Collective Project: il Festival della Via Francigena

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Iniziata il 1° giugno, la IV edizione del festival si terrà fino al 30 settembre 2014. Oltre 300 eventi che si snoderanno lungo tutti i territori, fino in Puglia, attraversati dalla Via Francigena

di Daniela Molina

Un progetto collettivo realizzato da enti locali, Regioni, associazioni, organizzazioni sotto l’egida dell’Associazione Civita e dell’Associazione Europea delle Vie Francigene che l’hanno ideato e organizzato con la collaborazione e il contributo della Regione Toscana, della Regione Puglia, degli enti Puglia Promozione e Puglia Monti Dauni e Novasol. Il Direttore artistico del festival Sandro Polci, al quale appartiene l’idea iniziale del progetto, ha coinvolto nell’organizzazione anche l’Associazione toscana delle Vie Francigene, l’Opera Romana Pellegrinaggi, Restipica e la Rete dei Cammini.

Gli eventi che accompagneranno idealmente i pellegrini lungo il tragitto saranno tutti diversi tra loro ma avranno come tema unico scelto per il festival “Europa: il risveglio”. Si tratterà di concerti, visite guidate, rassegne enogastronomiche, rievocazioni, convegni, feste di piazza, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, mostre di pittura, ecc. Tutti i trecento e passa eventi, e festival minori collegati, saranno ad accesso gratuito ed avranno lo scopo di far socializzare i pellegrini tra loro e con chi è stanziato sul territorio che attraversano in quel momento, di valorizzare il patrimonio culturale europeo e delle tradizioni locali, di esportare un modello di turismo sostenibile e di qualità.

 

Già iniziata in occasione della presentazione del festival, il 4 giugno, in Vaticano, con l’inaugurazione benedetta dal Pontefice, la prima parte dell’evento che ha coinvolto 100.000 persone che a piedi dal tramonto all’alba hanno poi camminato, sabato 7, da Macerata a Loreto portando una fiaccola accesa da Papa Francesco. Il 4 giugno Don Giancarlo ha consegnato a Papa Francesco il cappello del Pellegrinaggio e, dopo aver acceso la fiaccola, il pontefice gli ha detto “pregate per la pace mentre andate a Loreto. Io prego per la pace tra Israele e lo Stato palestinese”.
Sempre il 4 giugno è stato presentato anche il video vincitore del concorso “cortometraggi sulla Via: Segui il tuo passo” presieduto da Marco Muller e diretto ai giovani filmaker laziali che hanno partecipato in massa portando, come ha spiegato lo stesso Muller, un tema spesso in comune, ovvero il rapporto tra padre e figlio, forse – aggiungiamo noi – sulla scia dell’acclamato film su Santiago di Compostela con Martin Sheen (“Il Cammino per Santiago”, di Emilio Estevez).

E se questi sono solo alcuni degli eventi già avviati, sul sito festival.viefrancigene.org/it/ troverete l’intero programma del quale segnaliamo l’inaugurazione della Via Francigena Toscana, che si terrà a Lucca il 21 giugno (vedi video), il Festival della Viandanza che si terrà a Monteriggioni dal 20 al 22 giugno dedicato al viaggio lento come opportunità di cambiamento, la staffetta ciclistica/culturale/ambientale “Giro d’Italia in 80 librerie. Senza dimenticare un evento fondamentale, che si terrà domenica 14 settembre contemporaneamente nelle due mete principali della Via Francigena, ovvero sul sagrato di San Pietro a Roma e su quello della Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme: prima della celebrazione della Santa Messa dedicata ai Pellegrini della Via Francigena, verrà letto un breve passo del “Cantico delle Creature – Laudes Creaturarum” di San Francesco d’Assisi, omaggio al creato da parte dei pellegrini, che nella natura compiono i loro passi di avvicinamento alla meta.

“Ormai il Festival della Via Francigena è una tradizione strutturata” afferma Nicola Maccanico, Vice presidente dell’Associazione Civita. “la Regione Toscana e la Regione Puglia vi hanno dato un contributo importante, non solo mettendo in sicurezza l’intero percorso ma anche nel fare sistema riuscendo a mettere a fattor comune le diversità rappresentate dalla cultura, dall’enogastronomia, dalla spiritualità proprie di ogni territorio”.
D’altro canto, come ha specificato Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea Vie Francigene, “la Via Francigena è qualcosa di più di un fenomeno legato al cammino e alla storia europea. Io penso che sia un modello di turismo: lento, sostenibile, non di massa.”
La riprova di questo nuovo modello di turismo la danno i numeri: le ricerche indicano che il turismo è notevolmente aumentato lungo tutta la Via e quest’anno in particolare c’è stato un forte incremento dei passaggi di passaggi di pellegrini presso le strutture ricettive allocate lungo il percorso. Come spiega Tedeschi (vedi il video) si tratta anche di una modalità di crescita dei territori e di chi li abita, perché offre loro anche la consapevolezza del valore aggiunto del proprio territorio, con la sua cultura, la sua storia, la sua ricchezza naturale e artistica. L’importanza della Via è data anche dalla capacità di integrazione: “Oggi la comunità di chi cammina e la comunità di chi ospita il viandante parlano e si integrano. E questo” aggiunge Tedeschi “dà una spinta forte anche alle iniziative economiche, per fornire un servizio a camminatori, turisti e pellegrini”.

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Non è da sottovalutare l’apporto di ricchezza economica che la Via porta ai residenti. Infatti, come sottolinea lo stesso direttore artistico del Festiva, Sandro Polci, “chi viene cammina e dorme per oltre 60 notti lungo il cammino, quindi non è un turismo breve di un paio di notti o di una settimana. Inoltre, chi ha fatto la Via torna perché è un’esperienza iniziatica. E spesso viene accompagnato da parenti”.
Si tratta pertanto di centinaia di migliaia di persone che sostano a lungo in Italia, e la percorrono da cima a fondo nell’arco di due mesi. Ciò significa che devono mangiare, bere, pernottare, fare acquisti, ecc. e ciò può essere un’occasione di rilancio per l’economia locale.
Inoltre, sempre Polci fa rilevare che, siccome non si cammina con il grande freddo e il grande caldo, il turismo di chi percorre la Via è alternativo, cioè si effettua nei periodi in cui non c’è il turismo di massa.

Il festival dunque serve anche a fungere da stimolo per le altre regioni italiane affinché organizzino i propri festival e si adoprino per valorizzare la Via, anche seguendo l’esempio della Basilicata, che è la nuova regione entrata a far parte del festival con un congruo numero di eventi.

Concludiamo con una questione importante che hanno voluto sottolineare sia Polci sia Tedeschi ovvero che non bisogna confondere religiosità e spiritualità, poiché la Via è di tutti coloro che vi camminano, a prescindere dalla Fede confessionale. “Il cammino, l’essere pellegrino, è una modalità di ricerca al pari delle altre scienze” afferma Polci. “La Via Francigena rappresenta la civiltà pellegrina, è un incontro di diversità, e la società pellegrina può camminare sola sapendo di essere in condivisione. Condivisione non religiosa ma spirituale”.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it