Un “Wall of Dolls” per arginare la violenza sulle donne

locandina-wall-of-dolls

Sabato 21 giugno a Milano, in occasione dell’apertura di Milano Moda Uomo, verrà costruito il muro di bambole che segnerà il punto di partenza del progetto

Un muro di bambole simboleggerà le tante donne che in Italia e nel mondo chiedono giustizia contro le violenze e le discriminazioni subite. Un progetto organizzato da Jo Squillo per sensibilizzare contro la violenza sulle donne, al quale aderisce anche la ONG Intervita Onlus, da sempre impegnata nella tutela dell’infanzia, che ha riscontrato direttamente sul campo quante mamme e in generale quante donne continuino ad essere vittime di violenze inaccettabili, che le privano dei propri diritti umani fondamentali.

“Donne discriminate, insediate, manipolate… difendere il loro benessere e tutelarle significa anche tutelare i bambini e difendere le famiglie”, per questa ragione Intervita Onlus si è unita alla campagna di sensibilizzazione che porterà, sabato 21 giugno, in Via De Amicis n. 21, alla costruzione di un muro di bambole simbolo delle tante donne che chiedono giustizia. “Lavorando con i bambini, non potevamo restare indifferenti di fronte a situazioni di violenza, di soprusi  e di maltrattamenti nei confronti delle donne, inaccettabili e spesso dimenticati. È per questo, dunque, che la difesa dei diritti delle donne e la  lotta contro ogni forma di violenza di genere è diventata una delle priorità del nostro intervento” spiegano i rappresentanti della Onlus.

Sono in molti, tra stilisti, artisti e organizzazioni, ad aver aderito all’iniziativa. Le donne che non avessero fatto in tempo a spedire la bambola, con il proprio messaggio contro la violenza sulle donne, possono presentarsi direttamente il 21 giugno alle ore 16,00 e aiutare a comporre il muro.

Il Wall of Dolls verrà creato grazie all’adesione di tutte le donne e gli uomini che comprendono l’importanza di far sentire la propria voce contro questo fenomeno che purtroppo non si riesce ancora ad eliminare. In particolare, ci sono già 50 brand internazionali, che rappresentano il Made in Italy nel mondo insieme con 16 onlus e 20 tra artiste e scrittrici, che si metteranno al lavoro per realizzare questa installazione ad alto impatto emotivo. Si tratterà di un’opera artistica del tutto originale che vuol rappresentare l’azione concreta del Mondo della Moda contro la violenza sulle donne.

Perché le bambole? Perché si tratta dei giocattoli che più spesso accompagnano l’infanzia delle bambine e che diventano per un giorno simbolo di una femminilità che troppo spesso viene violata. Donne trattate come bambole, come oggetti inanimati da usare per il proprio violento piacere, giocattoli di uomini senza scrupoli che non ne vedono l’umanità né l’anima, che non ne comprendono il dolore e le privazioni. Si tratterà di una parete di lacrime, quindi, ma anche di speranza, di amore, di bellezza.

L’evento è aperto a tutti coloro i quali intendono mandare un messaggio forte, che scuota le coscienze, perché un muro di silenzio è un muro da abbattere. Ricordiamo qualche dato, perchè non si può restare indifferenti di fronte ai dati di fatto:

  • 1 donna su 5 nel mondo è stata vittima di violenza fisica o sessuale;
  • 130 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali;
  • Ogni 15 secondi una donna viene aggredita in America, spesso dal coniuge;
  • 62 milioni di donne in Europa sono vittime di maltrattamenti (1 ogni 3);
  • 1 milione di donne in Italia hanno subito abusi, molte hanno perso la vita a seguito di tali abusi.

La costruzione del muro di bambole a Milano è solo il punto di partenza del progetto, che verrà portato in tutta Italia. Infatti, l’installazione verrà trasportata in varie città italiane ed europee: si tratterà di un “viaggio della sensibilizzazione” che vedrà la capitale della moda come metropoli di partenza del progetto.

L’iniziativa, ideata da Jo Squillo, è stata inserita nel Calendario degli Eventi della Camera Nazionale della Moda Italiana e vede il Patrocinio del Comune di Milano. “Se l’arte e la bellezza salveranno il mondo, penso che essere donna rimane la nostra arte migliore” commenta la stessa Jo Squillo. “Cura, comprensione, armonia e consapevolezza sono le nostre armi contro tutta questa brutalità”.

E, intervistata sulla scelta della settimana della moda per l’avvio del progetto, Jo Squillo aggiunge: “penso che la moda debba riflettere una bellezza autentica, per contribuire a creare uomini veri. E la violenza sulle donne è un fenomeno che riguarda soprattutto la cultura maschile”.

Ed è proprio un uomo a dar man forte all’organizzazione dell’evento. Marco Chiesara, Presidente di Inervita, afferma: “Intervita sostiene con forza l’iniziativa organizzata da Jo Squillo, perché crediamo sia indispensabile fare rete contro la violenza sulle donne, una battaglia che in Italia è appena all’inizio. A novembre, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, abbiamo lanciato la campagna di sensibilizzazione ‘Servono Altri Uomini’, partita dal cinema per coinvolgere tutte le persone che oggi sono convinte che per contrastare la violenza sulle donne servano altri uomini! La violenza sulle donne è – nella quasi totalità – compiuta da uomini, proprio per questo sono loro a dover scendere in prima fila per difendere i diritti delle donne e iniziare a far partire il cambiamento culturale.”

Ricordiamo che Intervita Onlus è un’Organizzazione Non Governativa di cooperazione allo sviluppo, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri italiano, indipendente, aconfessionale e apartitica. Nata a Milano nel 1999, è impegnata in Italia, Asia, Africa e America Latina, a supporto dell’infanzia, delle donne e delle comunità locali nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze, per uno sviluppo sostenibile. La sua missione è quella di promuovere e difendere i diritti dei bambini e delle donne in Italia e nel mondo, aiutando in modo concreto i bambini, le donne e le loro comunità favorendo il cambiamento e l’inclusione sociale. La loro visione è quella di un mondo in cui i diritti di ogni bambino e di ogni donna siano riconosciuti e garantiti.

Condividi
Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it