Rapporto Inps 2013: il segno della crisi sociale e la strettoia delle riforme

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Nel 2013, dei 14,3 milioni di pensionati Inps, 5 milioni hanno percepito una rendita media di 702 euro lordi mensili ed altri 1,2 milioni di soli 249 euro. Resta forte la differenza tra uomini e donne con assegni più leggeri mediamente del 30%

Il rapporto annuale dell’Inps descrive la tensione dei conti dell’Istituto previdenziale, che comunque spiega che “non è a rischio la sostenibilità del sistema pensionistico”, insieme alle difficoltà economiche che vivono molte persone ritirate dal lavoro. Dal rapporto annuale Inps, presentato lo scorso 8 luglio, presso Palazzo Montecitorio, emerge che nel 2013 il 43% dei pensionati, ovvero 6,8 milioni di persone, riceve uno o più assegni per un importo totale medio mensile inferiore a 1.000 euro lordi. Tra questi, il 13,4% pari a 2,1 milioni si situa al di sotto di 500 euro.

Il Commissario straordinario dell’Inps Vittorio Conti ha sottolineato inoltre come le pensioni per le donne siano quasi un terzo più leggere: nel 2013 a fronte di un reddito pensionistico medio pari a 1.297 euro lordi, le donne si fermano a 1.081 Guardando al dato complessivo risulta aumentato di 30 euro in un anno (era a 1.267 euro nel 2012). L’Istituto oltre a ciò mostra come il 73% dei pensionati Inps percepisce una sola pensione, mentre il restante 27% cumula due o più.

Con la stretta prevista dalla riforma Fornero, nel 2013 crollano le pensioni liquidate. Guardando alla Gestione privata, le nuove liquidazioni, per anno di decorrenza, mostrano per i dipendenti privati un calo del 32% per le pensioni di anzianità/anticipate e del 57% per la vecchiaia sul 2012. La causa è rintracciabile nell’elevazione del requisito di anzianità contributiva e nell’innalzamento dell’età pensionabile, spiega l’Inps.

Per quanto concerne i conti dell’Istituto, il 2013 evidenzia un saldo negativo di 9,9 miliardi, causato in larga parte dallo squilibrio strutturale dell’ex Inpdap. Il patrimonio netto è invece pari a 7,5 miliardi (dato di preconsuntivo), un valore che sembra migliorare tenendo conto della legge di stabilità. Pertanto, rassicura l’Inps, la sostenibilità del sistema pensionistico non è a rischio.
Inoltre, fa notare l’Inps (che dichiara di avere effettuato una spending review da 1,13 miliardi nel 2012-2014), nei prossimi anni le riforme degli anni scorsi andranno “a regime” con conseguenti risparmi significativi e crescenti nel tempo. «Il disavanzo dell’Istituto è quindi temporaneo e destinato ad essere riassorbito, mettendo definitivamente in sicurezza i conti della previdenza italiana – ci si attende un progressivo miglioramento dell’equilibrio gestionale, con un disavanzo che passerà dai 12 miliardi del 2012 ai 7,9 miliardi previsti per il 2014» conclude il commissario straordinario, Vittorio Conti, nella relazione annuale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Noemi Roccatani