Il Decreto per Agricoltura, Ambiente ed Energia

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Dal 25 giugno è entrato in vigore il DL 91/2014 contenente disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico, soprannominato Decreto Competitività in quanto contiene misure per il rilancio e lo sviluppo delle imprese

Per il rilancio dell’economia si deve partire dalla consapevolezza che la nuova economia del post-crisi deve necessariamente basarsi su altri valori, ovvero su quelli della Green Economy, rispetto dell’ambiente e delle persone. In questo modo, tra l’altro, le aziende beneficeranno di notevoli risparmi. Ma andiamo per ordine e vediamo come il Governo vuole venire incontro alle aziende.

Il provvedimento prevede i seguenti passi:

  • rilancio del comparto agricolo, quale parte trainante dell’economia nazionale, incentivando l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani in agricoltura;
  • superamento di diverse criticità ambientali, attraverso semplificazioni procedurali, interventi di incremento dell’efficienza energetica negli usi finali dell’energia nel settore pubblico e razionalizzazione delle procedure in materia di impatto ambientale;
  • semplificazione dei procedimenti per la bonifica e la messa in sicurezza dei siti contaminati e per il sistema di tracciabilità dei rifiuti, per superare eccezionali situazioni di crisi connesse alla gestione dei rifiuti solidi urbani;
  • sostegno alla crescita delle imprese.

Per il settore agricolo

Le novità per il settore agricolo sono diverse e le riportiamo direttamente dal sito della Presidenza del Consiglio:

Registro unico dei controlli in agricoltura: al fine di evitare sovrapposizioni nei procedimenti di controllo e recare il minore intralcio all’esercizio dell’attività d’impresa, è istituito il registro unico dei controlli ispettivi sulle imprese agricole, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’interno.

Occupazione: viene istituito un incentivo per gli imprenditori agricoli (come individuati dall’articolo 2135 del codice civile) che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o con contratto di lavoro a tempo determinato di durata almeno triennale, redatto in forma scritta e garantendo al lavoratore un periodo di occupazione minima di 102 giornate all’anno, lavoratori di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, che si trovano in una delle seguenti condizioni: essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi ed essere privi di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Per l’erogazione di questi incentivi viene istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole un apposito fondo, con una dotazione pari a 5,5 milioni di euro per l’anno 2015, 12 milioni di euro per l’anno 2016, 9 milioni di euro per l’anno 2017 e a 4,5 milioni di euro per l’anno 2018.
Le assunzioni devono essere effettuate tra il 1° luglio 2014 e il 30 giugno 2015 e devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero di giornate lavorate nei singoli anni successivi all’assunzione e il numero di giornate lavorate nell’anno precedente l’assunzione.

Rete del lavoro agricolo di qualità
Viene istituita presso l’INPS la Rete del lavoro agricolo di qualità alla quale possono partecipare le imprese agricole in possesso dei seguenti requisiti: a) non avere riportato condanne penali e non avere procedimenti penali in corso per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; b) non essere stati destinatari, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per tali violazioni; c) essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

Altre misure previste nel Decreto

Il decreto prevede inoltre:

  • Interventi urgenti per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari pubblici: potranno essere concessi finanziamenti a tasso agevolato nel limite di trecentocinquanta milioni di euro per tali interventi. Gli interventi devono conseguire un miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio di almeno due classi in un periodo massimo di tre anni; il miglioramento sarà oggetto di certificazione da parte di un organismo tecnico terzo. La durata dei finanziamenti a tasso agevolato non potrà essere superiore a venti anni.
  • Credito d’imposta per le imprese che investono in beni strumentali nuovi: è un credito d’imposta al 15% per gli investimenti in nuovi macchinari, che andranno fatti entro il 30 giugno 2015 mentre si potrà usufruire del beneficio in compensazione a partire dal 2016 e in tre quote annuali. Il credito d’imposta non spetta per gli investimenti di importo unitario inferiore a 10.000 euro.
  • Altre misure di semplificazione a favore della quotazione delle imprese, a favore delle emissioni di obbligazioni societarie, di modifiche alla disciplina ACE- aiuto crescita economica.

In allegato troverete il testo completo del Decreto Legge (D.L. 91/2014), del quale Rete Imprese Italia dice: “è apprezzabile per l’obiettivo di alleggerire gli oneri a carico delle imprese e sostenere la competitività del nostro sistema produttivo, ma non deve rimanere un impegno isolato rispetto ad un programma strategico complessivo di rilancio dello sviluppo. il Governo deve utilizzare il semestre di Presidenza italiana dell’Ue per concepire un disegno compiuto di politica economica a sostegno dell’impresa diffusa”.
Questa dichiarazione è stata fatta nel corso di un’audizione svoltasi il 1° luglio presso le Commissioni riunite X e XIII del Senato. Rete Imprese Italia ha dunque valutato positivamente gli interventi previsti nel Decreto, a cominciare da quelli per abbassare il costo delle bollette elettriche delle imprese in quanto “la riduzione della soglia di accesso al beneficio dagli iniziali 55kW agli attuali 16,5 kW permette infatti di estendere gli ‘sconti’ in bolletta ad altre 400.000 imprese di cui l’80% appartengono ai settori manifatturieri e del commercio”.
Altrettanto positivo il giudizio sulla volontà di semplificare ulteriormente il Sistri (Sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti) anche se Rete Imprese Italia auspica il definitivo superamento del Sistema che in questi 5 anni ha dimostrato di non funzionare.

Più in generale, in materia ambientale i rappresentanti delle imprese dell’artigianato e del terziario di mercato lamentano però l’assenza nel Decreto Legge di misure di semplificazione dei complessi ed onerosi adempimenti burocratici a carico degli imprenditori.
Ad esempio, spiega in un comunicato, sul fronte degli interventi per il sostegno dell’agroalimentare Made in Italy, Rete Imprese Italia ritiene indispensabile estendere la misura del credito d’imposta prevista per i produttori a tutta la filiera, includendo quindi anche le imprese della distribuzione.

Ancora per quanto riguarda il settore agricolo, viene sollecitata l’estensione delle semplificazioni del sistema dei controlli a tutte le imprese che operano nel comparto. A questo proposito, Rete Imprese Italia fa rilevare che il costo sopportato dagli imprenditori per la mole e la complessità dei controlli nel settore alimentare incide fino al 10% sul costo finale del prodotto. Inoltre, fa rilevare che la misura del credito d’imposta per investimenti in nuovi beni strumentali, oltre ad escludere gli investimenti inferiori a 10.000 euro effettuati da molte imprese, è rivolto soprattutto a quelle manifatturiere. Pertanto sollecita ulteriori e specifiche misure per le imprese dell’artigianato, del commercio, del turismo e dei servizi.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it