Abitare, costruire e vivere sostenibile si può

Architetto Rosamaria Filici

Architetto Rosamaria FiliciLo conferma un convegno sulla progettualità con il legno. Negli ultimi anni si sta riscoprendo il desiderio di costruire un mondo più a misura d’uomo, ispirandosi a quanto di bello abbiano saputo realizzare i nostri antenati

Di Paola Paolicelli


L’ambiente e la sua tutela sono al centro degli interessi di persone comuni e di studiosi, e c’è chi già sta adeguando le proprie abitudini alle necessità del pianeta, affinché questo sia tutelato in ogni suo aspetto.
Questa volontà di cambiare si può riassumere con la parola “sostenibilità”, molto apprezzata – non solo concettualmente – da Rosamaria Filici, architetto ed ideatrice del convegno “Progettare, costruire ed abitare sostenibile” svoltosi a Roma presso il centro sportivo Nettuno Club di Saxa Rubra, a fine luglio.
La progettista calabrese così si è espressa: “Sta mutando il modo di concepire il vivere quotidiano, pensiero condiviso da architetti e gente estranea al mio gruppo di lavoro. Bisogna affrontare la progettualità in modo propositivo e considerare il problema dell’energia avvalendosi, magari, di tutti quei materiali che provengano da un ciclo di lavorazione a basso impatto. Ciò già si sta verificando con i pannelli fotovoltaici, utili per catturare l’energia solare. Costruire sostenibile, per me ed i miei colleghi, significa anche edificare in totale sicurezza, facendo ricorso al protagonista indiscusso di questa giornata: il legno. Mi piace sottolineare che svariate sono le normative emanate dall’Unione Europea; di queste, in modo sintetico, illustro la strategia Europa 2020, concepita dalla Commissione Europea a sostegno dell’occupazione, della produttività e della coesione sociale. Per garantire uno sviluppo sostenibile, ogni Stato membro dovrà ridurre le emissioni di carbonio al 20% (e al 30% se le condizioni lo permettono), aumentare del 20% la quota di energie rinnovabili e aumentare l’efficienza energetica del 20%. La sostenibilità non è, assolutamente, un pensiero riconducibile ai giorni nostri, ma esiste da sempre; ne sono fermamente convinta e se si guarda al passato ci si accorge che ogni variazione – sia essa di matrice culturale, politica o sociale – è stata ordita dal popolo, che ha assunto il ruolo determinante di apripista. Il nostro convegno avalla la mia tesi e con immenso piacere noto, oltre gli intervenuti del settore, anche gente comune”.

rosamaria 1 from DonnainAffari on Vimeo.

Si costruisce – aggiunge l’architetto Filici – facendo attenzione al risparmio energetico. L’edilizia residenziale esistente in Europa assorbe il 40% dell’energia totale prodotta. Si costruiscono case, piccole o grandi, che hanno un consumo quasi pari a zero di energia, perché incentrate su fonti rinnovabili. Tutto ciò si concretizza con apparecchi domestici energeticamente efficienti e con il recupero del calore residuo.

L’efficienza energetica sembra trovare spazio in Italia e precisamente a Bolzano, città che ha attuato il progetto “neutralità C02” in una zona residenziale della città, così come ha illustrato, durante il convegno, Norbert Lantschner, Presidente di ClimAbita Foundation ed ideatore dell’Agenzia CasaClima.
Il piano di lavoro rientra nel metodi di certificazione energetica CasaClima/KlimaHaus (in italiano e in tedesco), protocollo che impone a tutte le costruzioni edilizie realizzate nella provincia di Bolzano dall’inizio del 2005, di rispettare parametri riguardanti la classe energetica stabilita.

Prof Norbert Latschner - Presidente ClimAbita Foundation

Entrando nel dettaglio di “CasaClima” ci rendiamo conto che la certificazione degli edifici deve basarsi su determinate classi: B (<50 kWh/m²a), A (<30 kWh/m²a) ed Oro (<10 kWh/m²a), prendendo come punto di riferimento il fabbisogno energetico, il conseguente risparmio e la sostenibilità ambientale, in relazione per esempio anche alle tecniche di costruzione e ai materiali utilizzati nell’edilizia. Il minimo standard energetico della classe C è di <70 kWh/m²a.

Anche in Europa ci sono modelli virtuosi: la Germania è, infatti, uno dei cinque Paesi che ha raggiunto l’obiettivo di legge dell’UE di riciclare il 50% dei rifiuti domestici entro il 2020. Il riciclo, consistente nel recupero di materiali come vetro, carta, metallo e plastica, una vera miniera di materie prime, negli ultimi anni ha ridotto le emissioni di gas serra del 56%.

Costruire in modo innovativo è possibile e lo si fa con “sua maestà il legno” – come ama apostrofarlo Rosamaria Filici. Accade nel centro di Berlino, che ospita una struttura lignea di ben 7 piani, divenuta per la sua specificità un primato europeo. Il progetto è stato concepito con la finalità di creare, con una materia prima rinnovabile come il legno, una casa ecologica di elevato pregio. Grazie a un buon isolamento termico e un consumo energetico annuale massimo di 40 KW l’ora per metro quadro, questo edificio richiede una spesa di soli 500 euro l’anno per riscaldare un appartamento di 140 mq. Lo stabile è inoltre collegato a una centrale per il teleriscaldamento e ogni abitazione è dotata di riscaldamento a pavimento.

“Parole chiave come legno, sostenibilità, energie rinnovabili ed ambiente pulito, speriamo possano entrare, in prima linea, nella concretezza delle nostre città”. Con questo pensiero positivo ci saluta l’architetto Filici che, poi, ci rimanda ad un altro appuntamento: la seconda edizione di Progettare, costruire ed abitare sostenibile, che si terrà il prossimo 26 settembre a Roma.