro che non possiamo parlare di riforma della pubblica amministrazione senza mettere mano alla corruzione, serve una terapia”.
Il Ministro Alfano annuncia “dobbiamo mettere a dieta il pachiderma pubblico”, semplificare le procedure, ridurre gli ostacoli burocratici significa anche ridurre il rischio di corruzione per il ministro: “una vergogna del Paese, ma ci saranno regole nuove, renderemo la vita dura a corrotti e corruttori”.
“Sento parlare di radicalità e vorrei non fosse solo una radicalità di immagine” conclude Bonanni, “perché la situazione è complicata. Chi si aspetta da noi casino sappia che non lo faremo. Parleremo con la gente della corruzione che dilaga, del fisco e delle pensioni”, temi ”su cui daremo una spolverata in tutta Italia con gli altri sindacati”.

Nel pomeriggio la parola va a Marco Gay, presidente Giovani Imprenditori Confindustria, che alla sessione «Crescita, Sviluppo, Politiche industriali» – che affronta il tema del “capitale umano” – dice: “l’innovazione è centrale ma diventa tecnica senza l’uomo che la sa fare crescere. C’è da parlare di un umanesimo industriale, partire dai giovani che fanno fatica ad entrare nel mondo del lavoro. Io dico che un Paese che non investe sui giovani non investe sul suo futuro. Il lavoro non si crea per decreto ma spingendo le aziende a investire e a crescere. Bisogna iniziare a parlare di come si fa tornare i giovani dall’estero”.
Il suggerimento di Gay è quello di investire di più nell’alternanza scuola-lavoro e nella formazione.

Si aggancia al tema della “rinascita industriale” il vicepresidente di Confcommercio Ugo Margini per dire che di industria c’è senz’altro bisogno: “ma con urgenza ancora più pressante c’è bisogno di servizi, di qualità e più produttivi, alle imprese e alle persone. Tanto più che il processo di terziarizzazione delle economie in Italia ma non solo, non si è fermato neppure durante la crisi”.

tavolo-relatori

All’economista e Viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti viene invece chiesto se il Decreto voluto dal governo Renzi che aggiunge 80 euro in busta paga a una fascia di lavoratori può essere un modo per rilanciare la domanda interna: “gli 80 euro hanno un significato importante, è un primo segnale di fiducia, per dire che esiste un futuro che si può ripartire”, dice De Vincenti che segnala anche un altro strumento importante voluto dal Governo: quello della garanzia pubblica per i finanziamenti ai progetti innovativi, dal settore delle scienze della vita alla microelettronica, perché l’accesso al credito per i progetti di ricerca e sviluppo di pmi non sia una chimera, grazie alla Banca europea degli investimenti.

Un altro Ministro infine interviene nella sessione finale del convegno della Cisl dedicata a «Welfare e spesa sanitaria», Beatrice Lorenzin (Salute) vorrebbe più cultura manageriale nelle strutture sanitarie: “nella legge delega abbiamo inserito la riforma della governance, quindi i modi di selezione e criteri meritocratici per i direttori generali, per i primari e per i direttori sanitari”.