Parte la campagna promozionale del Comitato “Testamento Solidale”

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Parte la campagna promozionale del Comitato “Testamento Solidale”. La generosità degli italiani per finanziare progetti virtuosi nel sociale attraverso lasciti post mortem

Una mostra dal titolo “Italiani brava gente” allestita presso il Caffè Fandango di Roma, ha offerto ampi spunti di riflessione per discutere di Testamento solidale, una alternativa al consueto atto testamentario.

L’esposizione, apripista di un convengo successivo, è stata organizzata dal Comitato “Testamento Solidale” con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. L’associazione è nata un anno fa dall’unione di sei associazioni: ActionAid, Ail, Aism, Fondazione Don Gnocchi, Lega del Filo d’Oro e Save the Children ed intende stimolare la cultura del lascito solidale attraverso una campagna promozionale.

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La galleria fotografica ritrae sei personaggi illustri, della nostra Bella Italia, che in passato hanno dimostrato la loro solidarietà verso i più poveri.
Alessandro Manzoni, ad esempio, decise di includere nel suo testamento il suo servitore; Camillo Benso Conte di Cavour, invece, concesse delle pensioni vitalizie ai suoi collaboratori più fedeli. Altro nome illustre è quello di Giuseppe Verdi; il compositore volle occuparsi di diverse realtà benefiche di Genova, senza dimenticare gli Ospedali della sua Busseto ed il Monte di pietà dello stesso paese natio.
La cantante lirica Lina Cavalieri offrì il suo sostegno alla Reale Accademia di Santa Cecilia, versando la cifra di cento mila lire, da destinare, sotto forma di borsa di studio, ad una giovinetta bisognosa della provincia di Roma.
Il primo Presidente della nostra Repubblica, Enrico De Nicola, indicò tra le sue ultime volontà un dettagliato elenco di beneficiari; tra essi vi furono orfanotrofi, asili, case di cura per anziani e parrocchie. Si rese, poi, promotore della cancellazione dei debiti per i meno abbienti del Monte di Pietà di Napoli, a cui fece restituire quando impegnato. Altro sensibile benefattore fu Gioacchino Belli che, mediante l’aiuto del nipote Giacomo, donò oltre 5000 dei suoi scritti a biblioteche della Capitale.

“La sola idea di fare testamento, se pur solidale, purtroppo, nella mente di molti italiani, innesca degli strani meccanismi di paura e quasi si tende a voler rimandare la procedura ”. Lo ha affermato, durante il dibattito successivo alla mostra, Rossano Bartoli, portavoce di Testamento solidale.Org. “Un sondaggio compiuto da Gfk Eurisko-Testamento solidale sottolinea un leggero incremento dei testamenti solidali tra gli italiani, pari al 15%, che affidano i loro risparmi ad associazioni benefiche. Saremmo lieti se questo dato potesse subire un aumento considerevole, perché rispetto agli altri Paesi europei siamo un po’ indietro. La metà dei lasciti non riguarda cifre impegnative, al massimo 20 mila euro, ma in alcuni casi superano anche i 100 mila. Una curiosità da non trascurare: la generosità è femmina, perché a donare è oltre il 60% delle donne”.

Albino Farina, Consigliere del Notariato, ci spiega che alla base di questa apparente riluttanza c’è il timore di ledere gli interessi legittimi degli eredi designati. “Gli italiani” spiega il notaio “sono sempre più interessati ad approfondire il tema dei lasciti solidali ed il mio ruolo e quello dei miei colleghi assume, sempre di più, una valenza sociale. Ogni giorno siamo pronti a sostenere ‘Testamento solidale’ per sensibilizzare le persone che ci pongono innumerevoli quesiti”.

“La professionalità è un dato decisivo per stimolare la cultura del testamento solidale” secondo Stefano Malfatti, Presidente del Comitato.
Accanto alle storie di illustri antenati, sono state affiancate le vicende umane di italiani di oggi, capaci di sconfiggere ogni tipo di superstizione ed ostacolo in favore di associazioni operanti nel non profit.
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Un testamento solidale, a lieto fine, è quello eseguito da Michela per volontà del suo compagno Stefano, che aveva deciso di disporre così delle sue sostanze: 150 mila euro per l’Ail, 50 mila per la nipote prediletta, 10 mila per la sua donna e il restante diviso in parti uguali tra sorelle e fratelli. Michela ha raccontato che ha dovuto faticare per superare le diffidenze dei parenti di Stefano, ma alla fine è riuscita a far rispettare le volontà del defunto. L’esperienza descritta conferma che le resistenze ci sono, ma sono superabilissime.
Chiunque fosse interessato a seguire le orme di Stefano, e di tanti ignoti benefattori, può consultare il sito testamentosolidale.org., perché un testamento non è sinonimo di morte ma è un vero e proprio inno alla vita, se il denaro è destinato a restituire, ad esempio, il sorriso a bimbi malati o ad anziani soli.

Paola Paolicelli