Convertito in Legge il Decreto sulla competitività

Esterno Senato

Il 7 agosto il Senato ha approvato in via definitiva il testo già modificato dalla Camera. Tra le novità per le imprese l’alleggerimento delle bollette per l’energia, nuovi crediti di imposta, prestiti concessi non più solo dalle banche ma anche da finanziarie e enti assicurativi

“Una spinta per la crescita delle imprese”, afferma la Ministra per lo sviluppo economico Federica Guidi parlando del testo approvato in via definitiva il 7 agosto dal titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”.

Già noto come Decreto Competitività, ma ora modificato (alleghiamo il nuovo testo all’articolo), il provvedimento prevede in sintesi:

  • Bollette elettriche più leggere;
  • aiuti fiscali alla realizzazione di nuovi investimenti;
  • quotazioni in Borsa più facili per raccogliere capitali destinati alla crescita;
  • maggiore accesso al credito grazie alle compagnie di assicurazioni.

“Il corposo pacchetto di norme contenute nel decreto” ha dichiarato la ministra Guidi “costituisce un primo importante aiuto alle imprese a sostegno della loro crescita e, quindi, della ripresa dell’economia nel suo complesso. Grazie soprattutto al taglio della spesa per l’energia, al credito d’imposta per i nuovi investimenti, all’ampliamento delle fonti per il credito e la raccolta di capitali, le aziende saranno in grado di accompagnare i primi segnali di miglioramento del clima economico che si iniziano ad intravvedere”.

Per quanto riguarda la norma che taglia i costi delle bollette per l’energia, essi vengono ridotti del 10% grazie a una “rimodulazione degli incentivi di cui fruiscono i grandi produttori da fonti rinnovabili”. In particolare, la riduzione della soglia di accesso al beneficio dagli iniziali 55kW agli attuali 16,5 kW permette di estendere gli ‘sconti’ in bolletta ad altre 400.000 imprese di cui l’80% appartengono ai settori manifatturieri e del commercio, del turismo e dei servizi.
A favore delle imprese ma a sfavore dei consumatori c’è la riduzione delle agevolazioni di cui godevano alcune categorie di questi ultimi.

Per sostenere gli investimenti, la normativa prevede che “le imprese che acquisteranno beni strumentali in misura maggiore rispetto a quanto hanno fatto negli ultimi 5 anni”, godranno – fino al 30 giugno 2015 – di un credito d’imposta del 15%.

Simbolo crescita economica

Se poi un’impresa intende quotarsi in borsa, sono state introdotte nuove norme proprio per favorire questa azione. Ma ciò che più rende interessante la nuova Legge è il fatto che le imprese possano accedere ad altri canali di finanziamento oltre quello tradizionale delle banche, grazie all’autorizzazione ad erogare prestiti concessa alle compagnie di assicurazione e ai fondi di investimento.

Immediato il commento di Rete Imprese Italia, l’organizzazione che raggruppa 2 milioni e mezzo di PMI: “nel Decreto Legge 91/2014, apprezzabile per alcune misure che alleggeriscono gli oneri a carico delle imprese, manca un approccio sistematico capace di aggredire tutti gli aspetti che frenano la ripresa e di sostenere la competitività del sistema produttivo. La situazione dell’economia italiana, in conclamata recessione, impone e rende urgente un piano strategico complessivo e coordinato di rilancio dello sviluppo”.
Pur avendo valutato positivamente gli interventi per abbassare il costo delle bollette elettriche delle imprese nonché le norme finalizzate a rafforzare il ruolo delle Agenzie per le Imprese per semplificare l’avvio e l’esercizio delle attività imprenditoriali, Rete Imprese Italia critica negativamente l’abrogazione della norma sulle deroghe al limite per l’utilizzo del contante. Non è condivisibile – si afferma nella nota emanata dall’organizzazione – l’abrogazione della norma sulle deroghe al limite per l’utilizzo del contante da parte dei soli cittadini di Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo che, oltre ad un danno, rappresenta una vera e propria beffa per le imprese che non potranno operare in un regime di maggiore concorrenzialità. A questo proposito è auspicabile che il Governo dia seguito all’impegno preso per mettere in campo le necessarie misure per favorire una maggiore fluidità delle transazioni commerciali.

Continua poi il parere fortemente negativo sul SISTRI (Sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti) a prescindere dalle misure di semplificazione contenute nel provvedimento: “Rete Imprese Italia ancora una volta sollecita il coraggio del definitivo superamento del Sistema che in questi 5 anni ha dimostrato di non funzionare”.

Più in generale, Rete Imprese Italia sottolinea la “necessità di un disegno compiuto di politica economica a sostegno dell’impresa diffusa, con misure di ampio respiro che affrontino in una logica di ‘filiera’ il rilancio del sistema imprenditoriale italiano”.

(D.M.)

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